archivio | berlusconi Feed RSS per la sezione

Solo chi (de)cade può (de)risorgere

senatoDecade? Non decade? Questo è il problema… dell’Italia?

Lui, così attaccato al bene del nostro paese, ma anche a quel seggio in Senato. Ma sempre per il nostro bene. Ovviamente.

Il voto è previsto, ma con Lui non si può mai sapere viste le volte in cui dal primo agosto, giorno della sentenza, è riuscito a farlo slittare, per oggi alle 19.00.

C’è una cosa strana però, che non riesco a capire.

Lui, così legato a quel seggio in Senato, così desideroso di legiferare e lavorare a favore dell’Italia, è stato tra i meno presenti proprio in quell’aula. Chi ci capisce è bravo.

Vediamo i numeri diffusi dal sito del Senato relativi al periodo che va dal 15 marzo a oggi.

Dunque, su 140 sedute e 1856 votazioni, l’apporto di Berlusconi è stato NULLO poiché la casellina relativa alle sue presenze ostenta un bello ZERO!

La medesima alacrità parlamentare è stata manifestata dal suo degno compare Niccolò Ghedini che, ugualmente, non è stato MAI avvistato in Senato.

Se non altro, dovesse decadere, nessuno si accorgerà della differenza.

Annunci

Propaganda anticomunista d’epoca… ma non troppo

La propaganda è un’arma preziosa ed efficace, lo è stata ieri, lo è ancora oggi. Contribuisce a unire un paese, a demonizzare il nemico comune e a convertire la gente al proprio punto di vista.

Questi che proponiamo oggi sono dei manifesti d’epoca della propaganda USA contro i comunisti. In essi vengono dipinti come uomini diabolici che corrompono donne e bambini, quando addirittura non li divorano, e naturalmente intendono por fine alla democrazia per poter dominare il mondo.

Non potrebbero andar bene anche per la prossima campagna elettorale di Berlusconi? È rimasto ormai l’unico e vedere comunisti in Italia! L’aspetto straordinario è che funziona ancora, qui da noi.

Mi dispiace per la pioggia! Scuse impossibili e fiducia

0ce23b7aeedb0e37fcdfa28d4a9dc37914e617ca_mMi viene da pensare che se questi Scienziati hanno ragione l’umanità è alla frutta.

Parlo di uno studio sul campo che è uscito su Social Psychological and Personality Science ed è stato preceduto da altri tre esperimenti di laboratorio con risultati analoghi.

Il succo è che se vuoi che gli altri abbiano fiducia in te, se vuoi riuscire a influenzarli, non devi far altro che chiedere scusa per qualcosa che è fuori controllo per tutti, come per esempio la pioggia o il ritardo del treno.

Gli autori hanno mandato un attore alla stazione dei treni in un giorno piovoso a chiedere in prestito il cellulare a 65 persone, 30 della quali donne. Per la metà delle volte la richiesta veniva preceduta da una frase superflua in cui l’uomo si scusava per la pioggia. E questo faceva la differenza: tra le persone a cui venivano rivolte le scuse prestava il cellulare il 47% contro il solo 9% degli altri.

Lo stesso era stato evidenziato nei tre studi precedenti in cui scusandosi per un errore del computer non imputabile a nessuno, per il ritardo del volo aereo e di nuovo per la pioggia si otteneva la fiducia della gente.

Concludono gli Scienziati, dopo una sfilza di formule incomprensibili (è disponibile anche il full text per chi volesse andare a spulciarselo) che “scuse superflue, in assenza di colpe reali, rappresentano uno strumento potente e facile da usare per influenzare le persone”.

Mammamia! Speriamo che Berlusconi non legga le riviste scientifiche né segua il nostro blog [me lo vedo, sul divano di una delle sue modeste casette, col cane in braccio, la Pascale stretta al suo fianco e la “tavoletta”, come la chiama lui, sulle coscette mentre scorre i nostri post ;)]. Ha già fatto un mare di promesse fantascientifiche, ci manca solo che inizi a scusarsi di cose di cui NON è responsabile, chessò la vendita di Alitalia alla cordata italiana con l’accollamento dei debiti a noi*, o la chiusura dei programmi TV di Enzo Biagi e Michele Santoro, o l’invasione dei suoi palazzi da parte di ragazze di facili costumi e chi più ne ha più ne metta. Quello risorge, prende l’80% e non c’è ne liberiamo più!!!

* “Il salvataggio di Alitalia è un gesto coraggioso dei miei colleghi imprenditori. Il settore è in crescita. Alla fine si tratterà di un buon investimento” (dicembre 2008).

