Il diavolo nei dettagli: Nel blu dipinto di blu

Francesco Mazzola detto il Parmigianino, non notissimo a livello popolare, è stato uno dei pittori più raffinati del Rinascimento. L’opera qui riprodotta, La Madonna della rosa (1529-30, oggi alla Pinacoteca di Dresda), raffigura uno dei temi più triti dell’arte dell’epoca: Maria con Gesù bambino, il quale tiene il globo del mondo in quanto Signore dell’universo.
Ma, a parte che già la composizione e le atmosfere troppo sacre non sono, a lasciare esterrefatti è il “mappamondo”: una sfera in cui si alternano macchie irregolari blu e bianche, con qualche tocco di marrone… la Terra vista dallo spazio!
Che io sappia, nessun artista aveva mai dipinto la sfera del mondo a quel modo. Si tenga presente che, fino agli anni ’60 del Novecento, non si sapeva esattamente che aspetto avesse il nostro pianeta visto da in orbita. Ancora in Fantasia di Disney (1940) la Terra che rotea nel sistema solare è mostrata erroneamente come una sfera grigiastra.
L’Artista è un Veggente. E dall’alto, pure.

dhr

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6 Risposte a “Il diavolo nei dettagli: Nel blu dipinto di blu”

  1. Davvero straordinario. Tu hai una spiegazione? Ce ne sono in letteratura?

    • A guardare bene, le aree bianche seguono l’andamento dei continenti (come erano cartografati allora). Però, secondo me, questo non risolve ancora il problema: perché in bianco, e non in marrone come era d’uso? perché quello strabiliante effetto complessivo?

      Ecco quindi una “spiegazione” arbitraria e sopra le righe, cioè sensata 😀 Ritengo che la realtà funzioni più o meno come il sudoku: i “numeri” sono già tutti lì, anche se non li si vede fin da subito. Quindi l’oggetto “Terra vista dallo spazio” poteva già comparire nel XVI secolo, ma ancora isolato dal contesto — circondato da caselle bianche, per così dire. C’era sì la Terra vista dallo spazio, ma tutt’attorno mancavano la tecnologia adeguata, ecc. ecc. Negli anni ’60 del Novecento anche il riquadro attorno era stato completato. Ma lo schema intero non lo sarà mai, a differenza del gioco che si ferma a 81 caselle.

      Più in generale, il tempo è una comoda convenzione, perché tutte le distanze e le differenze sono nello spazio. Pensiamo a un film su dvd: la scena A e la scena Z accadono in “momenti diversi”, eppure sono entrambe presenti insieme nel disco, nello “stesso momento”. Così l’universo.

      Un altro esempio clamoroso è il dipinto “Minerva caccia i Vizi dal giardino delle Virtù” di Mantegna, conservato al Louvre. Tra le creature bizzarre compare una femmina di Australopiteco (al centro in basso).

      Qualche altro esempio lo vedremo in seguito. Grazie.

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