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Quante volte figliola?

Riceviamo da Sergio (indovinate su quale argomento?) e volentieri pubblichiamo:

corbis-42-18508630-2803027_0x410C’era un contratto sessuale in vigore negli uffici della Regione Abruzzo. Un documento vero e proprio. Lo aveva redatto e sottoscritto un assessore regionale che pretendeva sesso dalla sua segretaria.

Fino a qui nulla di strano: l’amore con la segretaria è oramai quasi una cosa ovvia, che non fa più scandalo. Quello che invece meraviglia è la “contrattualizzazione” dell’obbligo di prestazione. La donna doveva “stare insieme” all’assessore almeno quattro volte in un mese. Peraltro era anche un servizi(ett)o ben pagato: per queste 4 prestazioni extra la signora riceveva un bonus di trentaseimila euro annui (750 € a botta!). Certo io, come del resto tanti altri colleghi e colleghe, ci facciamo il culo a lavoro per molto meno!

A essere sinceri l’obbligo alla prestazione sessuale “contrattualizzata” o “prescritto dalla Legge” non è una novità. A casa nostra, per esempio, come in ogni famiglia ebraica, l’obbligo viene dettagliatamente disciplinato dalla Torah, con l’unica sostanziale differenza rispetto a quanto avvenuto in Regione Abruzzo, che il dovere è previsto solo ed esclusivamente per il marito.

Nella Torah è chiaramente sancito il numero di prestazioni a cui il marito può essere obbligato dalla moglie per adempiere ai propri doveri coniugali: per un uomo che non lavora, tutti i giorni; per i manovali due volte la settimana; per i conduttori di somari una volta la settimana; per i conduttori di cammelli una volta al mese; per i marinai una volta ogni sei mesi. Si tratta ovviamente di standard minimo al di sotto del quale si potrebbe invocare l’inadempienza da parte del marito.

Peccato che nella Torah non sia esplicitamente previsto (ma l’interpretazione rabbinica può senz’altro aiutarci) il numero di prestazioni previsto per un ex assessore-carcerato della Regione Abruzzo!

Uomini scimpanzé maiali

maialiIpotesi shock? Qualcuna di noi Ragazze è minimamente sorpresa? E voi Ragazzi siete sotto shock? 😆

Topi e tope

ImmagineCerto che ne sono girate su internet (e anche qui da noi!) di cazzate sciocchezze; di gadget della serie “mai più senza”! Dopo il rabbino vibratore pensavamo di averle viste davvero tutte! Ma questa che mi ha segnalato la mia Amica Lea ieri, secondo me le batte tutte!

Per caso i vostri colleghi di lavoro ultimamente hanno la faccia “da abbacchio” mentre lavorano al loro PC? Avete notato che i  vostri sottoposti in ufficio non rendono più come dovrebbero? I vostri amici la sera preferiscono stare a casa davanti al computer invece di uscire? Non preoccupatevi! Tutta colpa di questo meraviglioso oggetto che la mia sopra menzionata Amica ha visto (ovviamente) su Facebook e prontamente ci ha proposto per un post! Insomma: come potete aver notato dalla fotografia si tratta di un mouse che riproduce la fisionomia di una vagina. Così si può lavorare al PC (non so con quale concentrazione) e avere al contempo la sensazione di avere in mano una vagina. Forse un surrogato di quella che non si ha mai avuto l’ebbrezza di toccare! Inutile dirvi a quale “organo” corrisponde la rotellina dello scroll!

[… silenzio di riflessione…]

Io penso che i maschi abbiano un problema. Come dice mio cugino F, gli uomini sono ermafroditi, perché hanno nel loro corpo entrambi i sessi: quello maschile in mezzo alle gambe, e quello femminile nel cervello. Ma come si può ideare una cosa simile senza esser presi per maniaci sessuali! E secondo me sapete dov’è la differenza tra gli uomini e le donne? Se un uomo vede un amico che ha questo bellissimo mouse attaccato al PC si sganascia dalle risate e chiede sicuramente di provarlo!… ma se la stessa persona entrando nell’automobile di un’amica vedesse la leva del cambio (o del freno a mano, fate voi!) fatta a forma di pene… magari sorriderebbe pure, ma di certo con un sottinteso diverso! E comunque a nessuna donna, sono sicura, verrebbe in mente di ideare un arnese simile!

