Palestina. L’ONU ha abortito il 194° Stato

Sergio, che evidentemente aspira al titolo di Miglior Ragazza, ci ha inviato questo articolo, del quale si assume tutte le responsabilità  e noi, volentieri lo pubblichiamo pur dissociandocene senza neanche averlo letto… senonaltro per evitare che si faccia la fine di Sallusti. 😉 

Israel_Palestine_Flag4Avete presente quella storiella che si svolge fuori della sala parto dove l’ostetrica annuncia al padre la nascita del figlio?
Il medico comunica  al neo papà che gli è nato un bel figlio, ma purtroppo, con qualche difettino: non ha le gambe, le braccia, il torso. Il padre chiede comunque di vederlo. L’ostetrica gli mostra, avvolto nelle fasce, un orecchio. Il padre commosso inizia a sussurrare qualche parola d’amore e d’affetto. L’ostetrica a questo punto gli dice: “PARLI PIÙ’ FORTE, E’ UN PO’ SORDO!”

La nascita del nuovo Stato Palestinese, seppur solamente quale stato membro osservatore dell’ONU, il 194° Stato, sembra, ironia della sorte, più un aborto che la nascita di una nuova entità di sovrana e robusta costituzione.
Un organismo, l’Assemblea Generale dell’ONU, di fatto gestita da due terzi di stati nemici di Israele, non avrebbe potuto decidere diversamente, così come nel 1975 non esitò a votare la Risoluzione che equiparava il sionismo al razzismo e ci vollero 15 anni per cancellarla.
E’ nato un nuovo Stato. Provo a rinfrescarmi le poche nozioni universitarie di Diritto internazionale. Popolo, Territorio e Sovranità: sono i tre elementi fondanti perché uno Stato possa essere considerato tale. Il semplice riconoscimento internazionale o da parte di altri stati, non è uno di questi elementi (di Cipro se ne ricorda ancora qualcuno?  Cipro è divisa in due stati: uno legittimo riconosciuto da tutti e uno “del Nord” occupato a suo tempo dalla Turchia e riconosciuto solo da loro).
Il popolo c’è. E’ indubbio. Come esiste il popolo curdo  il popolo ebraico, i catalani, esiste ovviamente anche il popolo palestinese anche se è distribuito (sparpagliato?) in 4, 5 territori e stati diversi.
Il territorio ci sarebbe, ma se si esclude Gaza, è un territorio indefinito nella realtà e nella storia. Ne più ne meno di come era “a macchia di leopardo” il territorio destinato al futuro Stato di Israele, per la creazione del quale alle parole sono dovuti seguire i fatti ovvero 60 anni di guerre (sempre scatenate da altri, ma vinte da Israele) e trattati di pace. La capitale dello Stato palestinese dovrà ovviamente essere Gerusalemme: peccato, è già presa!
La sovranità? Questa è difficile  vederla: due territori, due amministrazioni diverse (che si sparerebbero – senza condizionale – tra loro), due fonti legislative (giordana ed egiziana); l’autorità palestinese (unica Autorità senza autorità) che si limita ad amministrare autonomamente o insieme agli israeliani parte del proprio territorio e parte della propria popolazione. Mentre Gaza continua a essere governata da Hamas, un’organizzazione terroristica riconosciuta come tale dagli stessi organi delle Nazioni Unite.
Tornando alle metafore sportive. Questo round sembra vinto dai palestinesi. Ma è una vittoria a tavolino, dopo aver cambiato unilateralmente  le regole del gioco e nel corso della partita, senza sostanziali effetti pratici se non quelli di allontanare ulteriormente posizioni e speranze di pace vera e duratura.
Al prossimo match!

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46 Risposte a “Palestina. L’ONU ha abortito il 194° Stato”

  1. Sempre un gran provocatore Sergio.
    Io aggiungo che è molto difficile fare la pace con chi non ti riconosce e ha per statuto l’obiettivo primario di distruggerti.

  2. Io capisco veramente poco di queste cose, ma mi chiedo: quale Palestina é stata ammessa come osservatore all’ONU, quella della Cisgiordania “governata” da Abu Mazen o quella della striscia di Gaza dove “regolari” elezioni hanno dato il potere ad Hamas?

