Fotografia della Storia o Storia della Fotografia. La morte di Mussolini

piazzale loretoSiamo nell’aprile 1945, la Seconda Guerra Mondiale volge al termine. Benito Mussolini, consapevole che la disfatta della Repubblica Sociale Italiana è prossima, decide di fuggire accompagnato da alcuni suoi fedeli gerarchi, dall’amante Claretta Petacci e dal fratello di lei Marcello. Le mete e programmi cambiano ripetutamente in funzione degli ostacoli e delle difficoltà che via via incontrano. L’obiettivo era o fuggire in Svizzera o trattare una resa condizionata con gli Alleati.

A un certo punto decide di aggregarsi coi suoi a un convoglio militare tedesco, camuffato da sottufficiale della Wehrmacht e fingendosi ubriaco.

Tuttavia, nel corso di una ispezione da parte dei partigiani a Dongo viene riconosciuto, disarmato e catturato. Il Comitato di Liberazione Nazionale si rifiuta di consegnarlo e decide di giustiziarlo.

L’esecuzione ebbe luogo a Giulino, nel pomeriggio del 28 aprile; la Petacci fu colpita mentre si frapponeva tra i partigiani e Mussolini. Poco dopo, a Dongo, vengono uccisi anche altri gerarchi, per un totale di 15 persone più Marcello Petacci. L’intento era eguagliare il numero di partigiani fucilati per rappresaglia dai Tedeschi il 10 agosto 1944 ed esposti a piazzale Loreto a Milano.

I diciotto cadaveri vengono portati il giorno seguente nello stesso piazzale Loreto dove Mussolini, Claretta, suo fratello e quattro gerarchi vengono issati per i piedi alla pensilina di un distributore di benzina. Furono rimossi da una squadra di partigiani nel primo pomeriggio.

La foto che ritrae la scena fu riprodotta in numerosissime copie e venduta a molti soldati Alleati.

Per leggere le puntate passate e future (è possibile anche questo nel Blog delle Ragazze 😉 ) cliccate sull’argomento “Storia della Fotografia” alla fine del post.

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7 Risposte a “Fotografia della Storia o Storia della Fotografia. La morte di Mussolini”

  1. Quella è ANCHE la foto della vigliaccheria degli italiani. Finché “c’era lui”, tutti a credere obbedire combattere. Quando è morto, prima che lo appendessero per i piedi, la gente correva a prendere a calci il cadavere, che coraggio da leoni. (Un episodio simile era già descritto nell’Orlando Furioso, ma Ariosto, pur condannando il titanno di turno, mostrava anche tutta la pochezza dei suoi sudditi).

    Senza contare che anche la storia dell’uccisione di Mussolini è tutt’altro che chiara e limpida, e possiamo aspettare un pezzo prima che ufficialmente trapeli qualcosa. Se stiamo cominciando solo adesso a “rivedere” la storia del Risorgimento, roba di un secolo e mezzo fa…

    Ah, a proposito, ecco una possibile puntata aggiuntiva per la Storia della fotografia: in Italia si cominciò proprio allora a falsificare fotografie a scopo propagandistico. Certo a noi photoshop-dotati quelle immagini ritoccate d’antan fanno ridere, ma all’epoca la gente ci poteva cascare… beh se è per quello, anche oggi crediamo ancora alla propaganda, chi dell’uno, chi dell’altro.

    • il “proprio allora” delle falsificazioni fotografiche si riferisce al Risorgimento; la frase è un po’ nebulosa, scusate.

      • Interessante. Ci fai qualche esempio?

        • Concretamente un solo esempio, visto sul libro di testo di Storia ai tempi del liceo (quindi quasi in tempo reale con gli eventi…). Era un fotomontaggio di parte papalina dopo Porta Pia: si vedeva ‘presumibilmente’ un prete ferito a morte, che si appoggiava a un albero per non crollare. Ma era ‘evidentemente’ la foto di un prete in posa durante una gita o simili, con una macchia di sangue posticcia sul torace.

          La didascalia spiegava appunto l’uso strumentale delle immagini fatto durante il Risorgimento, ma (per motivi ideologici?) non mostrava esempi del campo opposto.

          A questo proposito, ieri a Perugia era la festa dei Bersaglieri che il 14 settembre 1860 “liberarono” la città ecc. ecc., dopo che il Papa nel 1859 aveva fatto sparare sui patrioti ecc. ecc. Quello che a livello ufficiale non viene mai ricordato è che quella “spedizione suicida” dei patrioti fu organizzata da Cavour per infangare l’avversario. Già che c’era, Cavour poteva dire che in Vaticano si preparavano a costruire la bomba atomica.

        • Ecco un esempio di photoshop de’ noantri: basta girare la foto in questione e da disfatta hai un segno di vittoria.

          http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/09/09/foto/la_foto_al_contrario_di_piazzale_loreto_su_un_cartellone_a_san_lorenzo-66191314/1/#1

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