Il sorvegliante-sorvegliato speciale

9818ce2e-adf4-43e7-90b2-eb1be2c23d1f_412x232Oggi sono andata in banca. Non mi capita spesso di andarci in verità! Sarà che ci lavora il Marito e quindi è raro che io ne abbia bisogno. In più non era la mia banca, ma quella dei miei genitori. Fatto sta che ho assistito a una cosa moooolto divertente che avrei volentieri filmato, se facendolo non avessi rischiato di scrivere i miei post da dietro le sbarre di una prigione. Peccato. Ma spero di rendere comunque l’idea anche solo raccontandola a parole.

Entro nella filiale (non prima di aver depositato gli oggetti metallici negli appositi armadietti: cioè l’intero contenuto della mia borsa) e prendo il numeretto ferma coda.
Mi siedo sulle poltroncine davanti alle casse e attendo il mio turno. Un altoparlante ripete che per la nostra sicurezza i locali della banca sono video sorvegliati e tutto sommato non ci faccio caso più di tanto.

… Peccato che ho dovuto svuotare la borsa all’ingresso, perché almeno avrei ingannato l’attesa con il mio iPad! Invece mi guardo intorno annoiata. Una giovane cliente dopo aver chiesto all’impiegato un blocchetto di assegni, gli domanda “come si usano” (peccato che non lavoro più a contatto con i clienti: sono una categoria in grado di fornire materiale per scrivere volumi e volumi di stupidario umano). E il cassiere, lungi dall’usare una vagonata di acida ironia come avrei fatto io, glielo spiega con inspiegabile pazienza (qui, deve mettere la data, qui l’importo in numeri, qui quello in lettere, qui la firma… ecc ecc.). Io piuttosto che ascoltare questo raro e stomachevole esempio di impiegato modello preferisco vagare con lo sguardo alla ricerca di qualcosa di più interessante. Qualcosa attira finalmente la mia attenzione… Una TV! Che strano! In una banca? Vabbè che siamo un popolo di tele dipendenti, che ci sono schermi ovunque: bar, ristoranti, sale d’attesa dei medici… A mio avviso un malcostume dilagante, ma si sa! Io sono talebana! Mi chiedo che genere di programma stessero trasmettendo. Doveva essere un poliziesco, perché l’inquadratura era su una persona in divisa. Un poliziotto sembrava. Non aveva l’aria di uno di quelli “tosti” all’americana: era un po’ bolso, pelato, con lo sguardo annoiato. Non si sentiva l’audio, ma il personaggio sembrava non stesse parlando. Boh? Forse c’era il volume al minimo. Però che strana inquadratura questo regista! continuava a riprendere il protagonista con un primo piano fisso. Strano film… il poliziotto si gratta la testa e quindi sbadiglia… E…  ALicE alla fine capisce! Ce ne ho messo di tempo (sarà stato il lungo periodo a contatto con la clientela che mi avrà succhiato i miei neuroni? Chissà?) ma alla fine la realtà comincia a emergere. Una realtà (a mia discolpa) che rasenta l’incredibile! Quello trasmesso dalla TV della banca non era un telefilm dell’ispettore Derrick de’ noantri! Era uno schermo a circuito chiuso fisso sulla guardia giurata che (come dicevano gli altoparlanti cui non avevo dato troppo retta) stava sorvegliando i locali della banca! Incredibile! Sto poveretto di sorvegliante, sottoposto a sorveglianza continua senza potersi lasciar andare a un momento di debolezza, che so? un fugace dito nel naso, uno starnuto, uno sbadiglio, appunto, che tutto il pubblico era lì a giudicare! Peggio del grande fratello! Almeno quelli per fare più audience potevano, anzi: dovevano fare il porco comodo loro! Anzi più erano volgari, audaci, disinibiti e meglio era! Questo tapino di un sorvegliante sorvegliato invece è costretto a svolgere il proprio turno di lavoro sotto al vetrino di un microscopio, spiato a 50 pollici da tutti gli occhi indiscreti che capitano in banca: impiegati, dirigenti e clienti. A quale scopo poi? Probabilmente per la sicurezza della stessa guardia, che può sorvegliare i locali senza rischiare di beccarsi una pallottola in testa. Ma non capisco il motivo del monitorone: sorvegliare (per davvero) il lavoro di quel disgraziato? O (come più probabile, ma anche paradossale) fungere da deterrente per un possibile rapinatore? E certo, un “poliziotto” sovrappeso e con l’aria annoiata metterebbe paura a chiunque! Immagino la scena:

“Mani in alto! Questa è una rapina!” Ah, no! Compari, c’è la guardia giurata in TV! Che paura che mi fa! Via! Via! scappiamo!

Insomma, diciamolo: se uno vuole fare una rapina in banca non è certo la consapevolezza che i locali sono sorvegliati a fungere da deterrente. Tanto varrebbe allora trasmettere davvero una puntata di Stursky & Hutch: così si prenderebbero due piccioni con una fava: si intrattiene la clientela mentre si intimoriscono i malintenzionati!

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7 Risposte a “Il sorvegliante-sorvegliato speciale”

  1. Un altro imperdibile episodio di Alice nel Paese delle meraviglie

  2. Alice hai assistito ad una sorta di Truman show. Quanto inutili siano in questi casi le telecamere a circuito chiuso mi sembra lampante.

  3. Nei panni del vigilante, la cosa che m’infastidirebbe di più sarebbe l’impossibilità di mettersi un dito -fugace- nel naso.

  4. Grazie ALicE perché mi fai sempre divertire da pazzi con i tuoi racconti di vita vissuta! 😉
    Mchan

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