  3. Questo post è assurdo – ma perché dare voce a simili deliri? per amicizia? boh! – Scusate, ma veramente fate che i palestinesi vogliono distruggere Israele perché sono brutti, sporchi e cattivi? e gli ebrei, invece? sarebbero i buoni? Impostare una questione così delicata in questo modo significa alimentare l’antisemitismo a tutti i livelli. Perché è nazismo anche quello che ha come obiettivo la distruzione dei palestinesi. E se le ragioni dell’odio palestinese fossero da ricercare nel fatto che lo stato di Israele è nato in violazione del diritto internazionale?E se i palestinesi avessero scelto la via del terrorismo armato perché nei decenni precedenti le richieste dei moderati non sono mai state prese in considerazione? Ma veramente fate che l’Assemblea Generale dell’ONU è nemica di Israele perché con questa risoluzione cerca di rafforzare Abu Mazen, un moderato, e di indebolire Hamas?
    Di fronte a certe “spigoli” c’è da vergognarsi di essere ebrei.

    • Questo commento è assurdo – ma perché dare voce a simili deliri?

      Lo sapevo che prima o poi qualche pollo sarebbe caduto nella trappola. Basta veramente poco per far emergere quella deliberata ignoranza di fatti e norme, che caratterizza quelle persone che sotto un’apparente maschera di imparzialità nascondono un bimillenario sentimento anti ebraico ed anti israeliano.

      > ma veramente fate che i palestinesi vogliono distruggere Israele perché sono brutti, sporchi e cattivi?

      non lo so. Io mi limito a contare i missili che per decenni quotidianamente vengono lanciati dai territori palestinesi o dal Libano su obiettivi civili israeliani. Conto semplicemente gli autobus di linea fatti saltare in aria, atleti trucidati, sinagoghe e centri ebraici nel mondo fatti saltare, anziani in sedie a rotelle buttati a mare da terroristi palestinesi.

      > e gli ebrei, invece? sarebbero i buoni?

      e gli ebrei che c’entrano? Eccone un’altra che ops! involontariamente confonde israeliani con ebrei.

      > Perché è nazismo anche quello che ha come obiettivo la distruzione dei palestinesi.

      potrei essere d’accordo se fosse vero. Sicuramente avrai letto fior di fonti storiche che avallano questa tesi.

      > E se le ragioni dell’odio palestinese fossero da ricercare nel fatto che lo stato di Israele è nato in violazione del diritto internazionale?

      la Risoluzione n. 181 del 29 novembre 1947 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite forse ti manca.

      > E se i palestinesi avessero scelto la via del terrorismo armato perché nei decenni precedenti le richieste dei moderati non sono mai state prese in considerazione?

      me ne basta una di “richiesta dei moderati” e ti do ragione.

      > Ma veramente fate che l’Assemblea Generale dell’ONU è nemica di Israele

      vogliamo contare i voti? vogliamo verificare di quali paesi parliamo?

      > Di fronte a certe “spigoli” c’è da vergognarsi di essere ebrei.

      Tranquilla, posso essere spigoloso, uno sporco ebreo o un ebreo sporco (sulla mia pelle), ma vergognarmi NO!

    • Cara viola, perché dare voce a simili deliri? Innanzitutto perché chiunque ha diritto ad esprimere la propria opinione. Proprio come te.
      E poi, posso dissociarmi “per scherzo” dalle posizioni di Sergio sul metodo provocatorio che usa. Ma in questo caso, non sempre accade, incidentalmente, per quanto mi riguarda, nel merito sono d’accordo con lui.
      In ogni caso, viola, bentornata! Hai visto? Via un Sergio (HaDaR), avanti un altro!

      • – il sentimento anti ebraico ed anti israeliano sarebbe quello di non pensare da fanatici?!? ‘namo bbene. hilary clinton la pensa come me: è nemica di Israele? vabbè…

        > e gli ebrei che c’entrano?
        ah, mò gli ebrei non c’entrerebbero niente con la nascita dello stato di israele?!? senti, senti…

        > Sicuramente avrai letto fior di fonti storiche che avallano questa tesi (ovvero che è nazismo anche quello che ha come obiettivo la distruzione dei palestinesi).
        veramente no. solo un libricino di una settantina di pagine di Amos Oz, Contro il fanatismo, feltrinelli, 2004. Mi basta.

        > la Risoluzione n. 181 del 29 novembre 1947 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite forse ti manca.

        Forse a te manca la genesi storica di quella risoluzione…

        > me ne basta una di “richiesta dei moderati” e ti do ragione.
        A me pare che le dichiarazioni di Abu mazen siano moderate: “dialogo con Israele, ricerca della pace e nascita dello stato della Palestina”.

        >vogliamo contare i voti? vogliamo verificare di quali paesi parliamo?
        Certo, contiamo i voti. Allora la Francia, notoriamente nemica di israele, l’italia… non so andiamo avanti?ma per piacere…

        > Tranquilla, posso essere spigoloso, uno sporco ebreo o un ebreo sporco (sulla mia pelle), ma vergognarmi NO!

