Churchill ritratto da Yousef Karsh: storia di una foto

karsh_churchill_largeTutti conosciamo la fotografia di Winston Churchill che vediamo in alto, è stata anche in copertina su Time Magazine all’indomani della fine della seconda guerra mondiale.

Dietro di essa c’è una storia curiosa che mostra quanto siano importanti la prontezza del fotografo e le dinamiche che si instaurano tra lui e il soggetto da ritrarre.

Era il 30 dicembre 1941, Churchill aveva appena tenuto un discorso alla Canadian House of Commons. Il fotografo Yousef Karsh, uno dei più noti all’epoca per i suoi ritratti, fu incaricato dal governo canadese di realizzarne uno al primo ministro britannico.

Appena arrivato Churchill, contrariato perché non lo avevano informato che sarebbe stato fotografato, lo avvertì che aveva a disposizione due minuti, non di più, per fare il suo lavoro. Quindi si accese un sigaro e iniziò a fumare. Karsh gli chiese di spegnerlo ma lui si rifiutò. Allora gli si avvicinò e scusandosi rispettosamente, come raccontò, gli tolse il sigaro dalla bocca e tornò alla macchina. Si voltò e colse Churchill con uno sguardo furibondo che lo avrebbe potuto fulminare; rapidamente realizzò un primo scatto, che è quello noto. Il primo ministro si ricompose, sorrise e lo invitò a fotografarlo. Ma l’immagine che ne venne, la vediamo in basso, è sicuramente meno interessante dell’altra che invece mostra la vera essenza dell’uomo.

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5 Risposte a “Churchill ritratto da Yousef Karsh: storia di una foto”

  1. Invece la strafamosissima-usatissima foto di Che Guevara era solo un dettaglio di una foto di gruppo, in cui il Che aveva assunto “per caso” quell’espressione tra l’eroico e il trasognato.

    Peggio il “miliziano morente” di Robert Capa:

    pare che fosse un falso, ossia il fotografo chiese al soggetto di fingere di cadere a terra, colpito da una pallottola. Del resto, praticamente tutte le foto e le immagini tv di guerra sono dei falsi realizzati a posteriori: la foto della presa di Stalingrado, le intere sequenze delle operazioni militari nella Guerra del Golfo, ecc. ecc. Un fenomeno che diventa sempre più diffuso nella nostra cosiddetta civiltà “dell’informazione”.

    • Mi hai fatto ricordare che anche la famosa foto della camerata di Auschwitz con gli ebrei che si affacciano spauriti dalle cuccette è stata ricostruita la mattina dopo poiché quando il campo fu liberato e i soldati si trovarono davanti quella scena terribile, tra le tante, non c’era abbastanza luce per fotografarla.

  2. Avrei ripreso Winston con il suo bel sigaro e via…! 😉

  3. Comunque anche nella seconda foto non da` certo l`impressione di essere “uno stinco di santo”!

  4. Non conoscevo questo aneddoto, davvero interessante, grazie!

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