Che amarezza!

ImmagineCerto che sono proprio scema. E anche davvero “out”. E già l’espressione “essere out” (contrapposta a “essere in”) ve la dice lunga su quanto io sia proprio “out”. Arrivo al dunque e faccio, appunto, un “coming out”.

L’altro giorno osservo su un autobus una pubblicità dell’ATAC (l’azienda dei trasporti romani) che invita a pagare il biglietto. Insomma contro quelle persone che, chissà perché, vengono chiamate portoghesi.

A disturbarmi è il fumetto che campeggia sulla foto di un anziano signore che salendo sull’autobus dice: “E pensare che ci sono ancora della gente che non pagano il biglietto. Che amarezza!” E io li a pensare che razza di ignoranti fossero i pubblicitari che avevano curato quella campagna. Ma ti pare che sbagliano le coniugazioni dei verbi? A dir la verità questa riflessione (che condivido con voi, giusto perché so’ sportiva e autoironica, sennò ci sarebbe da vergognarsene) mi dura solo pochi minuti. Cerco di fotografare la pubblicità, ma l’autobus riparte e non se ne fa niente.

Dopo pochi minuti, dicevo, rifletto (anche io sono ancora in grado di farlo. Almeno qualche volta) e penso che non è possibile che una frase del genere sia frutto di mera ignoranza. Sicuramente la scritta voleva essere spiritosa e l’hanno piazzata su un poveraccio, un vecchietto romano che non sa nemmeno mettere due parole insieme. Almeno questo è il quadro, lo stereotipo che hanno voluto farne.

Peggio ancora!!! Incredibile, che orribile luogo comune hanno messo in scena!!! Sui romani, sulle persone anziane che secondo questi splendidi creativi sarebbero ignoranti e sub istruite… Insomma: forse era meglio se fosse stato un errore grammaticale. Così invece c’è una dietrologia assolutamente non condivisibile!

E quindi, mi sono messa a scrivere un istant post che nella mia testa sarebbe stato un sensazionale scoop: i pubblicitari a cui si è affidata l’ATAC sono peggio che ignoranti,  sono degli imbecilli patentati che offendono le persone anziane! Non essendo a casa ho cominciato a mettere nero su giallo i miei pensieri, come il solito sul mio ipod. Il problema è che in rete non trovavo la fotografia della pubblicità incriminata. C’è da dire che per navigare usavo il mio cellulare e certamente la mia vista, e lo schermo piccolo, non aiutavano la mia ricerca. Che strano: cercavo su google “pubblicità atac c’è ancora gente che non pagano il biglietto che amarezza” e trovavo solo cose che avevano a che fare con i Cesaroni. Pensavo: Che c’entrano i Cesaroni con l’atac? E saltavo a piè pari i risultati relativi. Non trovando nulla di interessante ho quindi deciso di munirmi di macchina fotografica e piazzarmi vicino a una fermata dell’autobus per scattare io stessa la fotografia del cartellone incriminato.

Nel frattempo, ieri mattina, avendo un’oretta di relativa quiete, mi sono messa al PC (quello vero, stavolta) per effettuare una nuova ricerca con le dimensioni di un normale monitor. Ed è stato lì che ho scoperto quanto io sia stata non solo scema, ma proprio out, appunto! Infatti ho realizzato che a interpretare il ruolo dell’anziano ignorante romano era Antonello Fassari, protagonista de “I Cesaroni”, serie TV che personalmente (come vi sarete accorti) non avevo “mai coperto” e non sapevo proprio cosa fosse (a parte il nome che mi suonava familiare, forse perché le mie nipoti capitava che ne parlassero).

Ho capito anche che (probabilmente) il linguaggio usato nel fumetto ricalcava quello del protagonista della serie che evidentemente era proprio un romano anziano e un po’ sgrammaticato.

Ho capito inoltre che l’espressione “Che amarezza” che usava una mia collega e che mi stava molto simpatica (l’espressione, non la collega) non era farina del suo sacco, ma la citazione di quello che tra gli accoliti della serie TV era diventato un vero e proprio tormentone. A me invece dava proprio l’idea antica di un esclamazione tipica dei nonni. Come per esempio Accidempoli, che il mio simpatico nonno Renato usava così spesso! Vedi che vuol dire il non essere al passo coi tempi?

Insomma da un articolo indignato sulla cattiva comunicazione, questo è diventato un post di sputtanamento del deterioramento cerebrale della goffa ALicE!

Non si butta via niente!

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6 Risposte a “Che amarezza!”

  1. Scusatela. Ci fa fare sempre brutte figure 😉

  2. >quelle persone che, chissà perché, vengono chiamate portoghesi

    se non ricordo male, deriva da un episodio del (???) secolo, in cui il Papa invitò una delegazione del Portogallo, e diede loro ampia facoltà di visitare tutto “a uffa”.

  3. Vista anch’io, in metro, e fatte le tue stesse considerazioni. Credo siano personaggi dei Cesaroni, e non conoscerli, tutto sommato, potrebbe essere un punto a favore… 😉

  4. condivido: assolutamente un punto a favore, altro che out!!!
    ALicE, smettila di denigrarti! non è proprio il caso!

  5. “E pensare che ci sono ancora della gente che viene, vede e vince!”
    Giulione Cesaroni

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