        L’ orgoglio di appartenere ad una etnia o ad una nazione è la più sciocca delle vanità umane. Non c’è nessun merito ad essere un ebreo, un negro o un bianco, e dunque non ci sono neanche motivi per cui vergognarsene. È vergognoso invece non realizzarlo da sé e giustificare delle guerre sulla base della appartenenza o meno ad un popolo.

        Ma veramente questo Sergio non è hadar? care ragazze, sono sconcertata. Sembra proprio hadar. Sarà perché i fanatici sono fatti con lo stampino: ripetono sempre le stesse opinioni, un po’ deliranti.

        • Cara Viola,
          non vorrei entrare nel loop di risponderti “punto per punto” come avete fatto te e Sergio, perché questo sì che mi sembrerebbe delirante. Anche se non mi mancherebbero certo le argomentazioni per farlo.
          L’unico appunto che mi sento di fare, fuor di polemica, è che confondere ebrei e israeliani in merito ai problemi mediorientali ha portato a giustificare l’uccisione di migliaia di civili inermi in tutto il mondo (uomini, donne, e bambini) attraverso vili attacchi terroristici contro scuole, sinagoghe, aeroporti, autobus, e via dicendo.
          Le vittime avevano solo “la colpa” di essere ebrei.
          Vedi Viola, a proposito della fierezza di sentirsi appartenenti a un popolo, credo che spesso sia proprio l’odio antisemita a rafforzare l’orgoglio ebraico.

          Fu Bernard Malamud a dire “Se mai ti capitasse di dimenticarti di essere ebreo, ci sarà sempre un gentile pronto a ricordartelo”.

        • Cara amica di Ilary (Blasi suppongo perché Hillary, ringraziando il Cielo, la pensa in modo un po’ diverso da te!),

          ribadisco che ignoranza, condita con unilateralismo e un pizzico di acrimonia si trasformano facilmente in violenza e odio.

          Le repliche generiche alla “io ho ragione e tu no”, “perché?”, “perché si e basta”, non meritano molta considerazione se non un invito pacifico a documentarsi di più e meglio.

          Non risponderò pertanto ad affermazioni prive di riscontri storici.

          Mi diverte (purtroppo amaramente) la lettura della Storia “a gambero” come se la colpa degli eventi passati derivasse da situazioni attuali e presenti.

          E’ vero oggi possono esistere moderati a livello di popolo o di governanti (Abu Mazen potrebbe esserlo, Hamas, Al Qaida, Hezbollah, Fratelli Mussulmani mi pare che non lo siano).
          Prima di loro comunque sono esistiti Arafat, Abu Nidal, ci sono stati gli attentati sugli autobus, l’attentato alla Sinagoga di Roma, la Strage di Monaco, di Fiumicino, del Centro ebraico di Buenos Aires, i dirottamenti aerei e prima ancora le guerre scatenate dagli stati arabi, a ritroso fino alla nascita dello Stato di Israele.
          Con quale microscopio devo cercare dei moderati durante le stragi effettuate dagli arabi nei confronti delle comunità ebraiche in Palestina (pre ’48)? Ah no, forse ne trovo qualcuno durante la Shoà, i progrom, le persecuzioni razziali, i ghetti o le inquisizioni.
          Sono certo che con il tuo aiuto possiamo trovare un bel Moderato tra i Romani che crocifissero Gesù (perché ovviamente Lui era ebreo, non cristiano!)

          • http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/israele_palestina_clinton_alloggi_coloni/notizie/235270.shtml è meglio

            ti conviene non rispondere ad affermazioni prive di riscontri storiche anche perché uno che si dice esperto della questione israelo-palestinese e poi non sa perché i palestinesi combattono la loro guerra fa di te uno storico davvero credibile. E poi mica devi rispondere a me, semmai ad Amos Oz, il quale, nello scrivere quello che ha scritto, di certo si è documentato – più e meglio di te questo è certo.
            Cercare i moderati, farli crescere, favorirli è il compito della diplomazia; ritenere che islanda, irlanda, etc. siano nemici di Israele per aver votato positivamente alla risoluzione in oggetto è fanatismo, ovvero il male assoluto.
            Non è che si confondano gli ebrei con gli israliani, ma lo sanno anche i bambini che lo Stato di Israele è nato grazie ai finanziamenti degli ebrei sparsi nel mondo come risarcimento per l’olocausto (in un territorio peraltro abitato per il 90% da palestinesi e rivendicato sulla base dei testi sacri).
            Io ho ragione perché sì. Non mi serve un master in storia per formarmi una opinione. Pensa che, pur non conoscendo il tedesco, e non avendo mai letto il Mein Kampf, mi sono convinta che Hitler fosse un pazzo criminale. Ed è così perché è così.

