Marmellata di Arance di nonna Lauretta

Per cominciare è doveroso un ringraziamento a dhr, un nostro lettore che ci ha suggerito l’idea.

Eh si, perchè il suo commento al compleanno di Topolino (e non solo) con il riferimento alle cose genuine che faceva nonna Lauretta ha fatto immediatamente scattare l’operazione “Ricette Possibili“, che avevamo in canna da tempo, seppure non ancora ben chiara nelle nostre teste. E invece eccola qui: una pagina dedicata alle ricette che in parte abbiamo già pubblicato ma che amplieremo nel blog.

La nostra passione per la cucina genuina ci è stata trasmessa da nostra nonna e soprattutto nostra madre. Noi l’abbiamo condita (è il caso di dire!) con le innovazioni derivate dalla ricerca del buono e del nuovo.

Quindi inauguriamo la nuova sezione di ricette con la tradizionale marmellata di arance di nonna Lauretta. Tradizione perpetrata proprio da nostro padre, che ancora oggi ama farne quantità industriali da regalare ad amici e parenti.

Ma prima un piccolo aneddoto.

Parliamo di almeno 20 anni fa, una delle prime volte che papà si cimentava con la marmellata di arance. Era tutta la mattina che la frutta era sul fuoco con lo zucchero, ma non accennava ad addensarsi. Aveva un appuntamento di lavoro, che continuava a ritardare chiamando il rappresentante al telefono dicendogli che aveva una riunione molto importante, dalla quale non poteva andarsene. Alle 16.30, quando finalmente la marmellata era pronta gli telefonò per scusarsi dicendo: “mi dispiace ma non posso proprio venire! Sono ore che giro, giro…. ma la situazione non quaglia! ” 

Ingredienti:

1 kg di zucchero; 1.2 kg di arance; facoltativo: un bicchierino di whisky.

Procedimento:

Bucherellare la buccia delle arance con le punte di una forchetta e metterle a bagno in un pentolone per tre giorni, avendo cura di cambiare l’acqua ogni 12 ore.

Trascorsi i tre giorni, affettare le arance e metterle in pentola con lo zucchero. Cuocere a fuoco basso mescolando spesso finché la marmellata non avrà raggiunto la giusta consistenza, considerando che raffreddandosi, la marmellata diventa più densa. A piacere aggiungere, una volta fuori dal fuoco un bicchierino di whisky.

Invasare la marmellata nei barattoli di vetro puliti, aspettare che si raffreddino quindi chiudere con i tappi ermetici.

ALicE

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23 Risposte a “Marmellata di Arance di nonna Lauretta”

  1. Grazie a voi per questo blog sempre aggiornato E importante E spiritoso. Una ricetta più difficile della marmellata di arance 😉

  2. questi tre giorni hanno un sapore biblico. per tre giorni gli ebrei dovettero astenersi dai rapporti sessuali per poter ricevere la torà. ma lì c’era un motivo. la torà è vita ed è incompatibile con la morte. non tutti rapporti sessuali vanno a buon fine procreativo e quindi la presenza di spermatozoi defunti, nel momento in cui la legge di vita veniva donata, era cosa da evitare. detto questo non saprei come spiegare la necessità di aspettare tre giorni affinché, immagino, le bucce perdano la loro ridondante amarezza.

    mettiamola così.

    quando si mettono a mollo le bucce bucherellate si possono aspettare da uno a tre giorni a seconda del grado di amarezza che si vuole ottenere. oppure.

    aspettare il tempo necessario affinché la parte bianca – la parte che conferisce l’amaro – possa essere grattata via.

    • Caro up,
      tu citi la Torà, l’antico testamento. Ecco: per me le ricette tramandate da generazione in generazione hanno proprio quel senso religioso, sono inviolabili. Per cui 3 giorni dice la ricetta, e 3 giorni noi osserviamo
      (in altri casi creiamo e modifichiamo, ma non qui!).
      E poi una piccola confessione: nel girare il filmato, abbiamo fatto, sempre per rimanere in tema religioso, un piccolo miracolo: una procedura che sarebbe dovuta durare 3 giorni, per esigenze di… copione, l’abbiamo fatta durare 4 ore. Bene, la marmellata, senza il riposo in acqua delle arance era davvero amarrima!

      Ciao
      ALicE

  3. IL CUGINO (ACQUISITO) DEL PAPà DELLE RAGAZZE RINGRAZIA PER LA

    VIDEOLEZIONE E SI APPRESTA A CIMENTARSI NELLA GARA SPERANDO

    DI EGUAGLIARE IL GRANDE MAESTRO.

