Il diavolo nei dettagli: Il fantasma dell’opera (d’arte)

Rosso1Per qualche puntata rimarremo in zona Rinascimento, probabilmente l’epoca più acuta e coraggiosa della cultura occidentale post-classica (vedi Nietzsche). Tra parentesi, sebbene io debba la mia fama (ah ah ah) a Dante, ritengo che Ludovico Ariosto e Torquato Tasso siano più grandi di lui.

Il tema ancora una volta, data la committenza dell’epoca, è un tipico soggetto cristiano: la Deposizione dalla croce. E l’autore è Rosso Fiorentino… no, non Matteo Renzi, il suo vero nome era Giovanni Battista di Jacopo, pittore manierista assai poco di buone maniere. Le sue composizioni spiccano per il ritmo sincopato, i colori squillanti ma un po’ ambigui, i dettagli spiazzanti. Si veda la sua opera più celebre: Mosé difende le figlie di Jetro. Spesso poi, nei panni di un santo o di Cristo in persona compare un giovanottone alto, palestrato e con i capelli rossi, che altri non è che Rosso Fiorentino. La sua “modestia” era paragonabile a quella di Albrecht Dürer.

In questa Deposizione del 1527-1528, conservata nella graziosa cittadina umbro-toscana di Sansepolcro, l’artista si è raffigurato ben due volte: come Cristo e come san Giovanni apostolo che piange, tenendosi la faccia tra le mani, in alto a destra. Rosso Fiorentino “si” sta commiserando? Probabile. Ma il personaggio che colpisce ancora di più è una delle guardie sullo sfondo, subito dietro la Madonna svenuta. Un volto peloso, da scimmia o da lupo mannaro. Ed è l’unico che guarda verso di noi, con un’aria molto poco rassicurante.

Rosso2

dhr

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4 Risposte a “Il diavolo nei dettagli: Il fantasma dell’opera (d’arte)”

  1. Davvero inquietante. Starà lì a simboleggiare qualcosa, mi immagino. Ma cosa?

    • Buona domanda 🙂
      Nell’arte rinascimentale e barocca, nei quadri di soggetto sacro c’è sempre qualcuno che guarda verso lo spettatore per _coinvolgerlo emotivamente_ nella scena. Un espediente ripetuto fino alla nausea.
      Già Raffaello, in una delle sue versioni di “San Giorgio uccide il drago”, si era divertito a creare una variante: a guardare verso lo spettatore è… il cavallo! Mi pare che Rosso Fiorentino rincari la dose. Quasi a dire: a “co-involgerci” nella scena è un mostro perché noi siamo come lui, quasi guardandoci allo specchio. Ma è solo un’ipotesi.

  2. > Rosso Fiorentino… no, non Matteo Renzi
    Off topic: Il Matteo Renzi cui ti riferisci tutto è fuorché Rosso!

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