  4. >Ma veramente questo Sergio non è hadar?

    e dillo, dillo, Viola, che ci speravi! 😛

  5. Mannaggia alla miseriaccia! Ci sono cascato anche io. Speravo che a un post seguissero commenti, critiche, condanne, aggiunte, smentite. Invece no. Come mi capita oramai da 30 anni, appena si affronta la problematica mediorientale si sollevano solo critiche e si vomita veleno su Israele, la sua storia e i suoi governi il suo popolo ebraico, musulmano, cristiano o laico che sia. Peccato. Come disse Barak di Arafat al termine dell’ennesimo incontro in cui venne offerto l’accordo sul 90 % di quanto chiedevano i palestinesi: questi non perdono mai l’occasione per perdere l’occasione.

  6. @viola @Sergio Meno male che non siete voi a occuparvi del processo di pace 😉
    Bisogna smetterla di recriminare e di riavvolgere all’infinito il nastro della Storia. Così non si arriva da nessuna parte. Abbiamo bisogno di persone illuminate in grado di azzerare il passato e costruire il futuro.

    • Concordo. Secondo me è manifestamente impossibile in queste circostanze accettare la totalità delle richieste di un gruppo a spese dell’altro. Una soluzione pacifica inevitabilmente scontenterà entrambe le parti, ma è l’unica strada percorribile.

  7. Ma ti pare che io stia vomitando odio su Israele? Ohibò, ma sono cose da dire queste? Ma perché? Bisogna riflettere sig. sergio che i tempi sono cambiati; in meglio? In peggio? Che importa? Sono cambiati: e dovremmo imparare a cambiare anche noi, conformemente a com’è cambiato il mondo e a com’è cambiata la nostra consapevolezza nei confronti delle ragioni altrui al fine di realizzare la pace. L’alternativa è che israliani e palestinesi continuino ad ammazzarsi fino alla fine dei tempi. Francamente me ne infischio: possono continuare ad uccidersi a vicenda.Volevo solo esaudire la tua speranza: ricevere commenti, critiche, condanne, aggiunte, smentite a questo post. Ora, se tu ci vedi dell’antisemitismo dovresti farti curare, seriamente (ma anche no, fa’ come ti pare)

    > ma che fine ha fatto hadar? certo che questo sergio recita proprio lo stesso copione…e non è peggiore dell’originale! povera me, prevedo che mi arrabbierò moltissimo. 🙂

  8. sto ripassando la negoziazione emotiva: ecco, questo è proprio ciò che non si deve fare….
    nella questione israelo-palestinese ci si fa coinvolgere visceralmente “a prescindere”, perdendo di vista .. cio che è realisticamente possibile …
    sono molto perplessa!

    • > nella questione israelo-palestinese ci si fa coinvolgere visceralmente“ a prescindere”

      Il problema fondamentale è che tutti quei “filopalestinesi” che si sentono fortemente coinvolti, sono spesso in grande malafede.

      Le stesse persone che non perdono occasione per condannare, sempre e comunque, Israele; che organizzano o partecipano alle manifestazioni pro Palestina o che nei cortei sindacali urlano slogan anti israeliani non si sognerebbero mai di fare altrettanto per i curdi, i ciprioti o i quarantamila siriani trucidati dal proprio regime in un solo anno!
      Spesso sono persone che nascondendosi dietro l’alibi di essere amici di tanti ebrei, automaticamente si sentono in diritto di giudicare e criticare senza conoscere i fatti e senza avere una minima idea di come la Storia ha fatto il suo corso.

    • Capisco, ma bisognerebbe restare “indifferenti” – ciò non significa fregarsene; semplicemente acquisire un metodo per approcciare la questione nel modo più obiettivo possibile (più facile a dirsi che a farsi).

      Il problema fondamentale è che la Storia è una disciplina difficile e seria che non andrebbe confezionata a misura dei propri bisogni o desideri, altrimenti diventa propaganda. In un regime realmente democratico si dovrebbe avere il diritto di criticare le scelte di un governo nazionale senza passare per nemici della patria. La storia ci ha insegnato che l’equazione critica-al-governo=nemico-della-patria veniva praticata dal nazifascismo, e non è stata una bella esperienza. Ora, la condanna degli Usa e della Gran Bretagna alla politica di Israele – astenuti nella risoluzione in oggetto – può significare due cose: o ci troviamo davanti ad un complotto mondiale che vuole distruggere lo Stato di Israele, oppure Netanyahu sta sbagliando tutto.

