16 ottobre 1943 – La razzia del ghetto di Roma

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Il 16 ottobre di 70 anni fa 1022 ebrei romani, uomini, donne e bambini, furono portati via a forza dalle loro case e ammassati in modo inumano in 18 vagoni piombati. Partirono alle 14.05 di due giorni dopo dalla stazione Tiburtina. Raggiunsero il campo di Auschwitz dopo 6 giorni e 6 notti di viaggio. Lì furono selezionati: 838 di loro, perlopiù donne, bambini e anziani furono immediatamente mandati alle camere a gas. Solo in 16 sono tornati. Non salvati, ma solo tornati.

Fin da quando ero bambina il 16 ottobre era considerato un giorno triste in famiglia: se vi cadeva una festa preferivamo spostarne i festeggiamenti.

Oggi noi Ragazze vogliamo ricordarlo così, con un disegno di Aldo Gaj, che con la sua matita ha fornito agli storici quello che non ci è mai pervenuto altrimenti: le immagini di quei giorni terribili, disegnati da chi li aveva vissuti.

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6 Risposte a “16 ottobre 1943 – La razzia del ghetto di Roma”

  1. L’ha ribloggato su .

  2. Se oggi noi siamo qui lo dobbiamo alla popolazione di Olevano Romano. Nostro padre si è salvato dalla razzia del 16 ottobre solo perchè in quei giorni si era rifugiato a Olevano dove gli abitanti lo hanno amorevolmente accolto, nascosto e gli hanno salvato la vita. A lui e a tutta la sua famiglia.
    https://leragazze.wordpress.com/2010/02/02/i-giusti-di-olevano-romano-la-grandezza-di-un-intero-paese/
    a loro.

  3. leggevo l’atro ieri che di quelle milleventidue persone rimane, oggi, solo lello di segni (se non ricordo male il nome) a ricordare quel giorno, quel tempo. a me viene rabbia quando penso che facciamo questioni di stato su una persona come priebke e rischiamo sempre più di perdere nell’oblio le voci, le lacrime, la dignità, l’orgoglio di chi ha vissuto quella storia sulla propria pelle.

  4. Una delle cose che, negli ultimi anni, mi ha lasciato più perplesso sull’argomento, sono questi 2 giorni di attesa.
    La macchina di sterminio tedesca era “perfetta” e il rastrellamento era stato pianificato nei minimi dettagli. Non è quindi possibile che i treni non fossero già pronti. Non è possibile.
    E’ evidente, l’intento dei nazisti, di vedere cosa sarebbe successo a “mettere le mani” sulla “citta eterna”.
    Sarò politicamente scorretto ma ritengo che, il silenzio della città (non mi riferisco ai tanti giusti, che si sono prestati ai soccorsi) e del Vaticano, in quelle 48 ore, aggiunge orrore all’orrore.

  5. nella giornata del 16 ottobre ho seguito tutto ciò che ho potuto (al di fuori del lavoro) su Radio Tre, che ha dedicato all’evento ogni trasmissione della giornata. ed ho colto proprio questo aspetto: la notizia del rastrellamento fu tenuta assolutamente segreta, temendo le ripercussioni. questo dicono gli studiosi, in risposta all’accusa che i partigiani non si fossero consegnati. ma loro non sapevano, come tanti altri. e chi seppe subito o in quelle 48 ore? forse il vaticano? non so.

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