Sempre il cugino F. racconta di un vecchio parente che aveva un negozio, e quando stava alla cassa  teneva vicino a sé una busta con dentro del baccalà nella quale ogni tanto “intingeva” la mano per poi passarsela sotto il naso per annusarla (immagino con fare libidinoso). Insomma, una sorta di pioniere del gadget sessuo-tronico!

Se volete saperne di più sul topo/topa potete visitare il sito http://andykurovets.com/mouses/mouses.html

Il vibratore del rabbino

RampantRabbi_MBlue_Front_BackOra non lasciatevi fuorviare dal titolo e non lanciatevi in torbide fantasie. Il tema è, pensate un po’, una semplice vertenza legale.

La catena di vendita di oggetti per adulti Ann Summers ha infatti citato per contraffazione il comico ebreo inglese Shed Simove. Secondo loro il vibratore creato e messo in vendita da quest’ultimo nel suo sito Masturpieces riecheggia nel nome quello prodotto dalla Summers e quindi può facilmente creare confusione. Il vibratore della Ann Summers si chiama infatti The Rampant Rabbit e quello di Simove The Rampant Rabbi. In effetti…

Tuttavia, bisogna riconoscere al comico di aver dato vita a un prodotto moooolto originale: come potete vedere nell’immagine in alto, il vibratore ha la forma di un rabbino con tanto di tallet (manto per pregare) sulle spalle, un libro in mano, un’aria mite e un’espressione intrisa di santità. Ma ancora più interessanti sono i giochi di parole e le battute che costituiscono gli slogan creati per lanciare il vibratore. Per fare qualche esempio:

“Oh Dio, oh Dio, oh Dio!”
“Il vibratore eletto”
“Vieni con i 69 comandamenti”
“Un’esperienza religiosa per una moderna donna ebrea”

Quando gli è stato chiesto se tutto questo non potrebbe risultare offensivo agli ebrei Shed Simove ha risposto che gli ebrei sono abituati a ridere di se stessi e della loro cultura.

E non sembra nemmeno troppo preoccupato di dover pagare una grossa somma per risarcire Ann Summers. Si aspetta che o lascino cadere la causa o addirittura acquisiscano il Rampant Rabbi per venderlo insieme ai propri vibratori.

Al di là di essere aduse o meno a queste pratiche solitarie, ma a voi non farebbe un po’ impressione infilarvi quel sant’uomo nelle parti più segrete e sensibili di voi stesse?

Sesso orale e Chirurghi Paciocconi

Khajuraho - I templi dell'amoreÈ appena uscito un indispensabile articolo di Scienziati della Giamaica e di Trinidad e Tobago sull’International Journal of Surgery Case Report.

Indispensabile perché ci mette in guardia riguardo la potenziale rischiosità di certi tipi di rapporti che alcuni, come Clinton, ricorderete, neppure considerano sesso. Ovviamente sto parlando dei rapporti orali (era ovvio, vero?) che possono crearci dei problemi seri, soprattutto se capitiamo sotto le mani di medici e chirurghi non al passo con le più recenti acquisizioni scientifiche.

Veniamo ai fatti o, per meglio dire, al caso clinico che viene descritto nell’articolo.
La protagonista di questa triste storia è una giovane ventunenne che un giorno si presentò in ospedale per dei dolori addominali nella parte destra manifestatisi all’improvviso. Fu presa, rivoltata come un pedalino esaminata, visitata, studiata e si concluse che aveva una peritonite in corso. Di corsa in sala operatoria, dunque!

Quando se la trovarono aperta davanti i chirurghi videro che il rene destro era policistico e decisero di asportarlo pensando che fosse la causa del problema. Subito dopo, però, capirono che a provocare quei dolori era stato in realtà un pneumoperitoneo, cioè la presenza di aria all’interno della cavità peritoneale. In genere questo si verifica a seguito di perforazioni dello stomaco o dell’intestino provocate da manovre chirurgiche. Che però la povera ragazza aveva subito DOPO e non prima dei dolori.

I solerti chirurghi, con l’aiuto di solerti medici, si dettero subito da fare per indagare e comprendere che cosa potesse essere successo. Esclusi tutti motivi che potevano essere presi in considerazione, gli Scienziati concludono:

“L’unica causa identificabile nella nostra paziente fu il cunnilingus durato circa 15 minuti che le fu praticato 4 ore prima dell’insorgere dei dolori”.