      La verità è che Netanyahu sta sbagliando tutto. Le conseguenze delle sue scelte saranno il rafforzamento di Hamas e nuovi attentati terroristici che metteranno in moto il solito perverso gioco delle recriminazioni reciproche: “i palestinesi sono brutti sporchi e cattivi, uccidono i bambine etc”. Io, proprio perché sono ebrea e amica di Israele, critico le scelte del suo governo, ma con indifferenza.

  9. ULTIMORA
    Hamas ha deliberato di costituire il Ministero della Difesa. Di quale Stato non è dato saperlo, suppongo dell’Hamasistan. Anche se ancora non è chiaro quando si insedierà il nuovo Ministro e chi è stato designato per la posizione, gli obiettivi sono comunque stati delineati: “le prossime guerre con Israele saranno più feroci, ma siamo determinati al liberare la Palestina” ha dichiarato Hammad (attuale responsabile della sicurezza di Gaza). Nel frattempo Haniyeh (per evitare qualsiasi dubbio o malinteso) dichiara: “non rinunceremo ad un solo centimetro quadrato della Palestina che è Terra Mussulmana” (mi raccomando, non ebraica, ma nemmeno cristiana!); “l’unico modo per liberare la Palestina è resistenza, jihad e risolutezza”.
    Quale elevatura, quale manifestazione di grande statista! Certo se dovessimo rileggere la dichiarazione d’Indipendenza dello Stato di Israele del 14 maggio del 1948, Ben Gurion scomparirebbe in un confronto con il Sig. Haniyeh.
    Dalla misera paginetta letta da Ben Gurion:
    Facciamo appello – nel mezzo dell’attacco che ci viene sferrato contro da mesi – ai cittadini arabi dello Stato di Israele affinché mantengano la pace e partecipino alla costruzione dello Stato sulla base della piena e uguale cittadinanza e della rappresentanza appropriata in tutte le sue istituzioni provvisorie e permanenti.
    Tendiamo una mano di pace e di buon vicinato a tutti gli Stati vicini e ai loro popoli, e facciamo loro appello affinché stabiliscano legami di collaborazione e di aiuto reciproco col sovrano popolo ebraico stabilito nella sua terra. Lo Stato d’Israele è pronto a compiere la sua parte in uno sforzo comune per il progresso del Medio Oriente intero.

    • ULTIM’ORA, dell’ULTIMO MINUTO, dell’ULTIMO SECONDO.
      Davvero Hamas ha fatto questo? Chi se lo sarebbe aspettato! È inaccettabile. In fin dei conti Netanyahu si è limitato a non riconoscere la risoluzione dell’ONU, a delegittimare Abu Mazen e a bloccare 94 milioni di euro di tasse riscosse per conto di ANP. Che cattivoni questi palestinesi! Netanyahu è proprio un grande statista! Farà molta strada nei cuori degli estremisti più folli…

      La letterina di Ben Gurion è la quintessenza della ipocrisia e falsità dei politici di ogni tempo e di ogni luogo. Se il sig. Sergio facesse lo storico avrebbe sbagliato mestiere. Suggerirei di occuparsi d’altro; magari di salute mentale, la sua!
      Vorrei aggiungere un dato storico per mettere a fuoco la questione.
      Quando nacque lo Stato di Israele la popolazione ebraica – proprio così – contava circa per il 33% e quella arabo-palestinese per circa il 67%. L’ONU confidava in una massiccia immigrazione ebraica favorita da lauti finanziamenti di GB e USA per bilanciare i numeri, e sull’acquisizione dei territori con uno stratagemma davvero ignobile. Fu istituita una specie di conservatoria dei registri immobiliari e furono acquistati dagli ebrei molti territori che risultavano non appartenere a nessuno. Come fosse possibile che il 67% dei palestinesi non fosse proprietaria di quelle terre è presto detto. L’antico diritto arabo non concepisce il diritto di proprietà sulla terra, ma solo un diritto di proprietà sulle piante che appartengono a chi le coltiva. Questa oculata strategia politica permise di sottrarre ai palestinesi terre che coltivavano da generazioni e di cancellare la Palestina dalle mappe. Da allora la negazione del popolo palestinese divenne un articolo di fede. Mi sembra che ce ne sia abbastanza per capire le ragioni e la rabbia dei palestinesi, o no?