    Per Laura:non riesco a trovare l’uomo dei dadi!

  4. “È pronta?” Grazie Papà e nonna Lauretta per la ricetta e instruzioni!

  5. Grazie per la ricetta! L’ho provata ed è davvero spettacolare!

  6. Figurati! Ci piace condividere le ricette. Specie quelle di famiglia!
    Benvenuta!

    ALicE

  7. scusate dell’intrusione, cercavo una marmellata d’arance e questa mi e’ sembrata al caso mio…. vorrei chiedere un paio di cose, poiche’ altre volte ho avuto problemi di imbarattolimento…. avete una soluzione sicura e semplice x nn avere ospiti all’apertura? deve essere tutto sterilizzato, anche i coperchi? dopo quanto tempo si puo’ mangiare la marmellata?? spero mi sia venuta bene….
    tante grazie.

  8. Ciao Claudia,
    intanto benvenuta nel blog.
    Dunque per quanto riguarda la sterilizzazione vera e propria, non la faccio se non per alcune conserve specifiche (crema di marroni e pesche sciroppate, per esempio).
    Mio papà, come hai visto invasa semplicemente la marmellata, chiude i coperchi, e la conserva in luogo fresco. Se all’apertura trova un po’ di muffetta, la butta via e mangia il resto. Lui d’altra parte è un uomo d’altri tempi! 🙂
    A me invece un’amica ha insegnato una tecnica che uso da parecchio e con successo: Durante la cottura della marmellata metto nel forno (non più di 100 gradi) i barattoli che devo usare.
    Invaso la marmellata ancora caldissima, chiudo molto stretti i barattoli con le capsule (che acquisto nuove per l’occasione) e metto i barattoli a testa in giu, tutti vicini e coperti con degli asciugamani per far conservare il più possibile il calore. Il giorno dopo, raffreddandosi, avranno fatto una sorta di sottovuoto e il tappo non farà più “clac”.
    Se invece vuoi proprio sterilizzarli, metti in una pentola i barattoli ben chiusi, separati da qualche canovaccio per non farli urtare tra loro, li immergi totalmente nell’acqua e e li metti sul fuoco calcolando circa mezz’ora da quando l’acqua inizia a bollire. Poi spegni il fuoco, svuoti un po’ la pentola, li lasci raffreddare e poi li conservi in luogo fresco.
    Spero di essere stata chiara. Qualunque cosa, sono a disposizione.
    ALicE

  9. Ineffabile. Ineffabile l`emozione di sentir citare NONNA BIANCA – che ci ha lasciato esattamente quarantacinque anni fa – dal web. Veramente biblico. GRAZIE!

    • E’ bello pensare che persone (parenti) che si vogliono bene, ma non si vedono mai, possano comunque mantenere i legami familiari anche attraverso un piccolo blog… come il nostro!
      Ben ri-tornato Andrea!

  10. Fantastica ricetta! L´ho fatta l´anno scorso e ha spopolato: basti pensare che anche il mio ragazzo, che non è un amante delle marmellate di agrumi, ha gradito.
    Stasera mi appresto a riprovarci e già ho l´acquolina in bocca! 🙂

  11. Allora Robin ti dico una piccola modifica che ho fatto quest’inverno e che secondo me è da urlo: ci ho messo anche dello zenzero fresco grattugiato! Buonerrima!
    Fattelo dire da laura, che ogni tanto ne elemosina un vasetto!

  12. Fantastica, buonerrima, stupenda: poteva forse essere altrimenti? Mi meraviglio che vi meravigliate …

  13. Non avevo notato: c’è anche uno “spettacolare”.

  14. Fantastico il papà delle ragazze 🙂

  15. ciao a tutti. Vi volevo ringraziare della ricetta e anche se è passato un po’ di tempo posto una domanda nella speranza che qualcuno magari la legga.

    Ho seguito abbastanza accuratamente la ricetta (penso!) però già dopo un’ora di cottura la marmellata era molto densa e l’ho tolta e mi sembrava fatta. Se l’avessi lasciata di più si sarebbe asciugata completamente.

    Che ne pensate? ho sbagliato qualcosa?

  16. ottima tecnica.. ne ho fatto da 2010 scoperta per caso… e ogni anno rifaccio sempre questo metodo.. è il migliore.. ti ringrazio ogni anno sempre..

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