L’immagine è presa dal sito http://arkitipintel.com/reporters/mash-sf/

L’esercito della libertà

140136065-12131645-1aa3-4d22-bb97-7d0cc17dc554Avete tempo a disposizione da dedicare a una giusta causa? Amate Silvio Berlusconi senza se e senza ma? Credete che il Cavaliere sia in una posizione debole, di fronte ai media, agli avversari e soprattutto alla magistratura? Pensate che Lui abbia bisogno di una schiera di persone pronte a difenderlo? Allora non esitate! Arruolatevi nell’esercito della Libertà! Si, si! Non è uno scherzo! Avete capito bene! È stato istituito un vero e proprio esercito (pacifico, grazie al Cielo. Almeno per ora!) pronto a difendere Berlusconi e a scendere in piazza al suo fianco.

E’ organizzato territorialmente come un vero e proprio reggimento. Ci si iscrive compilando un modulo vero e proprio presente sul loro sito (Davvero! Esiste anche il sito!), allegando una fotografia e scrivendo una breve motivazione del perché amate Silvio (sic!).

Andate, date un’occhiata anche ai promotori, prestando particolare attenzione a tal Alessandro Bertoldi (un genio!) che, come facesse un coming out, ci dice di aver scoperto di essere berlusconiano a soli 13 anni!

Per ora hanno già 1304 iscritti, ma speriamo che grazie ai lettori del Blog diventeranno molti di più!

La verità sugli occhiali di Berlusconi!

berluUscito dall’ospedale dove aveva trascorso “notti travagliate” (Zangrillo, medico personale), a causa di una brutta “uveite bilaterale con scappellamento a destra” (Travaglio), dovuta al fatto che durante un comizio una persona gli ha messo un dito nell’occhio (Ghedini), Berlusconi ha fatto il suo ingresso da senatore in Parlamento ostentando un enorme paio di occhiali. Per proteggersi dalla luce che dà tanto fastidio a chi ha quella infiammazione, penserete voi. Non è così! Il Blog delle Ragazze è in grado di svelare la vera natura di quegli occhiali e il motivo per cui Berlusconi non se li è mai tolti.

Il vecchio sporcaccione aveva saputo che il Parlamento non è mai stato così pieno di giovani e di donne come oggi e quindi si è munito dello strumento che faceva al suo scopo. Guardate sotto.

occhiali a raggi x

Grazie a Jacob per l’idea.

One Billion Rising 2013 – Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

imagesIeri, 14 febbraio 2013, tra il festival di Sanremo, le dimissioni del papa e San Valentino, si è celebrata la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Solo guardando ai numeri c’è da mettersi paura: si stima che nel mondo 1 donna su 3 sia vittima di violenza, e non è difficile arrivarci: basti pensare che oltre 603 milioni di donne vivono in paesi dove la violenza domestica non è reato. Inoltre la probabilità che una donna tra i 15 e i 44 anni sia violentata o subisca vessazioni domestiche è più alta della probabilità per la stessa donna di ammalarsi di cancro o di malaria, di avere un incidente d’auto o trovarsi coinvolta in una guerra.

La campagna mondiale One Billion Rising è stata organizzata dall’associazione V-Day, impegnata per la cessazione della violenza contro le donne e per la totale parità di trattamento fra donne e uomini. L’idea è quella di mandare un segnale comune per sensibilizzare quante più persone possibile.

Per questo ieri 14 febbraio più di un miliardo di persone in tutto il mondo si sono trovate per protestare insieme. Hanno aderito oltre 190 paesi e sono state organizzate 13.000 manifestazioni. Vediamo come:

In India:

A Taiwan:

In Sudan:

A Milano:

Ecco, l’avrete sicuramente visto già tutti, ma vale la pena che anche noi si spenda due paroline. E’ successo a una convention di un’azienda, la Green Power (il cui AD è candidato con il PdL alle prossime elezioni), e il guitto di Arcore ne ha fatta un’altra delle sue: incalzando una venditrice della Green Power salita sul palco per sottoporgli  le offerte commerciali dell’azienda (quindi nell’esercizio delle sue funzioni professionali), l’ha più volte offesa con una serie di doppi sensi penosi, che nemmeno i quindicenni penserebbero di fare. Ma la cosa che più mi ha scandalizzato non è stata tanto la performance del Cavaliere, alla quale (purtroppo) dopo 20 anni siamo abituati, quanto la reazione della platea, che, formata sia da uomini che da donne, rideva divertita alle sue battute. E sono queste risate a mio avviso il vero oltraggio. La ragazza sul palco (che non mi interessa affatto sapere se si sia sentita imbarazzata oppure onorata dalle attenzioni di Berlusconi) era lì per lavorare. E la reazione civile che mi sarei aspettata da chi assisteva a quel misero avanspettacolino sarebbe stata l’indignazione. Invece no! Nessuno si scandalizza quando una donna non viene presa sul serio, quando invece di ascoltarla mentre sta facendo il suo lavoro la si mette in ridicolo con battute volgari riducendola a un mero oggetto sessuale. Non ci si scandalizza. Non ci si indigna. Anzi, si avalla questo comportamento ridendo a crepapelle, divertiti.