      • Mannaggia!
        Che sbaglio enorme fecero i padri sionisti all’inizio del XX secolo a non accettare l’Uganda come futuro Stato ebraico. E quale errore madornale non accettare la proposta tedesca del 1938 del Madagascar!
        Chissà, forse sarebbe stata risparmiata la vita a Sei milioni di ebrei. Non ci sarebbero state 60 anni di guerre israelo-arabe e oggi avremmo semplicemente un altro stato arabo in Palestina. Un altro Paradiso Terrestre dove tutti, mussulmani e cristiani possono vivere in pace e armonia.
        E’ vero: sogno ad occhi aperti. Mi sembro inebetito da questa visione idilliaca.
        Però penso anche a quei poveri negretti indigeni, la loro terra confiscata, svenduta al capitalismo ebraico mondiale con tanto di avallo finanziario dell’America, della GB. Ma no, tranquilla, anche lì una bella Organizzazione per la Liberazione dell’Uganda o del Madagascar avrebbe contribuito alla riuscita del Piano. E …. un’”indifferente” Viola, chissà, oggi avrebbe denunciato anche questo ennesimo delitto della Storia!

        • Mannaggia alla capa tua! È difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rimore (cit.).

          Lo sbaglio enorme fu la nascita dello Stato di Israele in quei modi. Due popoli = due nazioni, punto. Ammesso che i padri sionisti di inizio del XX secolo avessero accettato le proposte che indichi, Hitler avrebbe continuato a perseguire il suo disegno criminoso. Questa, però, non è Storia. Forse fantascienza. La storia è un’altra. Lo Stato di Israele nacque per tutelare gli interessi strategici di GB e Usa in Medio Oriente (Canale di Suez prima, oro nero poi). Ma quel risarcimento per l’Olocausto!
          Torno alle mie attività anche perché non sono una storica. Semplicemente provo a mettere insieme i pezzi di un puzzle complicatissimo evitando la disonestà intellettuale di tributare la ragione ad uno solo dei contendenti. (Detesto i delitti contro l’intelligenza). Eppoi, perseguire la causa della pace avrebbe il merito di evitare che tante vite di ebrei/israeliani vengano trucidate da pazzi terroristi. Pare che a Netanyahu questo dettaglio interessi poco. Francamente me ne freg…, cioè resto indifferente alla questione. 🙂

          • Lo sbaglio enorme fu la nascita dello Stato di Israele in quei modi. Due popoli = due nazioni, punto.
            Lo Sbaglio? La Storia non sbaglia. La Storia racconta semplicemente un susseguirsi di eventi una volta che questi sono avvenuti. Anche i fatti pianificati a tavolino possono poi avere degli sviluppi inattesi o indesiderati.
            Lo Stato di Israele nacque per tutelare gli interessi strategici di GB ……….. E’ vero: gli inglesi, mandatari per la Palestina, stanno ancora ringraziando per aver fatto saltare in aria il King David Hotel di Gerusalemme.
            Ma quel risarcimento per l’Olocausto!
            Come per i commenti precedenti: ti mancano alcune informazioni (peccato! Un’ebrea dovrebbe avere un minimo di nozioni sulla storia del proprio Popolo). La prima Aliyah risale al 1881-82; la quinta al 1929-39 (gli USA erano “chiusi per depressione”). Bisogna arrivare all’Aliah Bet del ’45-48 (quella clandestina che gli inglesi ricordano bene) per avere un ingresso in Palestina di ebrei scampati alla Shoa’.

          • La Storia non sbaglia. Sbagliano gli uomini, storici compresi. Volevo dire: “ma quale risarcimento per l’Olocausto!” (Ho scritto quel, capita. Volevo significare che quasi mai la politica persegue fini nobili. “Non si fa la guerra che per rubare” diceva Voltaire). Come per i commenti precedenti, mi mancano molte informazioni. Anche perché di mestiere faccio altro. Il ragionamento di Sergio corrisponde a ciò che in diritto viene chiamata probatio diabolica: una perversione. Continuando di questo passo potremmo invocare il Dio d’Israele – non si nomini, per carità!-, ed Allah, e fare un bel confronto all’americana. Tre minuti a testa nello studio di X factor. I territori verranno assegnati a chi dimostrerà di essersi creato per prima e di aver creato per prima il suo adorante popolo. Forse, però, sarebbe off topic. Il tema è l’opportunità o meno, da parte di Israele, di recepire la risoluzione ONU. Per me Netanyahu sbaglia, e sbagliano gli storici che non l’ammettono. La Storia, invece, se ne frega.

