Camere di adolescenti inquiete

Ma forse gli unici a essere inquieti sono i loro genitori, o almeno quelli di alcune di loro.

Non so quale sia la vostra esperienza, ma la camera delle mie figlie quando erano ancora adolescenti era… era… ecco, non trovo nemmeno un termine che renda appieno l’idea. Tanto che un giorno in cui non riuscivo ad addentrarmi poiché ero sprovvista di machete, decisi di metter da parte le parole e passare alle immagini. Presi la macchina fotografica e scattai una fotografia che, come spiegai pacatamente alla mia Secondogenita, avrei mostrato ai suoi futuri figli adolescenti il giorno in cui lei si fosse fatta venire gli attacchi isterici di fronte al disordine, come mi auguravo, delle loro stanze.

Comunque, credo che sia necessario guardare al di fuori degli angusti confini della propria casa e in questo ci viene in aiuto la fotografa Rania Matar con il suo progetto “A girl and her room”. L’idea è evidenziare le differenze culturali tra le stanze da letto delle teenager statunitensi e libanesi.

Il contrasto è interessante e porta a fare riflessioni anche sulle capacità genitoriali in diverse culture, ammesso che l’ordine sia un indicatore per valutarle.

Questo è il sito della Matar, questo quello del progetto e qui, se volete, potete ordinare il libro che contiene tutti gli scatti.

Di seguito ne vediamo alcuni.

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rinunciare all'animosità significa diventare liberi

9 Risposte a “Camere di adolescenti inquiete”

  1. Da tempo la fotografia si esprime efficacemente attraverso progetti apparentemente semplici, ma assai originali, come questo delle “Camere di adolescenti inquiete”.
    Ne ricordo alcuni di qualche tempo fa che riguardavano il contenuto delle borse femminili e delle nostre tasche molto simili a questi che vi allego:

    http://www.tods.com/it/content/index/collection/c/45/e/75/#7

    http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/09/10/foto/francois_il_fotografo_delle_tasche-6932242/1/

  2. molto interessante!
    grazie, Laura!
    potrei avviare un lavoro fotografando alcuni luoghi della mia casa… il mio studio, il mio comodino, il cassettone in camera…. disordine sovrano….
    ci penserò.

  3. ops…. ovviamente dovrò cercare un altro titolo: camere di vecchiette inquiete….

  4. Sembra che alla mancanza di soldi, supplisca il buon gusto. E viceversa. O è solo il mio parere?

  5. @ Paolo Zardi

    Se tu attribuisci mancanza di soldi alle ragazzine libanesi e ricchezza a quelle statunitensi mi sembra una generazione semplicistica. Ma anche se così fosse, c’è buon gusto anche in alcune delle stanze USA. Poi ci sarebbe da riflettere sul concetto di buon gusto in senso transculturale. A me le camere delle libanesi fanno pensare più a un atteggiamento contenuto e a una semplicità al di fuori del culto per la bellezza, tutto occidentale, che si evince dalla presenza di bottigliette di prodotti in molte foto.

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