In qualunque altro Paese Civile il pubblico si sarebbe gelato, si sarebbe indignato, ma l’Italia, forse, ha smesso da anni di essere un Paese Civile, e per questo, duole dirlo, non c’è flash mob che tenga. 

Bella addormentata di Marco Bellocchio

Quello che avevo letto della Bella addormentata di Marco Bellocchio mi aveva incuriosito per cui mi sono precipitata a vederlo. Prima notazione: mi aspettavo la sala piena, tanto più che era mercoledì, e invece eravamo sette in tutto, Compreso il Marito che ha smaniato per l’intera proiezione e che stamane mi ha svegliato recriminando e rinfacciandomi la scelta. Purtroppo ero d’accordo con lui.

Il film racconta tre storie strutturate in modo che i personaggi di una non entrano in contatto con quelli delle altre (una sorta di film a episodi dei tempi moderni), li unisce il fatto che si interrogano tutti sulla vita e sulla morte.

Il caso di Eluana Englaro è di sfondo, i fatti raccontati si svolgono tra il 3 e il 9 febbraio, gli ultimi giorni di lei. Il tempo è scandito dalla narrazione di quella storia drammatica che passava in televisori perennemente accesi, dovunque: telegiornali, dirette parlamentari, talk show. Ci vengono mostrati anche gli opposti schieramenti delle persone fuori della clinica “La quiete” di Udine dove era ricoverata Eluana: c’era chi pregava, litanie senza pause, e accendeva ceri affinché la ragazza fosse lasciata “vivere” e chi difendeva i valori laici e chiedeva a gran voce che venisse liberata da quella prigione senza sbarre che era il suo corpo. “Priva di morte e orfana di vita”, per usare le parole di Guido Ceronetti. Non un film sull’eutanasia, tuttavia, ma sulla vita e sulla morte e il diritto di scegliere l’una o l’altra. Un’opera didascalica, quindi fredda: le emozioni del regista non arrivano e noi rimaniamo indifferenti o quasi se non fosse per le parole della politica di quei giorni, indifendibili, quasi dimenticate, di chi cavalcava un dramma pro domo sua, e che tornano a ferirci e a indignarci. Come l’affermazione del nostro capo del governo secondo la quale Eluana avrebbe persino potuto generare un figlio; ma come dice un personaggio: “Non si governa senza il Vaticano”.

Bellocchio ci offre una rappresentazione che rasenta il caricaturale dei senatori di Forza Italia, i quali, in attesa di entrare in aula per votare una legge che vieti ogni forma di eutanasia assimilando a essa la scelta di sospendere le cure di sostegno, seguono il dibattito attraverso un ennesimo televisore acceso mentre sono immersi, discinti, vecchi e cadenti, in acque termali bollenti e fumanti. Immagini da inferno dantesco in cui i politici non si capisce se sono dei demoni o dei dannati.

E non mancano i giochi di prestigio che dovrebbero sorprendere il pubblico: in un televisore si vede una scena, anche molto truculenta, del film di Bolognini del 1981 La storia vera della signora delle camelie, con una giovane Isabelle Huppert, che è anche tra i protagonisti della Bella addormentata.

Notevoli, tra gli attori, Toni Servillo e Isabelle Huppert, che ha recitato interamente in italiano, ma anche Roberto Herlitzka il quale interpreta un senatore psichiatra (che non manca mai nei film di Bellocchio) che dispensa pillole e perle di saggezza e cinismo. Gli altri mostrano una recitazione poco naturale, a volte sopra le righe, compresa Alba Rohrwacher che avevamo apprezzato in altre prove. Per il resto sembra un film di “figli di”: Gian Marco Tognazzi, Brenno Placido, fino al nipote di Lou Castel. Per non parlare dello stesso figlio del regista, Piergiorgio che, curiosamente ha interpretato solo film diretti da papà, salvo un paio. È un scelta di esclusiva o nessun altro lo vuole?

Dove eravamo rimasti?

Eccoci di nuovo qui. Come si era minacciato. Puntuali. O meglio, noi siamo tornate, speriamo lo siate anche voi.