  10. Una postilla. I palestinesi non sono un gruppo monolitico: non si può svalutarli in blocco. Al loro interno ci sono persone degnissime che lottano per la pace, e bisognerebbe aiutarle e favorirle. Io e il sig. Sergio, ad es., siamo entrambi ebrei, ma diversissimi. Mai mi sognerei di restare in una stessa stanza con un simile obbrobrioso nazista.
    Una tesi sbagliata resta una tesi sbagliata, anche se a supportarla c’è una bibliografia di 500 volumi. Ad es., proprio su questo blog, abbiamo letto di una corposa bibliografia che vorrebbe persuaderci che l’omosessualità sia una devianza mentale. Pur non avendo mai letto nulla sul tema sono convinta che l’amore tra persone dello stesso sesso sia una delle tante opzione che ci offre la natura. Ed è così perché è così.
    Invito, a chi ne volesse saper di più sulla questione palestinese, a leggersi le settanta pagine di Amos Oz, Contro il fanatismo. Illuminante.

    • > Ad es., proprio su questo blog, abbiamo letto di una corposa bibliografia che vorrebbe persuaderci che l’omosessualità sia una devianza mentale.

      Ne abbiamo parlato, ma solo per contestarla. Meglio precisarlo, non si sa mai piombi qualcuno e si faccia un’idea sbagliata 😆

  11. Capiamo che questo è un argomento molto spinoso, sul quale spesso si ragiona con la pancia e il cuore.
    Riteniamo che lo scambio di opinioni sia sacrosanto: anzi il nostro blog questo vuole essere!
    Vi preghiamo però di evitare le offese personali, che oltretutto nulla aggiungono né alla discussione né tanto meno alla causa palestinese.
    Ora, un bel respirone, e tornate alle vostre attività! Quali che siano!
    🙂

    Buona giornata!

  12. > I territori verranno assegnati a chi dimostrerà di essersi creato per prima e di aver creato per prima il suo adorante popolo.

    NO i territori verranno assegnati a chi nella Storia se li è saputi tenere!
    Non mi pare (dimmelo se sbaglio) se con altrettanta veemenza lasci segno del tuo passaggio sui blog che parlano della nascita degli Stati Uniti a scapito degli indiani, degli stati sudamericani a danno degli inca dei maya, dell’Alto Adige a danno degli austriaci e dell’Istria a danno degli italiani.

    Per inciso e tornando al post iniziale: non mi sembra di aver dato giudizi di valore. Non mi sembra di aver offeso nessuno o, comunque, non ne avevo alcuna intenzione. Ho semplicemente giocato con un numero e con alcune nozioni di Storia e di Diritto Internazionale. Ma questo poco importa. Io intanto mi sono preso del delirante, del matto, dell’obbrobrioso nazista!
    Questo si’ che è dilaogo!
    Da parte mia, non ci sono particolari problemi, se sbaglio, voi mi corriggerete!

    • > non mi sembra di aver dato giudizi di valore o offeso nessuno. Falso.
      Ti correggo: 1) l’ONU non è nemica di Israele; 2) Gli USA condannano la politica di Israele; 3) i palestinesi moderati esistono eccome; 4) criticare Israele non significa essere antisemita o filopalestinese; e così via. Mi pare che ogni qualvolta abbia cercato di correggerti hai reagito sempre in modo scomposto e disonesto tirando dentro la discussione cose che non c’entrano. Mò che ci azzeccano gli indiani d’America? Vabbé.
      Ti ho dato del matto e dell’obbrobrioso nazista perché giocavo con le tesi di Amos Oz. Nel libricino citato più volte si spiega perché uno che ha la tua psicologia rientra nel profilo dell’obbrobrioso nazista. Riflettici: ti farebbe bene.
      > Da parte mia, non ci sono particolari problemi, se sbaglio, voi mi corriggerete!
      Se sbagli? Questa fa davvero ridere.

  13. @ viola
    @ sergio

    Meno male che non siete voi responsabili del processo di pace in medioriente! Allora si che staremmo freschi! 😉
    Ecco come si predica bene (in verità mi riferisco a te, Viola, ma con simpatia!) e si razzola male!

    Ma il film cena tra amici non l’avete visto???

    • Non l’ho visto, purtroppo. Se andassi a cena con Sergio volerebbero i piatti, come da copione. Sono fatta così: mi arrabbio subito – ma mi passa presto. Con Sergio potrei prendere al massimo un aperitivo e scappare via dopo averlo appena sorseggiato. Non credo, però, che Sergio possa farsene un cruccio: è fatto così, male.
      Buona giornata a tutti!

