Storie di sesso animalesco #18

Sesso sfrenato e longevità

Fare del vecchio e sano sesso comporta un dispendio di energie, che tutti noi accettiamo sempre con grande piacere, beninteso. Non stiamo qui a lamentarci: le energie si possono recuperare in tempi brevi o brevissimi, soprattutto quando l’incontro si risolve tutto in un flash. Ma questo non lo auguriamo a nessuno.

C’è qualcuno, tuttavia, che paga a caro prezzo il proprio insaziabile appetito sessuale e la propria promiscuità. Avete presenti i calamari? Loro possono fare sesso anche per tre ore di seguito. Il rituale di accoppiamento prevede pochi preliminari: il maschio va subito al sodo, prende la femmina da sotto e la trattiene per tutta la durata dell’amplesso. Potete immaginare in che stato fisico si ritrovino i due dopo un tour de force del genere. Me li vedo: la bocca aperta, ansimanti, bagnati 😉 di sudore. E non possono nemmeno rimanere per un po’ in relax, magari fumandosi un cannolicchio e scambiandosi commenti su come è andata. Anche se il fatto che la femmina debba essere tenuta a forza dal maschio non lascia intendere che l’incontro sia stato così soddisfacente come a noi umani ci verrebbe da pensare.

Dei ricercatori dell’università di Melbourne hanno voluto valutare i costi di un sesso così sfrenato in termini di dispendio di energie e di longevità in un gruppo di calamari che vivevano presso le coste dell’Australia meridionale. Ne hanno catturati in grande quantità, li hanno messi in acquari singoli in condizioni ipercontrollate e ce li hanno lasciati per ben 18 giorni a frollare ad acclimatarsi. Il primo giorno hanno misurato la loro resistenza nel nuoto prima del sesso opponendo loro una corrente costante finché non si mostravano esausti. Il secondo giorno ciascun maschio veniva posto in un contenitore e lasciato ad acclimatarsi per 10 minuti prima di introdurvi la femmina. E poi fuoco alle polveri. Anche se alcune coppie non si congiunsero e furono sostituite. Con sommo scorno di lui, immaginiamo. Alla fine degli interminabili rapporti sessuali veniva di nuovo misurata la resistenza nel nuoto.

Emerse, è il caso di dire, che per i trenta minuti che seguivano la fine dell’accoppiamento in entrambi i sessi si dimezzava la capacità di nuotare, al punto di renderli vulnerabili ai predatori e incapaci di procurarsi il cibo. È pur vero che questi calamari hanno dei mezzi per difendersi dagli attacchi di altre specie, per esempio sono in grado di mimetizzarsi per non farsi notare e di produrre una nuvola di inchiostro per riuscire a fuggire. Sta di fatto, però, che tutto questo non deve essere poi così efficace poiché in genere sopravvivono per meno di un anno e secondo gli Scienziati questa potrebbe essere la diretta conseguenza delle loro rischiose abitudini sessuali.

Ci tengo a precisare che non sono stati realizzati studi analoghi negli umani. Dunque, se il vostro lui o la vostra lei accampano la paura di non vivere a lungo come scusa per smettere di fare sesso dopo SOLO due ore, sappiate che la cosa è priva di ogni fondamento scientifico (pacioccone, naturalmente).

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rinunciare all'animosità significa diventare liberi

Una Risposta a “Storie di sesso animalesco #18”

  1. Accidenti quanto si agitano questi calamari! Fortuna che hanno il raffreddamento…ad acqua 😉
    Parlando di sesso agitato mi torna in mente questa vecchia canzone…

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