Fine di un’epoca per gli zoofili tedeschi

Khajuraho - I templi dell'amoreGli zoofili tedeschi sono in fibrillazione di questi tempi perché sta per essere entrare in vigore una legge che proibisce i rapporti sessuali tra uomini e bestie, legali in Germania dal 1969. È già stata approvata a larghissima maggioranza dal Bundestag e deve passare ora al Bundesrat, la camera alta. Essa riconosce che il sesso con gli umani è “inappropriato” per gli animali. Non il contrario eh! badate bene. Inoltre, ci sarebbe un problema di consenso: le bestie, dicono, non sono in grado di darlo. Questo tipo di accoppiamenti, dunque, sarà presto punito con pene (ooops) pecuniarie fino a 25 mila euro.

Non si è voluto dare, si è detto, una lezione morale, ma solo migliorare la normativa che protegge i diritti degli animali.

L’approvazione della legge è stata infatti accompagnata da forti pressioni di gruppi animalisti che, mostrando foto raccapriccianti, hanno spiegato che i rapporti tra uomini e bestie si configurano come corruzione e violenza sugli animali.

Niente di tutto questo, controbattono gli “amanti” degli animali che si sono anche uniti in associazioni per far sentire le proprie ragioni. Loro non vogliono far fare all’animale quello che lui non vuole, anzi desiderano solo il meglio per lui. Non lo forzano, né lo trattano con crudeltà. Come afferma il capo di uno dei gruppi pro zoofilia, un bibliotecario che vive con il suo alsaziano di otto anni e mezzo quella che lui chiama relazione, nella quale entrambi si danno reciproca gratificazione: “Un animale è in grado di far capire con precisione cosa gli piace e cosa non. Quando guardo il mio cane so immediatamente quel che mi chiede. È più facile capire gli animali che le donne”. Effettivamente, sono un po’ criptiche, incapaci di spiegarsi. Che poi, quand’anche le capiscano, tra il fare qualcosa per il loro piacere e concentrarsi solo sul proprio c’è di mezzo il mare.

Entrando più nel dettaglio di queste attrazioni fantasmagoriche, oggi sono proprio i cani gli animali più graditi, e forse anche più facili da “incontrare”, per gli zoofili. Una volta andavano per la maggiore mucche, cavalli, pecore, capre e maiali. Forse quando la società era di tipo contadino.

Tuttavia, è una legge che scontenta tutti, anche i gruppi animalisti che la considerano solo una cortina fumogena che lascia inascoltate altre richieste, quali l’abolizione del taglio delle code dei maialini, la loro castrazione e la marchiatura a fuoco dei cavalli senza anestesia.

Si tratta di un brutto colpo per gli oltre 100 mila zoofili che, secondo le stime, vivono in Germania. Molti di loro, dopo aver speso soldi e tempo in psicoterapie rivelatisi inefficaci, si erano finalmente sentiti bene con se stessi dopo aver scoperto in rete l’esistenza di numerosi zoofili, soprattutto negli USA e aver capito di non essere dei mostri isolati come avevano pensato per gran parte della loro vita.

E ora, che vita sessuale gli si prospetta, poveri uomini? Non ditemi che saranno costretti ad accontentarsi delle donne.

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rinunciare all'animosità significa diventare liberi

15 Risposte a “Fine di un’epoca per gli zoofili tedeschi”

  1. sono coppie di fatto, è innegabile. la colpa è di chi non capisce, chi non riesce ad aprirsi ad altre concezioni di amore e relazione. anche tra gli animali ci sono quelli più licenziosi, uno per tutti il proverbiale cane lupo.

  2. La Torà prevede la condanna a morte del colpevole — l’uomo, s’intende (Esodo 22, v. 18).
    Ma come insegna un altro ebreo, Sigmund Freud, la legge non vieterebbe azioni che non venissero mai commesse da nessuno.

  3. Primo Levi aggira l’ostacolo nel racconto “Disfilassi” in cui un virus disattiva le protezioni genetiche delle singole specie. Per cui basta che del Dna di qualsiasi cosa incontri qualsiasi ovulo, in qualsiasi modo, e nascono degli ibridi. Diventa “pericoloso” – anzi, ricco di interessanti opportunità – anche inspirare i semi vaganti dei fiori.

    OT: sto facendo conoscere e apprezzare i Racconti di Levi a tante persone… ma l’adorato nipote (e alter-ego) Luca mi va a “cadere” su “Se questo è un uomo”, che continua a definire un “romanzo” e “noioso”! Una delle poche volte che mi sono arrabbiato con lui per questioni culturali. 😦

  4. sulla licenziosità di questa razza vale il proverbio: il cane lupo perde il pelo ma non il vizio. (chiedo scusa).

  5. La lingua italiana si evolve. Prima erano pederasti, adesso sono pedofili. Prima erano zoorasti, adesso sono zoofili. Eppure gente che ha studiato il greco ce n`e`.

    • Zoorasti non lo avevo mai sentito.
      Comunque stiamo dalle parti del politically correct: non vedente invece di cieco, diversamente abile invece di handicappato e diversamente giovane e questa sono io 😉

  6. Bello essere diversamente giovani. Gli “ugualmente giovani” (si dice cosi`?) capiscono poco. La parola zoorastia si usava poco dopo il Diluvio, quando studiavo Medicina Legale, e faceva parte delle “perversioni sessuali”, tra le quali figurava tranquillamente anche l`inversione sessuale.

    • Il fatto è che saremo pure diversamente giovani, ma siamo anche antichi. Pensa che si tende a non usare più il termine “perversione” e si preferisce l’orribile “parafilia”!

  7. zitti zitti che ho incontrato una zanzara che forse ci sta…

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