Il diavolo nei dettagli: Cronaca nera

I racconti di Fantomas sono stati gli antesignani, anzi gli ispiratori dei fumetti di Diabolik. Un elegante criminale che se ne infischia della morale comune. A dipingerlo, qui, è stato un grandissimo artista: il surrealista belga René Magritte, famoso soprattutto per i suoi personaggi con la bombetta in testa e una mela, o una colomba, “davanti” o “al posto” della faccia.
Può sembrare strano che un tipo tranquillo come Magritte – tutto l’opposto di un surrealista sanguigno come lo spagnolo Dalí – ammirasse questo soggetto. Ma c’è un episodio nella sua vita. Quando René aveva 14 anni, sua madre fu trovata annegata nel fiume, con la camicia da notte avvolta intorno alla testa. Non si seppe mai perché.
Meglio un raffinato criminale, autore di affascinanti avventure immaginarie, che un comune assassino impunito. Fu probabilmente quell’episodio della sua adolescenza a dare a Magritte quel suo sguardo allucinato ma pacato, fatalista, sulla realtà. Come Giovanni Pascoli, che perse il padre nel modo che (non) si sa. O Samuel Beckett, che un giorno venne aggredito in strada e accoltellato da uno sconosciuto. Quando Beckett gli chiese: “Perché lo hai fatto?” lui rispose: “Non lo so”.

dhr

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17 Risposte a “Il diavolo nei dettagli: Cronaca nera”

  1. Davvero è andata così la morte di Beckett? E’ una scena che avrebbe potuto scrivere lui. La vita che imita l’arte.

    • “La morte” di Beckett???!!! e come avrebbe fatto a fare la domanda al pugnalatore??!!

      No, fu un episodio giovanile, che poi segnò tutta la sua opera “dell’assurdo”. Camminava per strada, un pappone gli propose una ragazza, lui rifiutò e l’altro lo colpì a sorpresa. “A sorpresa” anche per se stesso, perché non ne aveva motivo. Il colloquio avvenne – non ricordo se in ospedale o al commissariato.

  2. Comunque a me, che non ho letto i romanzi, il nome Fantomas evoca quei film francesi con Louis de Funès che interpretava il commissario che tentava di catturarlo. Ricordo che i film di de Funès da ragazzina mi facevano morire dal ridere. Chissà a rivederli oggi?

    • Fantomas lo conosco solo di nome e “di vista” (Magritte!), ma Diabolik lo adoro.

      • > Diabolik lo adoro.

        Anche io!!! Anche io!!!

        Quando ero piccola, Antonia, un’anziana signora deliziosa che aveva un banchetto di libri e fumetti usati davanti al negozio dei miei genitori, mi regalava (ma io glieli rendevo sempre) una marea di Diabolik e io, che non sapevo ancora leggere bene, li riconoscevo per la quarta di copertina, che ospitava il primo piano di uno dei protagonisti di quel racconto…
        Il sabato mattina, mi mettevo in tinello con una “stozza” di pizza bianca, un bicchiere di coca cola, e mi dedicavo alla lettura del mio fumetto preferito!!!
        Che nostalgia!

        • nostalgia canaglia… perché li pubblicano ancora adesso, anzi è attualmente in edicola una serie a colori abbinata a non-so-quale giornale. a me li passa il nipotino.

          • Che potessimo, in questo blog 😉 , partendo da Magritte, passando per Beckett, arrivare a citare Al Bano e Romina , be’ questo non me lo sarei mai aspettato 🙂

  3. Me lo ricordo, Fantomas… Credo lo leggesse mio padre da piccolo – aveva il fascino antico di Cino e Franco, il Marmittone, ed Ercolino pesta musi.
    Bellissimo l’episodio di Beckett; su Pascoli, e la morte di suo padre, mi pare che qualcuno ne abbia parlato in un libro.. 😉

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