Il nostro minuto di silenzio per gli atleti israeliani assassinati alle olimpiadi di Monaco

Questa sera si apriranno ufficialmente le olimpiadi di Londra. E, come in più occasioni ribadito da Jacques Rogge, presidente del Comitato Olimpico Internazionale (IOC), durante la cerimonia di apertura non ci sarà il minuto di silenzio per ricordare l’eccidio, per opera di terroristi palestinesi, di 11 atleti israeliani durante le olimpiadi di Monaco, 40 anni fa.

Questo gesto umanitario è stato chiesto da Ankie Spitzer, la vedova di Andre, uno degli 11, sostenuta da innumerevoli organizzazioni internazionali ed è stato sollecitato da USA, con dichiarazione di Obama, Germania, Australia, Canada, Belgio e Gran Bretagna. Anche 140 parlamentari italiani hanno firmato un appello a Rogge affinché autorizzasse una cerimonia che “costituisse un momento di pietà per gli atleti trucidati e una ferma condanna del terrorismo”.

Ma non c’è stato niente da fare: Rogge è stato irremovibile e si è limitato a ricordare quell’atto assassino lunedì scorso nel villaggio olimpico davanti al monumento che celebra la tregua olimpica (sempre rispettata fin dall’antichità e violata a Monaco nel 1972), alla presenza di poche decine di persone.

I motivi di tutto questo sono facilmente rintracciabili. Ankie Spitzer, nel corso di un’intervista rilasciata all’European Jewish Press, ha rivelato che lo stesso Rogge avrebbe ammesso di avere le mani legate dalla presenza nell’IOC di 46 stati membri arabi e musulmani. E lei gli ha prontamente risposto: “My husband’s hands were tied, not yours”.

Anche il vice presidente dell’IOC, Thomas Bach, durante un intervista ha parlato di minacce di boicottaggio da parte delle delegazioni arabe se si fosse organizzato il minuto di silenzio durante la cerimonia di apertura.

Constatando la grande pusillanimità e il grave asservimento che sottende questa presa di posizione dell’IOC, ci piace citare la dichiarazione dell’European Jewish Parliament, di cui fanno parte 120 membri di 48 stati: “Ricordiamo gli atleti uccisi durante un attacco terroristico barbaro e sanguinoso a Monaco il 5-6 settembre 1972, che ha macchiato per sempre i principi dei giochi olimpici. Quegli atleti erano andati a gareggiare per rappresentare il proprio paese e per compiere delle performance delle quali poter essere orgogliosi loro stessi e i loro figli. Ma i loro sogni sono stati spezzati in nome dell’odio e della convinzione distorta che la violenza sia la soluzione e non una barriera per la pace e la comprensione tra le parti. Per ogni colpo sparato e per ogni vittima, le olimpiadi hanno perso innocenza, umanità e ideali”.

L’OIC non istituirà il minuto di silenzio: lo faremo noi, simbolicamente, mentre ricordiamo i nomi degli atleti assassinati:

David Berger, Ze’ev Friedman, Yossef Gutfreund, Eliezer Halfin, Yossef Romano, Amitzur Shapira, Kehat Shorr, Mark Slavin, Andre Spitzer, Yakov Springer, Moshe Weinberg.

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3 Risposte a “Il nostro minuto di silenzio per gli atleti israeliani assassinati alle olimpiadi di Monaco”

  1. Sono d’accordo…Grazie!

  2. Farò anch’io il mio minuto di silenzio nell’assordante e ormai sempre più ipocrita evento!

  3. mi associo al minuto di silenzio!

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