Parcheggio e difesa del territorio

Vi siete mai soffermati su quel che accade quando vi appostate con la vostra auto dietro un’altra che sta per uscire dal parcheggio per prenderne il posto? Il guidatore entra, sistema lo specchietto interno, quello esterno, accende la radio, cerca un canale diverso da quello su cui è sintonizzata, allaccia la cintura, accende il motore, ingrana la retromarcia. A questo punto voi mettete la prima e vi apprestate a iniziare la manovra. Però vi accorgete che il guidatore toglie la retromarcia, abbassa il finestrino, si accende una sigaretta dopo averla cercata in tutte le tasche divincolandosi sul sedile. Il tutto lentissimamente. Poi reingrana la retromarcia, tira su l’ancora e finalmente se ne va. Tempo impiegato: infinito.

Voi non ci crederete, ma la Scienza ha studiato anche questo fenomeno e ha definito il comportamento appena descritto “difesa del territorio”. Nel 1997 uscì un articolo su Journal of Applied Social Psychology dall’inquietante titolo “Territorial Defense in Parking Lots: Retaliation Against Waiting Drivers”.

Gli Scienziati, utilizzando dei volontari in auto che si ponessero in attesa dietro a qualcuno in procinto di lasciare il parcheggio, evidenziarono che veniva impiegato più tempo per andar via quando qualcuno aspettava rispetto a quando non c’era nessuno. Non ne parliamo poi se il guidatore in attesa osava sollecitare suonando il clacson! I tempi si allungavano ulteriormente. Un aspetto curioso fu che gli uomini lasciavano il parcheggio più rapidamente se ad aspettare c’era un macchinone vistoso e costoso. Le donne, invece, non si facevano intimidire da veicoli di quel tipo.

Gli stessi comportamenti erano stati osservati ancora prima, ai tempi delle cabine telefoniche, quando ancora i cellulari non avevano invaso la nostra vita. Era l’anno 1989 quando Scienziati della Georgia State University esplorarono le reazioni delle persone intente a telefonare mentre vi era qualcuno ad aspettare fuori della cabina. Dei figuranti si posizionarono in attesa davanti a chi telefonava, di tanto in tanto guardavano l’orologio e tenevano in mano il portafoglio. Mai dovevano fissare l’altro. Quando non vi era nessuno in attesa le chiamate duravano in media 80 secondi, mentre se c’era una persona fuori della cabina si prolungavano fino a 110 secondi. Se invece ad aspettare erano in due, allora le telefonate si prolungavano addirittura fino a 4 minuti in media.

Siamo fatti strani eh!

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rinunciare all'animosità significa diventare liberi

2 Risposte a “Parcheggio e difesa del territorio”

  1. Nell’attesa che si liberi il posteggio vogliate gradire il seguente brano:

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