Paura della morte? Abbracciate un orsetto di peluche

bear_hugMettiamo che avete una scarsa autostima e per giunta anche paura della morte. Che fate? Non mi dite che pensate di intraprendere una psicoterapia! Non sia mai!

Per risolvere questi problemi, oggi così diffusi, è sufficiente che qualcuno vi tocchi. E non fate i maliziosi, perché qui si tratta di Scienza, seppure Pacioccona. Non parlo infatti di smanettamenti di tipo sessuale: quelli fanno star moooolto bene, ma non sono sufficienti a rimettervi in sesto psicologicamente.

Hanno dedotto tutto questo degli Scienziati olandesi non con uno studio, non con due, non con tre, ma con ben quattro studi e il loro articolo è uscito sulla rivista Psychological Science.

Nel primo, mentre porgeva dei questionari a 61 partecipanti, 26 delle quali donne, una Scienziata toccava leggermente per un secondo la loro schiena e magicamente solo coloro con una bassa autostima tendevano a riferire una minore paura della morte in confronto a coloro che non erano stati sfiorati.
Il secondo studio era analogo al primo, ma in questo caso si chiedeva ad altri 59 partecipanti della paura del dentista e non della morte, ma in questo caso il tocco non ebbe alcun effetto. Sarebbe stato utile invece, i dentisti avrebbero potuto aggiungere al loro staff una toccatrice e non avrebbero dovuto più combattere con le reazioni terrorizzate e spesso isteriche dei loro pazienti.

L’esperimento più interessante prevedeva che ai partecipanti venisse chiesto di stimare il prezzo di un orsetto alto un metro. A una parte di loro veniva “ricordata la morte” [mi immagino intimando “Ricordati che devi morire”]. Quelli che appartenevano a questo gruppo che in sovrappiù avevano un ridotta autostima valutavano 23 euro, mentre quelli con alta autostima a cui si ricordava della morte e tutti coloro a cui non veniva citata sparavano un prezzo di 13 euro. Che cosa dimostrerebbe questo secondo i Nostri ineffabili amici? Che il pensiero della morte tra gli individui con la bassa autostima “aumentava il desiderio di essere toccati indicato dal maggiore valore attribuito all’orso. Il nesso mi sfugge, ma non sono una Scienziata, pur essendo Pacioccona.

Ancora. Coloro che avevano una scarsa autostima e tenevano un orso in braccio rispondevano al pensiero della morte con “minore etnocentrismo difensivo” [!!!???] rispetto a quelli che tenevano una scatola di cartone.

Quindi il tocco, concludono gli Scienziati, influenza le paure esistenziali, ovviamente per coloro con bassa autostima.

Devo assolutamente ricordarmi di dirlo ai miei pazienti che ancora si illudono di risolvere le loro difficoltà venendo a parlare con me per 50 minuti ogni settimana. Da ora in poi tutto più semplice: mi limiterò a toccar loro la schiena per pochi secondi e via. Allo stesso prezzo però eh!

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17 Risposte a “Paura della morte? Abbracciate un orsetto di peluche”

  1. mi doterò ulteriormente di morbidi orsi 😉 😀
    Buona giornata 🙂

  2. Non ci servivano certo questi paciocconi per farci apprezzare il piacere di una bella grattata di schiena 😉

  3. Quello che emerge da questo genere di studi (al di là delle considerazioni limitate a un tema specifico) è la pervasività dell’effetto priming. Sbaglio di molto?

    • Marcoz, così mi intimidisci! Io, come è noto, non sono una scienziata, sono una semplice pacioccona 😉

      • [Non era mia intenzione intimorire (se voglio farlo, prediligo metodi decisamente più materiali, tipo impugnare un’ascia, sgranare gli occhi e emettere grugniti)]

        Davo per scontato che l’effetto priming non fosse completamente sconosciuto a chi si diletta con letture come “Psychological Science”.
        Allora rimedio subito, nel mio piccolo.

        L’effetto priming* descrive come le nostre reazioni, i nostri giudizi (nel senso più esteso del termine), siano influenzati – molto più di quanto siamo generalmente disposti ad ammettere – da stimoli sensoriali o intellettuali di cui non siamo assolutamente consapevoli. È l’effetto, insomma, che ci fa propendere per un giudizio tendenzialmente positivo nei confronti di una persona appena conosciuta perché poco prima avevamo in mano una bibita calda invece di una fredda.
        In un esperimento su universitari americani avrebbe dimostrato che un gruppo di questi, che era stato “esposto” al concetto di vecchiaia, camminasse più lentamente di un altro che non aveva ricevuto lo stesso stimolo.
        Ma in che modo i giovani “più lenti” si sono ritrovati ad avere caricata in memorial’idea di “vecchio”? Non certo ripetendo loro il termine; semplicemente, avevano appena risposto a un questionario (che essi credevano fosse il vero esperimento) in cui la vecchiaia non era mai menzionata direttamente, e in cui comparivano solo termini come “grigio”, “smemorato”, “Florida” (stato americano meta di residenza di molti pensionati USA).

        Ma quante ne so…

        *l’argomento è supportato da una letteratura piuttosto corposa, tuttavia non è esente da critiche, e gli psicologi sono in attesa di ulteriori conferme.

  4. Tutti abbiamo amato nella nostra infanzia orsetti o peluche vari… ci davano conforto nei momenti di tristezza così come nei momenti di timore 😀

  5. Non fare leggere questo articolo ai tuoi pazienti che altrimenti corrono a comprarsi un enorme orsacchiotto e disdicono tutti i loro appuntamenti con te 😉
    Mchan

  6. “13 euro, e 10 me li bevo, mica vuoi rinunciare a una birra se devo trovarmi ‘sto peluche tra i piedi?” 😀

  7. Se io “rubo” i pelouches ai miei bimbi è grave?!?! 🙂
    il fatto è che quella porta (come disse Battiato “quella dello spavento supremo”) ci aspetta davvero.
    Daniele Vanoncini

  8. Anche se dopo l’uso lo restituisco ai miei bimbi (che in alcuni casi non se ne accorgono neppure di tale furto in quanto avviene con il favore delle tenebre)? 😉
    Daniele Vanoncini

  9. Il mio Piccoletto (8 anni) ultimamente è afflitto da una paura che trovo molto… profonda. Già perché noi tutti, bambini, ma anche adulti, abbiamo la classica, tipica paura di morire.
    Ma il mio Piccolino va oltre: lui ha paura di morire, perché non vuole dimenticarsi di noi: mamma, papà, fratelli, parenti, amici…
    E questo nonostante la compagnia di 4-5 amici pelosi che si tiene nel letto durante la notte.
    Che faccio? Normalmente mi commuovo e lo riempio di coccole finché non si addormenta.

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