  14. All’arrivo a Gaza, Khaled Meshaal, in lacrime, ha detto: “Ho sognato questo storico momento per tutta la mia vita. Chiedo a Dio di concedermi il martirio un giorno in questa terra”.

    Mi ricorda quello che il pisano risponde al livornese quando quest’ultimo vedendolo gli dice: “meglio un morto in casa che un pisano all’uscio”.
    “CHE DIO T’ACCONTENTI!”

    • Non capisco. Pensi che io voglia vederti morto? O che voglia vedere morti degli ebrei/israeliani? Ecco, le medicine prendile prima di scrivere queste sciocchezze, veh. Dio se ne fotte di me, di te, di Khaled Meshaal, di pisani/livornesi etc. (che ci azzecca? io proprio non capisco).

      Se fosse un incontro di boxe qualcuno che ti voglia bene dovrebbe dirti di gettare la spugna: stai superando abbondantemente il senso del ridicolo; eppoi te le sto suonando di santa ragione. I’m ready for the next round. Uatà! 🙂

      Ora una cosa che non c’entra niente. Gentile Laura, mica potresti suggerirmi un libro sui passivi-aggressivi? Quelli insomma che fanno le vittime e poi sono pronti ad azzannarti al collo. Ricordo un pezzo esilarante di Woody Allen su questi figuri ma non ho mai approfondito. Grazie.

      • Posto che personalmente mi viene il vomito appena ricevo una mail di wordpress che mi avvisa di un nuovo commento a questo post, volevo spiegare a Viola (prima che Sergio rispondendole inneschi un altra assurda catena di botta e risposta) che il senso di quello che Sergio scrive è questo:

        se Khaled Meshaal non vede l’ora di morire da martire su quella terra, Sergio gli risponde “Che Dio ti accontenti”.

        Non vorrei parlare al posto di Sergio, ma tu, Viola, non c’entri niente con quello che ha scritto.
        Siete così prevenuti l’uno con l’altra che sembra quasi che rispondiate ai reciproci interventi senza leggerli.
        Direi una cosa: facciamo basta, ok?

      • Viola, credo che Sergio volesse solo augurare a Khaled Meshal di vedere esaudito il suo desiderio:
        “Chiedo a Dio di concedermi il martirio un giorno in questa terra”.

  15. @ALicE @spicy

    E’ l’ulteriore prova che siete telepatiche!

    @viola

    In questo momento non mi viene in mente niente sui passivi aggressivi, ma dovessi avere un’illuminazione ti faccio sapere.

    Comunque, un aperitivo con Sergio è un esperienza da consigliare, te lo garantisco.

    • @ALicE @spicy @Laura e @Viola
      A stasera!
      vado a comprare i lime, la menta e l’ananas. Speriamo che Dio si sia ricordato di crearli e di farli avere al verduraio!

    • Che qualcuno metta la mano sulla fronte di ALicE! 🙂

      Grazie ad ALicE e spicy; non avevo proprio capito. Mi sembrava una di quelle risposte fumose di Sergio dall’elementare e impeccabile capacità manipolatoria per le quali, beh, in un certo senso empatizzo persino. 😉

      Se laura fa da garante potrei accettare l’invito. A patto che per me l’aperitivo sia ad alto tasso alcolico e che si parli di cose futili.

      • Tranquilla Viola,
        quando non leggo dei vostri alterchi sto benissimo! 🙂
        Le caipiroske, erano eccellenti, come al solito. E come al solito ad alto tasso alcolico!
        Per quanto riguarda le cose futili… beh, noi sappiamo essere campionesse: leggere, ma con stile!

  16. In una telefonata alla sig.a Livni (capo dell’attuale opposizione in Israele) Abbas ha comunicato che finalmente Fatah e Hamas hanno sottoscritto un accordo che conferma l’impianto a “due stati”. E Mashaal ha approvato questo accordo.
    Suppongo si riferisse allo Stato della Palestina e alla Repubblica Islamica di Gaza!

  17. A Se’! L’ho già detto! Appena mi arriva l’email che mi avvisa della pubblicazione di un nuovo commento a questo post MI VENGONO I VERMI!

    Fa il paio con Dragonball a luci rosse!

    • Certo che sei intollerante e soffocatrice della libertà di espressione! Senza contare che quella ipotesi di soluzione è parecchio intrigante.

  18. “Cappuccetto Rosso (……) sono il lupo cattivo….”

    http://lgazometro.blogspot.it/2014/08/ricevo-e-condivido.html

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