LIFE. I grandi fotografi

life 046Avete tempo fino al 4 agosto per visitare la mostra LIFE. I grandi fotografi all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Sono esposte circa 150 immagini, tutte in bianco e nero tranne tre, scattate dai professionisti più acclamati e significativi del loro tempo che offrono un ritratto emozionante e strabiliante del secolo passato, cogliendo momenti topici e curiosi e insegnandoci come si rispettano le regole e come si trasgrediscono.

LIFE era una rivista settimanale statunitense fondata nel 1936 da Henry R. Luce (fondatore anche di Time e di Fortune) e chiusa negli anni Settanta, il cui motto era “Vedere la vita, vedere il mondo”.

Sono in mostra scatti famosissimi, come il bacio del marinaio all’infermiera per festeggiare il V-J day in Times Square il 15 agosto 1945 di Alfred Eisenstaedt, come pure il miliziano colpito a morte e fermato dalla foto di Robert Capa nell’atto di cadere.

Ma sono esposte anche foto meno note e ugualmente toccanti realizzate da fotografi che sono nella storia. Tra questi vi segnalo Margaret Bourke-White, la prima fotoreporter donna assunta da LIFE, che è presente con le foto drammatiche scattate nei campi di sterminio liberati, dove oltre a morte abbrutimento mostra anche la felicità dei sopravvissuti che si ricongiungono. Notevole per ironia l’immagine degli sfollati colpiti da un’alluvione in fila per mangiare dietro i quali campeggia il manifesto che descrive l’american way of life il migliore in assoluto. E anche quella che ritrae Norimberga in macerie.

Di Eisensraedt si possono anche ammirare uno scatto a Robert e John Kennedy sorpresi a loro insaputa a consultarsi, due pensatori in controluce, e una serie di ritratti di personaggi famosi nei quali l’artista è stato in grado di cogliere l’anima. Tra i tanti segnalo una Marilyn che vorrebbe mostrarsi sensuale, ma i cui occhi tradiscono tristezza, e Stalin che sembra ridacchiare sotto i baffi.

Infine, la fotografia che mi ha più colpita: Robert Kennedy a terra assassinato in un gioco di luce che lo fa sembrare un martire caravaggesco, se posso osare. L’autore è Bill Eppridge.

Di seguito alcune delle immagini esposte.

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rinunciare all'animosità significa diventare liberi

13 Risposte a “LIFE. I grandi fotografi”

  1. Dev’essere senz’altro una bellissima mostra, se potessi andrei a Roma solo per poterla vedere!

  2. pispole!!! lo noto solo adesso… c’è anche “lui” !!! foto mai vista prima, grazie doppie 😉

    • > c’è anche “lui” !!!

      Questa mania per la suspance! 😉
      E se tu ci dicessi a chi ti riferisci?

      • solo un indizio: ha i baffi 😎

        • Se ti riferisci al tuo amico Dalì, che hai sempre nei tuoi pensieri e nel tuo blog, devo dirti che questa foto mi ha molto colpito. C’è lui in posa che irradia narcisismo, ma qualcuno alle sue spalle gli ruba la scena e l’attenzione dell’osservatore e lui passa in secondo piano. L’ho trovata anche ironica.

          • Quel “qualcuno” è sua moglie Gala, quindi la sua presenza era volutissima. Condividevano _sempre_ la scena, anzi qui è addirittura strano che siano a una certa distanza l’uno dall’altra.
            A giudicare dall’aspetto di entrambi, la foto è dell’epoca attorno alla metà degli anni Quaranta, probabilmente al loro arrivo negli States, trattandosi di “Life”.

  3. >il miliziano colpito a morte e fermato dalla foto di Robert Capa nell’atto di cadere

    ma questo pare che fosse un falso: Capa chiese al miliziano di lasciarsi cadere come se fosse stato colpito

  4. Non ho scuse per non andare. Grazie per il suggerimento.

  5. Gentili Amici,
    C’ è chi ha lasciato, per cento giorni, un lavoro proficuo, di fotografo pubblicitario, ed ha seguito Pierpaolo Pasolini e la sua troupe in Medio Oriente nella realizzazione del film “Il fiore delle mille e una notte”, realizzando un documento unico nella storia del Cinema e della Fotografia.

    L’ ha fatto Roberto Villa, un Maestro della Fotografia Italiana, che NON è conosciuto per le Mostre, i Concorsi o le presentazioni fatte da amici, ma che è conosciuto dai Grandi del Cinema, i premi Oscar, (Registi, Sceneggiatoti, Scenografi, Critici) con i quali dialoga abitualmente dei problemi linguistici del cinema cosiccome ne ha parlato, per oltre tre mesi, con un Grande come Pierpaolo Pasolini.

    Oggi, questo formidabile documento fotografico, è richiesto dalle Grandi Cineteche Internazionali, dalla Cineteca di Bologna, che ha istituito un Fondo a nome di Roberto Villa, alla Cinemateca di Buenos Aires, al Museo da Imagem e do Som di Sao Paulo in Brasile, al MoMA di NY (unico fotografo Italiano che sia mai stato invitato) e cosivvia.

    Nel 1968 Gillo Dorfles aveva tacciato pubblicamente, al Teatro dell’ Arte a Milano, i fotografi di Ignoranza …

    Recentemente Dorfles ha incontrato Roberto Villa e gli ha fatto, ancora una volta, i suoi complimenti per quel ciclopico do documento di Cinema e Fotografia.

    Forse il Maestro Roberto Villa avrebbe dovuto essere più “autocelebrativo” e più “presenzialista” ed essere più “Commerciale” e “Commerciabile”!
    Ma, forse, sarebbe solamente INUTILMENTE FAMOSO come tanti altri ” fotografi”!
    http://www.robertovilla.eu/isfahan–il-fiore-delle-mille-e-una-notte–moschea-set—pasolini—foto-roberto-villa.html

    Laura Longo

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