E pertanto invitano i colleghi in certi casi a esplorare anche i comportamenti sessuali che i pazienti non racconterebbero spontaneamente “al fine di evitare dispendiose indagini e laparotomie non terapeutiche”.

E menomale che non invitano i pazienti ad astenersi da tali pratiche per non creare problemi ai Medici e ai Chirurghi Paciocconi!

E comunque voi ora non fatevi prendere dal panico, ma continuate a fare come avete sempre fatto ché sempre di Scienza Pacioccona si tratta.

Donne al volante pericolo costante

arabia_saudita_donne_al_volante--400x300Il Marito, che legge anche la stampa estera, spesso viene attirato da notizie del cazzo bizzarre di cui è, per la verità, pieno il mondo. L’altra sera ha portato alla mia attenzione (traducendolo per me) un articolo del Jerusalem Post  che ho trovato molto esilarante.

Donne al volante: state attente se volete salvaguardare la vostra fertilità; e voi compagni e mariti, vigilate!

Secondo l’influente sceicco saudita Saleh al-Lohaidan, uno dei 21 membri del Consiglio Superiore dei Saggi, l’istituzione che può emanare fatwe (per rimanere in tema, uno “con le palle”, insomma) ha ufficialmente dichiarato che la donna che guida non per pura necessità potrebbe avere delle conseguenze psicologiche e fisiche negative, in quanto la guida danneggerebbe le ovaie per effetto di una spinta del pavimento pelvico verso l’alto. Questo verrebbe ulteriormente dimostrato dal fatto che le donne che guidano regolarmente hanno figli con problemi fisici di varia gravità.

Allora, intanto, caro sceicco, vorrei sapere quali sono secondo lei le donne che “non guidano pura necessità”. Certamente non sono sicura che noi due diamo lo stesso significato al concetto di “necessarietà” . Certo è che per me andare a lavoro, accompagnare i figli a scuola (e altrove) e fare la spesa rappresentano azioni assolutamente necessarie, alle quali rinuncerei ben volentieri [e questo il Marito lo sa bene, lui che domenica mattina all’alba mi ha mandato DA SOLA all’aeroporto ad accompagnare la Figlia Media in partenza con la scuola! Io che oltretutto mi perdo anche dentro casa mia!!!! E perché poi? Perché lui doveva andare a correre! Ma questa è un’altra storia].

Comunque, probabilmente le mogli dello sceicco avranno a disposizione una schiera di autisti, tuttofare e lacchè che svolgeranno tali mansioni al loro posto. 

Quanta solerzia professionale scientifica. Ma sapete che vi dico? Che forse lo sceicco ha ragione da vendere! Ho saputo da fonti certe che sua madre da giovane passava tutto il suo tempo a fare avanti e indietro in macchina da Riyadh a Medina per il puro gusto di guidare! Lo vedi poi come vengono su certi figli???

Ma questo non è tutto. Perchè il bello del web è che basta cercare una fotografia per il post che stai scrivendo, che ti trovi davanti un’altra notizia, in questo caso un po’ più vecchia, risalente a dicembre scorso. Leggendola vieni a sapere che in Arabia Saudita è proprio vietato alle donne guidare. Quindi non solo pericoloso, ma proibito. Oppure se preferite un’altra chiave di lettura, visto che è pericoloso per la salute, allora, bontà loro, lo vietano.

Divertente (almeno per me,donna, ebrea, abbastanza laica e occidentale) sono le motivazioni del divieto: secondo gli accademici del Majlis al-Ifta’ al-A’ala, il più’ importante consiglio religioso dell’Arabia Saudita, concedere alle donne il diritto di guidare scatenerebbe la loro voglia di sesso, “incentivando la prostituzione”. 

Ecco, questo non fatelo sapere al Marito, sennò altro che Roma-Fiumicino! Mi compra la licenza da tassista!!!!

Salam aleikum!

Protesi all’anca e posizioni nel sesso

anca e sessoPost di servizio per quelli tra i nostri lettori che si sono operati all’anca e sono portatori di una protesi. Ma ritengo che possa tornar utile a chiunque.

Se pensate che dopo la convalescenza e la rieducazione potrete riprendere a fare sesso spericolato con un occhio al/alla partner e l’altro al kamasutra siete fuori strada.

