Elio e le storie tristi

sally con palloncinoTempi cupi si profilano all’orizzonte. Guerre? Carestie? Crisi economica? Sì, certo. Però qui si parla di altro.

Lo sapete che le riserve di elio vanno sempre più diminuendo e che rischiano l’esaurimento in una manciata di anni? Nel frattempo, come spesso accade, il prezzo è schizzato alle stelle: dal 2000 a oggi è quadruplicato.

Saranno dolori! Non penso all’industria elettronica, militare, astronautica, né alle strumentazioni medicali, né ai laser, ai neon, ai respiratori per immersioni.

Penso ai bambini che verranno che non potranno guardare con la bocca spalancata il palloncino colorato, più leggero dell’aria, tenuto legato al polso, né lo potranno seguire con gli occhi pieni di meraviglia e delusione mentre si alza verso il cielo e si fa sempre più piccolo fino a scomparire.

Ve la ricordate?

Avevo un bel pallone rosso e blu:

era la gioia e la delizia mia.

Si è rotto il filo ed è volato via,

su su, sempre più su.

Son fortunati in cielo i bimbi buoni:

ma volan tutti lassù quei bei palloni?

Precisazione: Questa poesia, di una tristezza infinita, che recitavo quando ancora ero così piccola da storpiare le parole, l’ho inserita nonostante la disapprovazione delle mie sociorelle.

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rinunciare all'animosità significa diventare liberi

7 Risposte a “Elio e le storie tristi”

  1. Però i palloncini si possono gonfiare anche con l’aria dei nostri polmoni, almeno io ho sempre fatto così… Finché non tasseranno pure quella naturalmente. 😛
    Mchan
    Ps: in alternativa c’è la pompetta, che si rompe dopo solamente una gonfiata…

  2. Non c’e’ niente di più bello di un bel mazzetto di palloncini liberati in aria. Solo le bolle di sapone possono eguagliare quello spettacolo.
    Riguardo alla poesia mi trovo in perfetto accordo con le sociorelle. 🙂

    • Quando tornavamo da Milano a Roma in vacanza il mio Figlio Grande, che allora aveva uno o due anni, veniva accolto da suo Nonno con un palloncino gigante di Titti. Ogni volta una tassa da 14.000 lire di allora. Li adorava, si illuminava in viso, e gli ridevano gli occhi!
      D’altra parte come dargli torto?
      Invece per la tristezza della poesia di Laura…. Che te devo di’ Rachel? Gli è presa così! E quando ce l’ha sottoposta era anche soddisfatta della scelta!

  3. … E’ una nonna … pensa a quel giovanottino … fra qualche anno lui potrà volare senza bisogno di Elio … ma un palloncino, lo potrà avere?

  4. Grazie! Sono riuscita a trovare questa poesia che mi recitava sempre la mia mamma quando ero piccola…..che ricordi!!!!

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