Vodafone: vergogna! vergogna!

Ho aspettato qualche giorno prima di ricominciare ad annoiarvi con la mia situazione lavorativa (la mia e di altre 130 persone). Ma ora è proprio giunto il momento di farlo.

Eravamo rimasti al 5 giugno scorso, giorno della nostra vittoria contro Vodafone in tribunale. Nell’inerzia dei nostri datori di lavoro (Comdata Care e Vodafone) siamo rimasti al nostro lavoro in Comdata Care fino al 22 luglio, e dal 23 siamo formalmente stati riassunti da Vodafone.

Da bravi dipendenti quel giorno ci siamo recati nel nostro “vecchio” ufficio per mettere a disposizione di Vodafone la nostra prestazione lavorativa. Naturalmente non ci hanno permesso nemmeno di varcare la soglia. Ci hanno fatto attendere nel cortile d’ingresso e il vigilante ci ha consegnato a mano le raccomandate che ci stavano per inviare a casa. La raccomandata diceva che nell’attesa di impugnare la decisione del giudice, Vodafone ci avrebbe riassunto dispensandoci comunque dal presentarci al lavoro per prestare la nostra opera. Quindi esattamente come i nostri colleghi prima di noi: (provvisoriamente) a casa, con il pagamento dello stipendio.

Qualcuno potrebbe dire “beati voi”. Ma se già ho avuto occasione di spiegare che questa situazione non è certo il massimo per chi ha impegni economici, spesso legati alla solidità di un posto di lavoro, nel nostro caso sapevamo che quel “provvisoriamente” sarebbe stato davvero un breve periodo. E infatti appena una settimana dopo la riassunzione formale, il primo agosto, Vodafone tira fuori dal suo cilindro un altro di quei suoi meravigliosi provvedimenti di  licenziamento collettivo. Stavolta per 100 persone: 95 noi, vincitori del 5 giugno, più 5 sopravvissuti alla mattanza di febbraio in quanto allora si trovavano in una situazione momentanea che rendeva impossibile il licenziamento. E così Vodafone, nella speranza ipotesi che tale situazione non sussista più, ci riprova e li ripesca… chissà se stavolta saranno più fortunati????

Naturalmente il periodo feriale non è stato dei più favorevoli per organizzarci e partire con proteste che potessero smuovere le istituzioni, l’opinione pubblica, i sindacati confederali e, perché no? anche Vodafone.

A settembre però ci siamo subito ritrovati, e d’accordo con i nostri avvocati, anzi con il loro supporto, ci siamo immediatamente messi a lavoro. La settimana scorsa c’è stato un presidio permanente durato tutta la settimana a piazza SS Apostoli, davanti a una delle sedi Vodafone più rappresentative: l’ufficio legale. Per 12 ore al giorno, anche con i nostri figli, abbiamo volantinato, protestato, e informato i passanti della pesante situazione in cui verseranno a breve 100 famiglie che, per i capricci di una ricca multinazionale, in grado di dare lavoro sano a tutti, saranno presto licenziati perché mettono a rischio l’equilibrio organizzativo di Vodafone. Inaudito: Vodafone che ha inventato il concetto di job rotation, proprio per poter adibire i lavoratori a mansioni diverse, a seconda delle sue esigenze momentanee, adesso ci dice che non esiste più il lavoro cui ci aveva adibito un attimo prima della cessione (giusto in tempo per poter simulare l’inesistente ramo d’azienda da potare) ignorando il fatto che le nostre competenze ci consentono di ricoprire qualsiasi ruolo all’interno del servizio clienti.

Il 13 settembre c’è stato l’incontro tra sindacati (confederali, ovviamente!) e Vodafone. C’è da ringraziare il Cielo (certo non loro) se, almeno finora, non hanno firmato l’accordo con il quale Vodafone chiede di derogare ai principi stabiliti dalla legge per la scelta delle persone da assoggettare al licenziamento collettivo: la legge infatti prevede che debbano avere priorità nei  licenziamenti collettivi i dipendenti con minore anzianità di servizio e senza carichi familiari. Naturalmente noi ceduti (e reintegrati) abbiamo molta anzianità di servizio e molti figli a carico (e sennò perché ci avrebbero scelto?)

Se, come ci auguriamo, tale accordo in deroga non verrà siglato (e ora spetta alla Regione il compito di vigilare su questa procedura), almeno i nostri prossimi licenziamenti saranno palesemente illegittimi. Certo dovranno essere impugnati davanti al Giudice, ma anche queste sono soddisfazioni!

Ora il presidio itinerante si è spostato (da ieri e fino a domani) sul piazzale adiacente la sede della Regione Lazio, organo davanti al quale si dovrà portare a termine la procedura di licenziamento collettivo, con relativa messa in mobilità di 100 persone.

Giova sempre ricordare che, nonostante i 4 miliardi di utile annuo di Vodafone, l’indennità di mobilità, che corrisponde a una percentuale del nostro stipendio, sarà pagato dalle vostre tasche di contribuenti.

Almeno questo servirà a far sollevare a qualcuno lo sguardo dal proprio ombelico????

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5 Risposte a “Vodafone: vergogna! vergogna!”

  1. >Ora il presidio itinerante si è spostato (da ieri e fino a domani) sul piazzale adiacente la sede della Regione Lazio

    … ahia, temo che la Regione Lazio abbia altri grattacapi in questi giorni… non si accorgeranno del vostro Polverone…

    Un giorno dovrà finire, questo impero delle multinazionali. Nessun impero dura in eterno. Ma, purtroppo, nessun impero svanisce da un giorno all’altro.

    • E’ vero! Hanno altro a cui pensare. Però intanto ieri ci ha ricevuti il dr. Fontana, dell’ufficio “controversie di lavoro e gestione degli ammortizzatori sociali”. Sui contenuti del colloquio… sopravvoliamo!

      • >Sui contenuti del colloquio… sopravvoliamo!

        Vi hanno forse proposto di partecipare a un festino a tema: il call center? Ragazze scosciate con cuffietta e microfono 😉

  2. non c’è limite al peggio! vodafone, altro che vergogna! meno male che non sono mai stata cliente!
    certo che lì, alla regione lazio, non stanno proprio con gli occhi su di voi!
    forza e coraggio, Spicy! mai mollare!

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