e-books: il risparmio si paga!

Riceviamo da Sergio e volentieri pubblichiamo.

Avevo appena finito di leggere Limbo e, per evitare di tornare nell’apatia della lettura, mi sono ripromesso di iniziare subito un altro libro. Il problema è che in treno, durante uno dei miei soliti viaggi da pendolare Roma – Orbetello, non avevo con me l’immediato rimpiazzo. Mi viene quindi in mente, complice il mio nuovo smartphone che la Moglie Alice mi ha costretto a comprare, che poteva venirmi in aiuto la tecnologia ed il collegamento internet sul cellulare. Mi collego al sito Play Store (l’Itunes Store di casa Android – perché siamo tutti figli di andoid!) e inizio a sfogliare i libri che mi sarei potuto scaricare. Salto a priori quelli a pagamento e vado subito nella libreria dei testi scaricabili gratuitamente. Ovviamente trovo i best seller dei secoli passati: la Divina Commedia, le novelle di Verga, testi in italiano, francese, tedesco, da Goethe a Schiller, il De Bello Gallico rigorosamente in latino. La scelta, quasi obbligata visto l’approssimarsi della stazione di arrivo, è andata su I Promessi Sposi. Perché no! L’avevo letto l’ultima volta quasi trent’anni fa a scuola come tutti noi, ma l’avevo anche riletto durante un’estate tra una classe del liceo e l’altra.
Così, tanto per farmi ancora del male, inizio per la terza volta questo capolavoro.
Con l’aiuto del Manzoni, comincio a volare sulle Alpi lecchesi, a navigare sul lago di Como e a sorridere leggendo i contenuti delle famose “grida”, pensando contemporaneamente alle Leggi che quotidianamente vengono promulgate nel nostro Paese. Improvvisamente, tra uno sfogliare elettronico e l’altro, mi imbatto in un errore di battitura. Faccio finta di niente e vado avanti. Poche righe dopo ne capita un altro e un altro ancora. A questo punto mi innervosisco e penso che nella fase di “scarico” si sia perso qualcosa.
Invece no: il testo, come poi ho appurato in quanto illustrato in una prefazione all’opera (che nel caso mio avevo saltato a pie’ pari), era stato acquisito tramite un’operazione di scannerizzazione e rilettura ottica. Dato che questi sistemi non sono infallibili, una macchiolina sulla pagina è stata cambiata in virgolette, tanti apostrofi sono saltati e alcune parole, che in un primo momento avevo scambiato per licenze poetiche del Manzoni, altro non erano che ammassi di lettere senza senso.
Capisco che l’e-book non l’ho pagato e che la comodità di reperirlo nell’aere (sic!) è veramente incredibile, ma mi chiedo che senso abbia un lavoro di scannerizzazione a tappeto, senza riletture o verifiche, di intere librerie come tanto pubblicizzato da Google.
Meno male che me ne sono accorto, perché a mio figlio avevo scaricato il De Bello Gallico, così tanto per esercitarsi nelle versioni di latino. Peccato che in latino una lettera sì che fa la differenza!

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6 Risposte a “e-books: il risparmio si paga!”

  1. >era stato acquisito tramite un’operazione di scannerizzazione (…) mi chiedo che senso abbia un lavoro di scannerizzazione a tappeto, senza riletture o verifiche

    questa è veramente una delle supreme vaccate della tanto esaltata tecnologia. tempo fa dall’America mi segnalarono con sussiego un testo antico che era stato scannerizzato e messo in Rete. data la grafia arzigogolata dell’epoca, il presunto “testo” era una illeggibile accozzaglia di “lettere in libertà”…

  2. il diavolo è nei dettagli! 🙂

    anche nei libri stampati, nonostante l’intervento del correttore di bozze (esiste ancora?), capita di trovare piccoli errori sfuggiti al controllo;
    per poter usufruire del testo gratuitamente penso sia necessario accettare qualche compromesso dato che già l’operazione di digitalizzazione ha un costo (non retribuito), tutto sta nello scegliere testi meno “rischiosi”

    d’altra parte l’errore è sempre in agguato, anche per noi che, come si legge nell’articolo:

    >siamo tutti figli di andoid!
    😉

    • >nonostante l’intervento del correttore di bozze (esiste ancora?)

      eccone uno!

    • La scansione dei documenti, e il successivo riconoscimento OCR, hanno consentito di trasformare in digitale libri che altrimenti sarebbero rimasti confinati in qualche archivio (ok, non è il caso dei Promessi Sposi). La digitalizzazione, tra l’altro, ha consentito di immettere i testi nei motori di ricerca, aumentando così la conoscenza di Internet – la cosa che, in questo momento, assomiglia più di ogni altra al cervello umano.
      Con il tempo, la tecnologia migliorerà (per inciso, per anni ho lavorato proprio sul riconoscimento automatico di testi un po’ meno nobili, come bollettini ICI o fatture d’acquisto, e conosco la complessità che ci sta dietro…) e i testi miglioreranno. Sarà sempre più facile trovare libri di ottima qualità a un prezzo irrisorio. Bisogna valutare tutti i pro e tutti i contro: l’idea che qualcuno, in treno, possa decidere di leggere i Promessi Sposi e, una volta deciso, lo possa fare nel giro di qualche secondo, mi pare talmente bella che per il momento passerei sopra a errori anche così evidenti come quelli riportati… Il che non significa che non possiamo lamentarci: è giusto farlo, prima che qualcuno inizi a pensare che davvero i Promessi Sposi furono scritti così ! 😉

  3. Non credevo potesse accadere!

  4. Ci sono eccome! A me ne è capitato uno che aveva da ridire sulla mia punteggiatura, di cui vado orgogliosa, e la modificò drasticamente. Illustrai il mio punto di vista e alla fine rimase la mia versione.

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