Il diavolo nei dettagli: Monumenti nascosti

Inizia oggi la nuova rubrica domenicale di dhr. Lo ringraziamo molto per riservarci tali chicche. 

La serie Il diavolo nei dettagli proporrà un viaggio attraverso i “dettagli nascosti” dell’arte, che rivelano qualcosa di insolito, inaspettato, curioso sugli artisti stessi o sulla storia più generale. Alcuni casi sono piuttosto noti (la Gioconda come autoritratto di Leonardo, il diavolo disegnato dalle nubi in un dipinto di Giotto, ecc. ecc.), e quindi verranno tralasciati: qui si cercherà di raccogliere qualche gemma poco apprezzata dalla critica e dal pubblico.

Senza pretese, una specie di stuzzichino domenicale, un’oliva da accompagnare a un aperitivo per cominciare la giornata con un sorriso e una spolverata di cultura. Alla fine ne vorrebbe emergere un’immagine del mondo più ricca e sorprendente, a volte più misteriosa, a volte più buffa. Il mondo come potrebbe essere… anzi, come è.

* * *

Si comincia con una miniatura del Quattrocento riferita a Firenze, in un ciclo dedicato alla Divina Commedia. Le Ragazze postano spesso delle belle foto di edifici rari da visitare, ma questo era uno scatto impossibile perfino per loro: la cupola “del Brunelleschi” come era prima del Brunelleschi. Un design che potremmo addirittura definire più moderno di quello definitivo.

L’architettura ci riserverà qualche inedito ben più gustoso, più in là nel tempo. La prossima settimana però tocca a un Immancabile: Salvador Dalí, quella volta che superò se stesso.

dhr

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24 Risposte a “Il diavolo nei dettagli: Monumenti nascosti”

  1. Non avevo ragione? Non è sfiziosa? Grazie dhr!

    • veramente questa puntata è abbastanza tranquilla, direi la “meno” sfiziosa, però serviva a introdurre il tema, data la presenza del “protagonista” 😀

      grazie ancora dell’ospitalità e… stay tuned!

  2. Diaccaerre, come so-cio-rella, e da brava padroncina di casa ti dico che sono sempre orgogliosa di ospitarti in casa nostra! (E che la nostra casa sia come la tenda di Abramo: aperta su tutti i lati in segno di ospitalità verso tutti i nostri amici, lettori e “collaboratori”).
    Come lettrice del blog, invece… Diaccaè, ne sai sempre una più dei camionisti!!!! Grazie per le tue infinite perle!

    • Una tenda molto, molto graziosa e ospitale.
      “È bello per noi restare qui…” come disse san Pietro di fronte alla trasfigurazione luminosa di Cristo, che secondo l’iconografia bizantina (ricordiamo Chagall) costituisce l’origine stessa dell’arte, perlomeno di quella cristiana.
      Secondo William Blake, l’origine dell’arte risale invece all’Arca dell’Alleanza, così restiamo in tema con i Patriarchi.
      Cià!

      • A proposito, facciamo subito una “puntata speciale” della rubrica. Ecco dove Blake è riuscito a “nascondere” l’Arca: nell’episodio dantesco del conte Ugolino!

          • I due cherubini uno di fronte all’altro, come sul coperchio dell’Arca (chiamato Propiziatorio nelle traduzioni italiane, non ricordo il termine ebraico).
            L’Arca era il luogo in cui Dio si manifestava. E qui l’opera è intitolata qualcosa come “Come può il tuo Dio fare questo?”.
            In ottica gnostica – una forma estremizzata di cristianesimo – come era appunto Blake, il Dio dell’ “Antico Testamento” (Torah) veniva identificato con un Dio minore, il creatore del mondo materiale, il giudice severo, la Religione soffocante; in opposizione al Cristo cosmico, ribelle e misericordioso.
            Il conte Ugolino diventa allora un simbolo della “mortale prigionia” nella Chiesa istituzionale. (Perché in effetti la polemica non era contro l’ebraismo, era uno scontro interno tra cristiani).

        • Volevo dirlo anche io… ma poi mi avreste preso per la scema, ingenua, ALicE!

  3. ma il diavolo che vediamo con le monetine in mano che scendono nella mano del personaggio con corona e abito blu e rosa, che vor’ di’?

    • È tratto dai versi di Dante a cui si riferisce l’immagine: una feroce polemica contro la corruzione (finanziaria) della Chiesa. Se oggi i dollari sono “la cartaccia che fa girare il mondo”, all’epoca la moneta internazionale era il fiorino fiorentino, che non a caso Dante chiama “il maledetto fiore”, con cui il diavolo “prende all’amo” l’umanità in generale e la Chiesa in particolare.
      Cose di 700 anni fa… [emoticon con la faccia da innocentino]

    • Ciao up! Bentornato anche a te!

  4. Capito quante ne sa? Grazie a lui, una volta alla settimana, il nostro blog assurge a dei livelli ai quali noi stesse fingiamo di adeguarci. Poi dal lunedì si ritorna terra terra. 😆

  5. Che bello siete tornate! E questa nuova rubrica promette bene 🙂

  6. Bentornati a tutti! e complimenti a dhr per l’idea!

  7. Io il diavolo l’ho visto davvero! quest’estate era a Parigi, sulla facciata della chiesa di Notre Dame, come gli si addice mostrava diverse sembianze e fattezze.
    Ooops, ho forse “bruciato” il prossimo scoop del nostro grande? 🙂

  8. Notevolissimo – questo rubrica darà grandi soddisfazioni!

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