Quadri esposti capovolti

L’artista Mark Rothko, nel 1968, donò al Tate Modern Gallery di Londra due suoi dipinti della serie Black on Maroon che contenevano larghe strisce nere che si alternavano a dei rettangoli marroni. I curatori del museo li appesero per anni con le strisce disposte orizzontalmente, quindi per un periodo vennero ruotati con le strisce verticali prima di ritornare orizzontali in occasione di una personale. A quel punto si sollevò una controversia circa il loro corretto orientamento. La firma di Rothko indica un orientamento orizzontale, ma normalmente quei quadri vengono appesi con le righe verticali e molti storici dell’arte hanno dibattuto a lungo l’argomento. Vi sono aneddoti analoghi che riguardano altri artisti, come Matisse, Rauschenberg, O’Keefe e Van Gogh, il cui Erba e farfalle fu esposto capovolto alla National Gallery nel 1965.

Ma quanto è importante l’orientamento di un quadro astratto o semi astratto, almeno per un occhio non esperto?

Nel processo creativo l’artista può prendere una decisione estetica circa l’orientamento cui attenersi al momento di appendere l’opera e spesso questo viene specificato nel retro della tela. Tuttavia, spesso l’orientamento scelto dal pittore non è così ovvio per chi guarda, soprattutto se non è presente un contenuto riconoscibile. E non è detto che l’impatto o il valore estetico dell’opera diminuisca se la si osserva con un orientamento non corretto.

Si tratta di un tema molto affascinante che numerosi studiosi dei processi cognitivi hanno affrontato. Lindauer nel 1969 chiese ai partecipanti allo studio quale orientamento preferivano per 54 dipinti astratti e scoprirono che solo la metà di loro era d’accordo con la scelta degli artisti. D’altro canto, Swartz e Hewitt (1970) mostrarono che il gradimento estetico delle opere mostrate non era influenzato né dalla rotazione né dalla specularità. Mentre Johnson nel 2010 evidenziò che i partecipanti apprezzavano a larga maggioranza l’orientamento scelto da Mondrian per i propri quadri.

Ora, in uno studio appena uscito su i-Perception veniva chiesto a 18 studenti che non avevano avuto precedente formazione in arte, di indicare l’orientamento che consideravano più bello o significativo per ciascuno dei 40 quadri di arte moderna mostrati a 0, 90, 180 e 270 gradi. Emerse che la preferenza per l’orientamento corretto, come cioè indicato dall’artista, dipende in un certo grado dalla percezione della comprensibilità del contenuto.

Per esempio, Due donne con natura morta di Ferdinand Leger è stato apprezzato nel giusto verso nell’88,89 % delle volte, mentre Pittura suprematista: Aeroplano in volo di Kasimir Malevich lo è stato nello 0%. Stranamente, tuttavia, alcuni quadri che si direbbe non abbiano un contenuto comprensibile, come Uno: Numero 31 di Jackson Pollock, venivano preferiti nel giusto orientamento un numero elevato di volte. Ma questo gli Scienziati non sanno ancora spiegarselo.

Qui sotto si possono vedere i quadri citati.

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4 Risposte to “Quadri esposti capovolti”

  1. non ricordo dove ho letto di un test, forse uno sviluppo di studio, in cui si dimostrava che la percezione è legata anche all’orientamento sessuale dei soggetti.

  2. E pensare, Laura, che Henri Cartier-Bresson capovolgeva le fotografie che gli venivano sottoposte per valutarne la “tenuta” compositiva… ;)))

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