CHE PARLO TURCO????

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Cari lettori, da oggi faréo un gran caiaénto!

Già, erché noi Ragazze aiàmo delieràto che da ora in aànti nei nostri ost non coàriranno iù le seguenti lettere dell’alfaèto!

La B, la M, la P e la V.

Si, erché essendo delle consonanti laiàli, aiàmo notato che ronunciàndole il rossetto si roìna, er cui, essendo noi sorfiòse e ciettuòle, crediào sia eglio aolìrle del tutto.

No amici miei, non siamo impazzite, è solo che leggendo certe notizie mi capita di pensare che la gente non abbia niente di importante a cui pensare.

L’altro giorno su Repubblica ho letto un articoletto che mi ha divertito un bel po’. A farmi sorridere in verità non è stata la notizia che ho letto, ma il suo riferimento a una legge del 1928. Vengo al dunque.

Nel processo di secolarizzazione e occidentalizzazione della Turchia a opera di Kemal Atatürk, negli anni ’20 furono promulgate varie riforme, alcune delle quali molto importanti: il riconoscimento della parità dei sessi, l’istituzione del suffragio universale, il riconoscimento della domenica come giorno festivo, la proibizione dell’uso del velo islamico alle donne nei locali pubblici, l’adozione dell’alfabeto latino, del calendario gregoriano e del sistema metrico decimale; leggi tutte volte a laicizzare il paese e ad avvicinarlo all’Europa. Tra le disposizioni di Atatürk ce ne era una, in merito all’adozione dell’alfabeto latino, che è in vigore ancora oggi e che (arrivo alla notizia di Repubblica) Erdogan vuole abolire per potenziare il processo di pacificazione tra il governo turco e la nazione curda, rappresentata soprattutto dal Pkk. Qual era la legge?

Quella che stabilì l’abolizione delle lettere Q, X e W dall’alfabeto in quanto erano considerate  troppo “arabeggianti”. L’intervento fu soprattutto a scapito della lingua curda che è ricca di quei suoni. Coloro che trasgredivano la legge utilizzando le lettere bandite su cartelli, brochure o nomi curdi, potevano essere condannati dai due ai sei mesi di detenzione. Molti politici curdi furono incriminati per averle usate in documenti pubblici.

Immaginatevi che difficoltà fare la gimcana tra le lettere dell’alfabeto per evitare di scrivere parole che contenessero quelle 3 povere consonanti incriminate! Cosa avranno escogitato? Come avranno fatto a modificare tutti i vocaboli che le contenevano? Avranno fatto come me, che all’inizio del post mi sono immedesimata nei poveri turchi e mi sono limitata a cancellarle?

Vabbè, dai! Per i nostri lettori sarà un gioco da ragazzi rimetterle al loro posto!

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4 Risposte a “CHE PARLO TURCO????”

  1. ho sempre studiato ataturk come croce e delizia, per il popolo turco. la proposta di erdogan non è banale, non nell’ottica della riappacificazione coi curdi (gliene pole frega’ di meno), ma come uno dei tanti piccoli tasselli volti a prendere distanza dall’europa. ma non ditelo a scalfari, tanto continuerà a dirvi che non è vero 😛

    • Infatti il provvedimento di Erdogan è sacrosanto! Quello che mi ha divertito, tra tante riforme importanti di Ataturk, è stato l’aver messo all’indice tre lettere dell’alfabeto!!!

  2. Coe sepre i fai aazzare dal ridere Ale!

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