Riqualificazioni ferroviarie: Gerusalemme

Riceviamo da Sergio, nostro inviato speciale a Gerusalemme, e volentieri pubblichiamo.
Il Museo D’Orsay e il terminal della Stazione Ostiense sono soltanto due esempi di stazioni ferroviarie riqualificate e trasformate in musei, centri commerciali e luoghi di svago e cultura.
Quello che caratterizza questi luoghi è la volontà di mantenere intatta la struttura architettonica oramai inserita indissolubilmente nel panorama della città, modificandone completamente la destinazione, tanto da renderne quasi impossibile il collegamento con la funzione per cui sono stati progettati.
Un altro interessante esempio di come restituire spazi altrimenti destinati a degrado, abbandono e, nella migliore dell’ipotesi, all’oblio, è la vecchia stazione ferroviaria di Gerusalemme.
A due passi dalla Città Vecchia, all’inizio della strada che porta a Betlemme, una struttura fatiscente è stata trasformata in una “piazza” destinata a incontri, con caffè, ristoranti e negozi d’artigianato.
Anche in questo caso, ma forse più che negli altri esempi, è stato deciso di lasciare il più possibile inalterata la struttura architettonica e “tecnica” della stazione. I binari sono ancora ben visibili: sono stati solamente integrati con delle traversine di legno che ne pareggiano completamente la pavimentazione. La segnaletica e le torri di metallo emergono come se fossero opere architettoniche artistiche che abbelliscono un contesto sostanzialmente nuovo.
Dalla stazione-piazza parte poi una passeggiata di una decina di chilometri con pista ciclabile attrezzata, che allontanandosi dalla città, attraversa quartieri arabi ed ebraici, circondati dal verde dei giardini e dei boschi delle colline di Gerusalemme.
Eccovi un assaggio (clic su una foto qualunque per ingrandire).
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9 Risposte a “Riqualificazioni ferroviarie: Gerusalemme”

  1. Ciao ALicE, visto che io a Gerusalemme ci vivo aggiungo che forse la riqualificazione della antica stazione ferroviaria di Gerusalemme e’ addirittura venuta molto meglio di quella stazione Ostiense a Roma. Si tratta di edifici risalenti all’epoca ottomana (gia’, il treno esisteva a Gerusalemme forse ancor prima di quando esisteva a Roma ….) accuratamente restaurati conservando totalmente lo stile dell’epoca.
    L’area e’ ora riservanta ad eventi culturali e “mangerecci”, ci sono infatti decine di ristoranti sempre aperti, si anche di shabbat (il sabato ebraico dedicato al riposo) cosa che ha decisamente contrariato il pubblico religioso di Gerusalemme ma che ha accontentato il pubblico laico che finalmente ha la possibilita’ di godersi ristoranti e luoghi di incontro non solo durante la settimana lavorativa.
    Venite numerosi!! Vi aspetto!

  2. Ciao! Bellissima riqualificazione! Ci sono passata di corsa durante la Maratona ed è veramente un luogo invidiabile! Bellissimo!

    • Mi fate impazzire voi maratoneti (Sergio, autore del post in primis!): vi piace vedere le città mentre correte!
      Ho letto di recente in un blog (non ricordo quale) una citazione di Woody Allen sui “runners”:
      “Sto partecipando a un programma di fitness per ridurre la mia aspettativa di vita a quella di un minatore dell’800”. Mi piacerebbe stampargliela su una delle magliette con le quali corre!

      • Ah ah ah, è vero, siamo proprio strani 🙂 ma le endorfine ci tengono in vita! Scherzi a parte correndo ho visto luoghi che non avrei considerato e con altri occhi. Questo è uno di quelli! A presto!

    • In effetti ho visitato la stazione in occasione di un we lungo a Gerusalemme. Ovviamente mi ero portato scarpe e abbigliamento da runner. 10 km il giovedì e 22 il sabato mattina alle 7. Una gita in città in questo modo non ha prezzo. Ho anche sbagliato strada e sono passato alle 8 a Mea Shearim, il quartiere ebraico ortodosso. Un’esperienza unica e bellissima. La maratona di Gerusalemme e’ uno dei miei obiettivi. Purtroppo capita due giorni prima di quella di Roma, la mia città. Quando sarò in grado di fare due maratone in una settimana sarò pronto per affrontare le colline di Gerusalemme.

  3. Il terminal Ostiense era ed è un orrendo monumento alla megalomania craxiana. Non valeva proprio di conservarlo, secondo me. Io l’avrei volentieri raso al suolo per costruirci qualcosa di più bello e funzionale.

    • Per la verità non sono d’accordo. Certamente noi italiani sembriamo i fratelli poveri del resto del mondo, un continuo “vorrei ma non posso”. Però la stazione Ostiense con l’Eataly più grande di Italia non mi dispiace affatto!

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