A indagare questo aspetto fondamentale sono stati degli Scienziati svizzeri i quali si sono resi conto che i rischi di cattiva articolazione tra anca e femore e di instabilità delle articolazioni durante i rapporti sessuali per coloro ai quali è stata applicata una protesi non sono mai stati studiati oggettivamente. E quindi, aggiungono, non sappiamo qual è il range di movimento consentito durante certe posizioni.

Che hanno fatto dunque? Hanno preso due volontari, li hanno fatti scatenare nel sesso e sbizzarrire in una fantasmagoria di posizioni e hanno spiato studiato le loro performances. Quindi hanno selezionato ben dodici posizioni (già vedo qualcuno di voi che col naso per aria comincia a contare con le dita e non arriva a sei), ragionando sui movimenti dell’anca che ciascuna implicava. I dati sono poi stati applicati a modellini di anche 3D per valutare i rischi.

Ne è emerso che certe posizioni non sono per niente consigliabili dopo l’intervento all’anca, in particolare per le donne. Ma qualche rischio esiste anche per i maschietti, soprattutto per quelle posizioni che richiedono un alto grado (oltre 40 gradi) di rotazione esterna. Capito cosa dovete evitare?

Nell’immagine in alto potete consultare il quadro riassuntivo delle diverse posizioni realizzato dai nostri Scienziati per farci comprendere meglio i pericoli che si annidano dietro ad alcune di esse.

Mi ha molto colpito l’ultima posizione della seconda fila: è contro ogni legge di gravità, forse solo sulla Luna ci si può riuscire. Deve essere faticosissima e assai precaria secondo me. E comunque lo credo che non sia consentita né agli uomini né alla donne!

Mi raccomando, non vi eccitate: è Scienza!

Eccitamento sessuale e flatulenze umane

flatulence

James Gillray, 1802

Io di perversioni ne ho viste proprio tante. Non ve le sto a raccontare sennò mi diventate morbosi. Ma una così è davvero curiosa.

Ne parla il professor Griffiths, della Nottingham Trent University, un cultore esperto di perversioni umane in un articolo uscito su Archives of Sexual Behavior (questo il link, ma per leggere l’articolo bisogna pagare, nemmeno l’abstract ti danno). Per scovare dei perversi interessanti se ne va in giro per la rete dove, si sa, la gente si sente più libera di aprirsi. E cosa ti ha scovato questa vecchia volpe? Niente di meno che un raro esemplare di eproctofilo, cioè una persona che si eccita sessualmente quando qualcuno rilascia una flatulenza. A suo dire il primo caso descritto in letteratura. Anche se, in verità, James Joyce ci andava a nozze con quelle della moglie Nora, come apprendiamo dalle lettere d’amore che le scriveva.

Tornando a ‘sto fenomeno da baraccone, così come viene trattato dal nostro Scienziato, Brad, nome di finzione, ha 22 anni ed è dell’Illinois. Intervistato da Griffiths, racconta che il primo sentore di questa sua predilezione lo ebbe da bambino quando udì una sua coetanea a scuola esibirsi in quell’atto durante le lezioni. Questa esperienza lo colpì e lo scombussolò. Ma il primo rapporto sessuale derivato dall’eccitamento da flatulenza altrui lo ebbe a 16 anni con un compagno di scuola che l’aveva fatta davanti a lui. “All’inizio non volevo ammettere di essere attratto da lui per quel che avevo sentito. Ma dopo decisi di mettermi alla prova, di sperimentare. Feci una scommessa per cui chi vinceva poteva fare flatulenze in faccia al perdente per una settimana [ma che scommesse fanno le nuove generazioni? ai miei tempi ci si limitava a un caffè!]. La persi volutamente. E ho continuato a perdere scommesse a tutto spiano per circa due anni”.

Attualmente Brad prova un intenso desiderio sessuale e crea fantasie che hanno a che fare con le flatulenze. Ad eccitarlo sono sia il rumore che l’odore, anche se spiega di non essere attratto dalla flatulenza in sé, ma dalla persona che la produce proprio in quanto la produce. Ed essendo bisessuale è attratto sia da uomini che da donne, purché respirino espirino da laggiù.