Allora? Siete riusciti a fare un po’ di vacanze, o almeno a staccare per qualche giorno dalla routine? Vi siete comunque ritemprati per poter affrontare quello che ci attende nella ripresa tra gli sgoccioli d’estate e gli albori d’autunno? Ce lo auguriamo vivamente.

Come si potrebbe riassumere il lungo mese in cui il blog, quindi noi e voi, è rimasto in silenzio?

Non vorremmo parlare dell’altalena, ormai incomprensibile a noi persone qualunque, dello spread, la cui esistenza abbiamo tranquillamente ignorato per anni senza subire terribili contraccolpi.

Né vorremmo citare le inquietanti minacce di ritorno del Cavaliere Oscuro, al cui solo pensiero ci viene una pelle d’oca alta così.

Tralasceremmo volentieri anche di riferirci a un parlamento, che mordeva il freno per mollare tutto e andare a godere vacanze pagate da chissà chi, incapace di darci una legge elettorale almeno dignitosa.

Vorremmo anche metter da parte la questione, che avremo modo di affrontare più avanti, dell’Ilva di Taranto che in questi anni ha seminato tumori, eventi coronarici, malattie respiratorie, infertilità, aborti, malformazioni, disturbi del sistema nervoso centrale e danni metabolici.

Non vogliamo neppure soffermarci sui vari conflitti in atto ovunque, né sui 3155, per ora, militari rimasti uccisi in Afghanistan, di cui 47 italiani, dall’inizio delle operazioni di esportazione della democrazia.

Sorvoleremmo, ma solo per il momento, sulle dichiarazioni del senatore USA Todd Akin, vicino a Romney, secondo le quali dopo uno stupro non si rimane incinta poiché “il corpo femminile può fare in modo di evitare la gravidanza”. E nel caso “remoto” in cui si verificasse non si dovrebbe MAI intervenire con l’aborto.

Oggi invece ci piace riprendere le nostre chiacchiere scegliendo come simbolo Josefa Idem, la canoista che ha appena partecipato a Londra alla sua ottava olimpiade, mancando il podio per appena cinque centesimi. È una donna di 48 anni, madre di due ragazzi, che invece di riposare sugli allori, nella fattispecie una medaglia d’oro, due d’argento e due di bronzo conquistate in precedenti gare olimpiche, ha continuato a mettersi in gioco. Ha dimostrato così di essere portatrice dei valori dello sport e quindi di essere d’esempio per tanti giovani. Ma non solo. Ha affermato: “Spero di essere stata fonte di ispirazione per la mia generazione: non è mai troppo tardi per sognare, non è mai troppo tardi per mettersi in moto”. Lei ci insegna che per inseguire il sogno è necessario metterci passione, impegno, tenacia, grinta, forza di volontà, determinazione, oltre alla capacità di sottomettersi a un duro lavoro di preparazione.

Eccola.

Un ringraziamento a Livia per la foto del cartellone modificato del Cavaliere Oscuro, scattata a Roma.

Ci siamo!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Ieri abbiamo lasciato con piacere il solito spazio sul blog al nostro amico dhr e a Primo Levi; mi sembra però che oggi sia giunto il momento di fare una riflessione sulla situazione politica italiana alla luce delle novità di questi ultimi tre giorni.

Non credo che le dimissioni di Berlusconi possano essere la panacea di tutti i mali del nostro Paese. Spero solo che diano una scossa, una spinta, per farci risalire dal ground zero nel quale siamo precipitati dopo pressappoco  17 anni di governo Berlusconi.

Non faccio queste riflessioni da politologa, quale non sono, ma da semplice cittadina italiana, spettatrice coinvolta (eccome!) da questa crisi politica, istituzionale ed economica.

E nelle mie semplici vesti, mi sento di auspicare anche che il prossimo governo sia un vero e proprio governo tecnico, sganciato da interessi politici, o partitici che possano ostacolarne il lavoro.

Spero che succeda come nelle Aziende in crisi, nelle quali viene nominato un amministratore tecnico, un cosiddetto tagliatore di teste, che non ha a cuore né gli interessi personali del padrone, né quelli dei lavoratori, che pensi solo al bene dell’azienda e che, a furia di tagli economici e di personale, di modifiche all’assetto organizzativo e di interventi mirati riesca a tirarla su dal baratro e a rimetterla in carreggiata.

Spero che il prossimo governo, dopo aver assolto al suo mandato e svolto il suo compito (compresa magari, la nuova legge elettorale e un bel taglio ai costi della politica) se ne vada e lasci il Paese in buone mani. Quali che siano.

Mani oneste che al contrario dei rappresentanti della classe politica attuale, non ci facciano paradossalmente rimpiangere i politici della Prima Repubblica!