Il pene nel Regno Animale

In attesa della proclamazione dei vincitori dei premi Ig Nobel 2012, che avverrà il 20 settembre, oggi vogliamo parlare del vincitore del 1992 per l’Arte, Jim Knowlton.

Il benemerito Scienziato ha messo a punto una tavola sinottica dei peni di dodici animali, uomo compreso, corredandola con preziose notazioni che ho pensato di condividere con voi.

“Ciascun organo è rappresentato con estrema attenzione alle dimensioni e alle proporzioni, prendendo in considerazione le dimensioni medie dei genitali adulti”. E ancora. “Tutti i peni sono mostrati in posizione eretta al 20% delle dimensioni reali”. Come vedete, un lavoretto accurato, un vero e proprio trattatello.

I possessori dei peni raffigurati sono, da sinistra a destra: balena, elefante, giraffa, toro, cavallo, maiale, focena, ariete, capra, iena, cane e uomo. Ma forse voi che seguite il nostro blog e le nostre storie di sesso animalesco, sicuramente lo avevate già capito anche senza leggere le scritte.

“Ogni figura”, prosegue il testo, “include anche il segmento di pene contenuto all’interno del corpo dell’animale: per molti di loro, infatti, la porzione interna rappresenta una frazione significativa della lunghezza complessiva dell’organo”.

Ogni pene ha le sue caratteristiche. Per esempio, ci spiega lo Scienziato, ma questo dovreste saperlo, “l’organo umano è dotato all’estremità di un glande ben definito, parte terminale tra le più evolute del Regno Animale”. Se di questo siete già a conoscenza, forse non sapete che il cane possiede qualcosa di analogo che si materializza durante l’erezione: questo è il motivo per cui è impossibile separare due cani durante l’accoppiamento. Infatti, la cagna (in senso buono) contrae la sua vagina intorno al pene, lo cattura e lo intrappola trattenendolo per il simil-glande, al fine di poterne estrarre il fluido seminale.

La particolarità delle iena sta nel fatto che i genitali del maschio e della femmina sono molto simili: “la clitoride eretta è quasi impossibile da distinguere da un pene”. Ma forse alle iene questo viene insegnato per tempo. “La parte terminale di entrambi gli organi, inoltre, è coperta di spine ispide”. E qui non può non venirmi in mente la battuta di Pippo Franco nel periodo pre-Pingitore:

– Come si accoppiano i porcospini?

– Con attenzione professo’. Con mooolta attenzione!

“I peni del montone, della giraffa e della capra” sono le parole di Knowlton,  “hanno l’estensione dell’uretra. Quella dei primi due si può estendere fino a 4 centimetri oltre il glande formando un uncino flessibile”. Agganciano la preda e non la lasciano più andare, almeno per il tempo necessario a ingravidarla. Dunque, anche tra montoni e giraffe sembrerebbe accadere quello che succede tra uomini e donne: a decidere sono questi ultimi. A meno che anche tra loro non siano le femmine a scegliere il maschio facendogli poi credere che sia stato lui a farlo.

Per non parlare poi del pene della focena, davvero molto particolare. La sua parte terminale ha la forma di una forchetta il cui “dente” più lungo è articolato e quindi può ruotare. “La focena ha un controllo volontario su questo attrezzo” e sui suoi movimenti esplorativi, per somma gioia della femmina che potrà, ci auguriamo per lei, godere degli smanettamenti preliminari.

“Ma il pene più strano è quello del maiale. Quando è in erezione la punta si arriccia assumendo quasi l’aspetto che ha la sua coda”. Ma Madre Natura non lascia niente al caso: questo pene a cavaturaccioli si adatta perfettamente alla vagina della maiala che presenta contorni contorti.

Il cavallo ha un pene banale, simile a quello dell’uomo, se non fosse per la lunghezza che ne ha fatto il protagonista di una certa cinematografia 😉

“Il pene del toro ha una storia interessante. A causa della consistenza e delle proporzioni che lo rendono simile a una fune (insomma è fino fino fino) era usato nel Medio Evo come frustino. Una volta staccato dall’animale eh! Ancora oggi, in certe parti del mondo, viene fatto essiccare per essere utilizzato come bastone da passeggio. Chissà se chi ne possiede uno fatto così ne conosce la provenienza.

Il pene dell’elefante è molto muscoloso. Una metà è pendula e solo la parte finale viene usata per penetrare la vagina, faticosissima da raggiungere in realtà, durante l’accoppiamento.

E il pene più grande del mondo chi ce l’ha? Ma la balena! Quello della balena blu arriva a misurare fino a quasi 4 metri di lunghezza e oltre 30 centimetri di diametro. Da paura! “Quello raffigurato nell’immagine”, ci tiene a precisare il nostro Scienziato, “ne misura solo 2”.

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rinunciare all'animosità significa diventare liberi

6 Risposte a “Il pene nel Regno Animale”

  1. Beh, insomma, un post del… 😆

  2. come si scopre che la Lega ce l’ha duro, ma non lungo. forse era meglio scegliersi una balena anziché una trota.

  3. Interessante divertente!Tempo fa invece lessi qualcosa sull’accoppiamento dei gatti. Mi era sempre sembrato strano il fatto che quando li si sentisse la femmina pareva che soffrisse esageratamente…e beh…poverina…soffrono davvero perchè l’organo del gatto è come una sorta di cactus in miniatura ricoperto di questi aculei che hanno la funzione di non far scappar via la femmina pena dolore allucinante!

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