Non è fantastico? Se state con una persona così, almeno, non avrete bisogno di astenervi da fagioli e cipolle che sono tanto buoni, ma che con i non eproctofili possono creare qualche imbarazzo, soprattutto in quei momenti lì, quando un’esibizione di quel tipo più che aumentare lo slancio potrebbe spezzare l’incanto.

La forchetta nel pene

rx forkChe cosa ci fate voi con le forchette? Le usate per portare il cibo alla bocca? In effetti, la maggioranza degli esseri umani risponderebbe così, ma c’è almeno una persona che le ha utilizzate per scopi diversi.

Ci raccontano questa storia per certi versi (forse per tutti i versi) raccapricciante dei medici dell’ospedale di Canberra, Australia. Un bel giorno (per loro che ci hanno scritto su un articolo) si è presentato al Pronto Soccorso un uomo di 70 anni il cui pene perdeva sangue dal meato. La radiografia (la vedete sopra) ha presto mostrato quale fosse il problema: quel gran porcello, per procurarsi piacere (!!!???) sessuale, si era infilato nel pene una forchetta la quale faceva bella mostra di sé dentro la sua povera uretra.

Subito i medici presenti, con grande eccitazione immagino, si sono messi a ragionare su come estrarla da lì e alla fine hanno deciso per la trazione mediante forcipe. Ovviamente con tanto, ma tanto, lubrificante. La foto sotto ci mostra il culmine dell’intervento.

Gli autori spiegano che la mente umana in questo genere di cose, ma anche in altre credo, è molto creativa e passano, sulla base della letteratura, a elencare gli oggetti che le persone introducono nel proprio corpo in buchi diversi dalla bocca 😉 Eccoli: aghi, matite, penne a sfera, cappucci di penne, fili metallici da giardino, cavi di rame, spille da balia, brugole, cavi, cavetti, sondini, cannucce, spazzolini da denti, batterie, lampadine, cotton fioc, tazze di plastica, termometri, piante, carote, cetrioli, fagioli, stecche di bambù, foglie, code di scoiattolo, ossa, serpenti, giocattoli, spirali contraccettive, tamponi, pessari. E anche polveri, come la cocaina, e liquidi, come la colla e la cera calda. E poi chissà quanto altro.

Ma un po’ di sesso vecchia maniera, su e giù, sopra e sotto no? È roba superata?

forceps

Sesso kasher

Riceviamo da Sergio e volentieri continuiamo a pubblicare.

20130718-231246E’ passata da pochi giorni una delle più importanti ricorrenze del calendario ebraico, Tisha Beav. In questo giorno si commemorano le distruzioni del Primo e del Secondo Tempio di Gerusalemme avvenute nello stesso giorno dell’anno, il nove del mese di Av, a 655 anni di distanza. Si tratta pertanto di un giorno di lutto per il popolo ebraico.

Dopo pochi giorni, il 15 del mese di Av, (ieri per il calendario solare) cade invece Tu Beav, una festività minore, divenuta, soprattutto in Israele, la “festa degli innamorati”, una specie di giorno di “San Valentino” per il popolo ebraico. In questo caso la festa ha origini agricole e segna l’inizio della vendemmia che si conclude poi nel giorno di Kippur.

Il giorno di Tu Beav è quindi una delle date preferite per i matrimoni ebraici.

Per la festa di Tu Beav di quest’anno un’importante azienda americana di prodotti intimi ha finalmente annunciato la prossima immissione sul mercato statunitense e canadese di lubrificanti kasher.

Da maschietto e maialino che sono ho subito iniziato a fantasticare sull’utilizzo orale dei prodotti in questione. Per fortuna la lettura dell’articolo mi ha subito riportato con i piedi per terra.

La kasherut in questo caso non si riferisce agli ingredienti di cui sono composti tali lubrificanti, e alla loro rispondenza alle regoli alimentari ebraiche, bensì alla catena produttiva e ai componenti che vengono utilizzati per questi prodotti. In poche parole, essendo questi dei cosmetici/farmaceutici, la Food and Drugs Administration impone che prima della commercializzazione vengano testati su animali; quindi in questo caso il controllo della kasherut riguarda la certificazione che i test effettuati non abbiano causato dolori agli animali coinvolti nella sperimentazione.

Si tratta pertanto di un altro esempio in cui la certificazione kasher riguarda aspetti “bio” ed “etici” dei prodotti; una certificazione che interessa sempre più il consumatore, indipendentemente dal suo essere o non essere ebreo.