Fotografia della Storia o Storia della fotografia. L’eroe ignoto di piazza Tien’anmen

Nel 1989, anno in cui molti regimi comunisti, quali quelli della Germania Est, della Cecoslovacchia, dell’Ungheria, della Bulgaria, dell’Estonia, della Lituania, della Lettonia e della Romania, furono rovesciati, anche i Cinesi vissero con grandi speranze la loro primavera inseguendo la democrazia. Accadde tra il 15 aprile e il 4 giugno, quando piazza Tien’anmen, a Pechino, divenne il teatro di una serie di dimostrazioni di studenti, intellettuali e operai. Ma a soffocare ogni ribellione ci pensarono la mattina del 4 giugno i carri armati percorrendo le strade della città, massacrando i rivoltosi e sgomberando la piazza. Si parlò di migliaia di morti, ma su tutto scese la mannaia della potentissima censura cinese. Tuttavia questa volta riuscirono a far arrivare in Occidente testimonianze e documentazioni dell’accaduto.

In particolare, arrivò sulla nostra stampa una fotografia, diventata l’icona di quei mesi, scattata il giorno successivo alla strage, il 5 giugno, quando ancora si aggiravano per Pechino i carri armati. Essa ritrae un ragazzo in maniche di camicia, con quella che sembra una busta della spesa in mano, che fermo in mezzo alla strada si oppone inerme a una colonna di carri armati in arrivo.

La scena si svolge sotto le finestre del Bejing Hotel dove alloggiava la maggioranza dei giornalisti e dei fotoreporter occidentali che si adoperarono immediatamente per immortalare la scena. Tanto che esistono cinque versioni, scattate da diverse altezze, di quell’atto di coraggio dello sconosciuto cinese: gli autori furono il freelance Charlie Cole, Stuart Franklin di Magnum, Jeff Widener dell’Associated Press e Arthur Tsang Hin Wah di Reuters. La quinta fotografia venne fuori alcuni anni dopo: era stata realizzata da Terryl Jones direttamente dalla strada. Le vedete in alto (cliccate su una qualunque per aprire la galleria).

Come possiamo facilmente immaginare, di quel ragazzo, del quale non ci è giunto neppure il nome, non si ebbero mai notizie né si riuscì a sapere la fine che fece. Resterà per sempre il coraggioso cinese ignoto.

Per leggere le puntate passate e future (è possibile anche questo nel Blog delle Ragazze 😉 ) cliccate sull’argomento “Storia della Fotografia” alla fine del post.

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7 Risposte a “Fotografia della Storia o Storia della fotografia. L’eroe ignoto di piazza Tien’anmen”

  1. Impossibile andare a Pechino, visitare piazza Tienanmen e non pensare a queste foto. E a come le cvose siano cambiate, da quei giorni…

    • Non è cambiato quasi niente. I teenager cinesi di adesso non sanno neache che è esistita una cosa chiamata “i fatti di piazza Tiananmen”. Anzi, non sanno neanche che Mao intraprese una “rivoluzione culturale”. Tutti ciò che non è in linea con gli attuali progetti del PCC viene semplicemente cancellato.

  2. Avevo 19 anni e piangevo davanti al televisore. Quel giorno decisi di diventare attivista di Amnesty International perchè non sapevo cosa altro fare…

  3. “Coraggioso” ma fino a un certo punto. Qualche metro dietro di lui – fuori inquadratura – c’era un’intera folla, quindi i carri armati si dovevano fermare per forza.

    • Non importa quanta folla ci fosse. Quel che conta è il gesto, provocatorio e nello stesso tempo ardimentoso, con una importante valenza simbolica. Secondo me.

      • Per carità! Per certe filosofie – tra cui la mia – fare cose (più che simboliche, direi) assolutamente inutili è lo scopo supremo della vita.

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