Fotografia della Storia o Storia della Fotografia. L’avvoltoio

kevin-carter-vultureLa fama di questa fotografia non si deve soltanto alla maestria con cui è stata scattata e alla rappresentazione che dà della disperazione e del dramma, ma anche se non soprattutto al dibattito cui ha dato vita riguardo l’etica della fotografia.

Nel marzo 1993 Kevin Carter, giornalista e fotografo sudafricano, viaggiava nel Sudan meridionale insieme agli operatori dell’ONU che distribuivano viveri agli abitanti, vittime di una feroce carestia. L’11 di quel mese scese dall’aereo vicino al villaggio di Ayod con l’intento di scattare alcune fotografie. Immediatamente si accorse di un bambina malnutrita e indebolita dalla fame che cercava a stento di raggiungere il luogo dove stavano distribuendo il cibo. In quel momento un avvoltoio arrivò sul terreno e si appostò alle spalle di lei.

Come poi ebbe a raccontare, si mosse con cautela per non spaventare l’uccello, attese che si avvicinasse il più possibile alla piccola e che aprisse le ali (cosa che non fece) e cercò la posizione per l’inquadratura migliore: in tutto impiegò una ventina di minuti. Scattò una serie di immagini e solo alla fine scacciò l’avvoltoio. Inoltre, evitò successivamente di aiutare la bambina ad arrivare al cibo.

La fotografia fu acquistata dal New York Times che la pubblicò il 26 marzo. Subito il giornale fu subissato da telefonate dei lettori che volevano sapere che fine avesse fatto la bimba, tanto che venne pubblicata una inusuale nota in cui si raccontava che era riuscita a sfuggire all’avvoltoio, ma che si ignorava quale fosse stato il suo destino.

Carter fu molto criticato per questa fotografia. Gli si addebitò la decisione di scattare invece di aiutare la bambina. Il St. Petersburg Times in Florida scrisse: “L’uomo che ha pensato solo a scegliere la giusta inquadratura della sua sofferenza non è altro che un secondo avvoltoio nella scena”.

La fotografia vinse il Pulitzer. Carter si suicidò due anni dopo perché ossessionato, come scrisse in un biglietto, dal ricordo di assassini, di cadaveri, di sofferenze, di bambini affamati o feriti. Quindi non soltanto per le critiche legate alla fotografia dell’avvoltoio, come invece insinuò certa stampa sensazionalista.

Per leggere le puntate passate e future (è possibile anche questo nel Blog delle Ragazze 😉 ) cliccate sull’argomento “Storia della Fotografia” alla fine del post.

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4 Risposte a “Fotografia della Storia o Storia della Fotografia. L’avvoltoio”

  1. Questa rubrica è straordinaria. Nel suo far accapponare la pelle.

  2. Sono numerose le teorie legate a questa foto, alcune di queste affermano che la bimba non fosse abbandonata dalla madre che era in coda poco distante da lei e che l’avvoltoio fosse attratto da una carogna che non compare in fotografia. Come molto spesso succede in fotografia, l’inquadratura parziale stravolge totalmente la realtà e che ognuno la vuole rappresentare in base alla propria convenienza. Resta il fatto che la foto ha un impatto visivo devastante e devo fare i complimenti alla curatrice della rubrica. Ciao a presto e complimenti.

    • Hai ragione Flavio e non sono affatto teorie: la madre stava sicuramente in fila. Ed è vero quello che tu dici riguardo l’inquadratura e la realtà.
      Grazie per i complimenti e a presto, da te o da noi.

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