Comma 22: Commedia (3)

commedia3
 
E Dante va su Marte. Là c’è gente,

là il Sacro Lino dipinto dal flash.

dhr

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12 Risposte a “Comma 22: Commedia (3)”

  1. Immagine molto suggestiva. Ricordo con l’occasione che, salvo diversa indicazione, le illustrazioni di questa serie sono realizzate dallo stesso dhr.
    E’ un riferimento a qualcosa questa storia del flash?
    E anche l’idea di Dante che “vede gente, fa cose” mi piace 😉

    • Questa soriella è uno dei mix più folli dell’intera serie Comma 22 😀 eppure… è tutto vero! Nel “Paradiso”, Dante visita anche il cielo di Marte, e lì incontra “gente” tra cui l’anima del suo trisnonno (letteralmente, mica detto per offendere).
      Lo scenario descritto è una immensa croce luminosa in cui “lampeggia” la figura di Cristo. Ora, secondo una delle varie e più o meno sciamannate teorie sulla Sindone, l’immagine sul sacro lino torinese si sarebbe formata proprio a causa di un flash luminoso.
      All’epoca di Dante la Sindone torinese non ‘esisteva’ – o era nascosta, se si preferisce – quindi qui si immagina che sia stato Dante a trovarla… su Marte 😉

  2. Lo so, fregherà poco a pochi… ma quando uno, dopo anni di ricerche, trova un ago in un pagliaio… dovrebbe tenerlo per sé?

    Ordunque. La Sindone “di Torino” sta nel capoluogo piemontese non da sempre ma solo dal settembre 1578. E guardacaso nel settembre 1578 il partenopeo Torquato Tasso – che non era mai stato in Piemonte prima – va a Torino a mettersi al servizio dei Savoia.

    Aveva il pallino del Santo Sepolcro… ma avrà visto la Sindone? o ci era addirittura andato apposta? Uno studioso di letteratura rinascimentale mi ha risposto che non esistono prove nei testi di Tasso. E invece, bingo!, sono convinto di averne trovata una: nella Gerusalemme Conquistata (il remake della Liberata, scritto poco prima di morire) c’è una descrizione di Cristo che fa proprio pensare al “sacro lenzuolo”.

    Direte: e questo cosa ci sposta? Beh, è che la storia poi finisce male, perché di lì a poco Tasso scappa, poi impazzisce, e viene rinchiuso per anni. Cos’è successo? Che “diavolo” gli ha preso? Dààànnn………………………
    Ne potrebbe venire fuori un romanzo, altro che un Comma 22 😉

    • Ci citi la descrizione di Cristo cui fai riferimento? Mi hai fatto incuriosire.

      • E ‘l trofeo della croce e ‘l sangue sparso
        De l’huom che vinse, e ‘l suo morir perdona,
        Rai purpurei spargendo è quivi apparso
        Con pungente di spine aspra corona
        . . . e co ‘l natio diadema
        Di pura umanità, gloria suprema.

        __Gerusalemme Conquistata 20, 53

        I “raggi [rai] purpurei” possono alludere al fatto che a ‘disegnare’ l’immagine sulla Sindone fosse stato il sangue di Cristo, come si riteneva all’epoca, dato il colore rossiccio (in realtà è un effetto ottico provocato da una lievissima ‘bruciatura’ dei fili di lino). Uno dei dettagli che emergono di più, poi, sono le macchie di sangue (vero, questo: di tipo AB) provocate dalla corona di spine. Anche la “gloria” della “pura umanità” sembra richiamare il fascino estetico dell’uomo della Sindone.
        Inoltre Tasso in questa ultima parte del poema, nel descrivere i funerali del cavaliere Ruperto d’Ansa (N.B. amante del cavaliere Riccardo) si sofferma sulla preziosità del telo che lo avvolge. Quasi che Tasso ‘avesse negli occhi’ la Sindone e la riutilizzasse per le scene più solenni.
        Non è una dimostrazione rigorosa, ma un indizio.

        ( … segue …)

      • Ma perché nella Gerusalemme Liberata non ne parla?
        Il poema fu pubblicato in forma ‘pirata’ nel 1581, ma Tasso lo aveva terminato da tempo, anzi già pensava a riscriverlo da cima a fondo. In ogni caso, la stesura risale a _prima_ del 1578, anno della visita a Torino.
        Tasso cominciò a lavorare seriamente al remake, la Conquistata, a partire dal 1586 circa, cioè _dopo_ quel viaggio.

      • Non c’entra con il tema della Sindone, ma aggiungo un dettaglio che reputo interessante. Nella Gerusalemme Liberata gli ebrei erano assenti: a giocarsi la partita erano cristiani e musulmani. Nella Conquistata, non solo appare qualche personaggio di razza… ahem… di ‘religione ebrea’ 😉 p.es. il medico Aron, ma il poema è infarcito di riferimenti epici ai grandi personaggi del Tanak, soprattutto Mosè e re David.

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