Pronto soccorso ittico

Wille

Non amo granché i pesci rossi. Però, chi ha dei figli piccoli lo sa, sono un ottimo compromesso quando ti chiedono un animale domestico: tra cani, gatti, tartarughe, criceti e porcellini d’india il pesciolino rosso ti sembra quasi un’opportunità imperdibile.

Noi ne abbiamo avuti svariati: Nemo, Simba, Nala, Bianchina, Macchianera, Pallino. Almeno questi sono i nomi che mi ricordo. E sono stati anche piuttosto longevi. Mio Papà ci prendeva in giro chiedendoci quando avrebbero fatto il bar mitzvà. Una volta glieli abbiamo lasciati anche qualche giorno al mare: lui aveva il compito di dare loro da mangiare e cambiare l’acqua (anche perché il pesce rosso non pretende molto di più!). Al nostro ritorno ci ha raccontato che erano stati benissimo! Si erano anche divertiti un sacco. Infatti un giorno nel cambiare l’acqua pare che uno dei pesciolini sia caduto nel lavandino del terrazzo e sia scivolato nel tubo di gomma esterno che portava al tombino. Mio Padre racconta di averlo preso al volo dopo la scivolata prima che cadesse nelle tubature. Una sorta di Acqua Piper a misura di pesce!

Nonostante le vacanze col Nonno però i pescetti sono sopravvissuti. Almeno un po’. E poi sono via via naturalmente scomparsi. Per qualche anno ho resistito senza prenderne altri. Poi mia Figlia la scorsa settimana è tornata a casa da una festa con due pesci rossi che la festeggiata (bastarda!) ha regalato a tutti gli invitati. E così abbiamo ricominciato daccapo.

Devo dire che anche io una volta convinsi Laura a regalare dei pescetti ai piccoli invitati alla festa di una delle sue Figlie. Nonostante la sua fobia, accettò! Anzi! Fu proprio lei in persona a pescarli dalla vasca al momento del commiato dei bambini. Il tutto naturalmente sotto gli sguardi pieni di odio dei genitori dei nuovi padroncini, che consigliavano ai loro figli di passare per il ponte tornando a casa… Magari, chissà? Il sacchetto avrebbe potuto accidentalmente scivolare da mano e cadere nel Tevere.

Tornando a noi, i nostri nuovi piccoli familiari piombati a casa circa due settimane fa erano Piccolo e Willie. Piccolo era davvero piccolo. Willie appena arrivato in famiglia ha avuto un incidente domestico. Io ero in ufficio e i miei tre figli erano da soli a casa. La Figlia mi ha chiamato in ufficio singhiozzando e tra un singulto e l’altro continuava a dire “E’ successo che… E’ successo che…” ma non riusciva a finire la frase per il pianto. Immaginatevi dove è andato a finire il mio cervello. Già pensavo a chissà quale disgrazia capitata (almeno) a uno degli altri due figli. Invece era successo che il pesce era saltato via dalla sua vaschetta, rimasta scoperta pochi minuti nell’attesa di cambiare l’acqua ed era finito sul cassettone. Mentre cercavano di recuperarlo è scivolato sul pavimento dietro al mobile e mio Figlio Grande, sprezzante del pericolo, con un atto di generoso eroismo, è riuscito a prenderlo e a rimetterlo in salvo nell’acqua. Ma nonostante il lieto fine la Figlia non riusciva a calmarsi.

Tralasciando la morte prematura del piccolo Piccolo (cosa che ha impressionato notevolmente la Figlia) anche la salute di Willie destava enorme preoccupazione: aveva infatti una specie di filetto biforcuto lungo più di un centimetro che gli usciva da sotto la coda (non da dove esce la popò). In più gli stavano diventando scure le pinne. La Figlia a furia di ricerche su internet è diventata esperta di malattie e parassiti dei pesci. Ma pur con i consigli dei vari forum non si riusciva a venirne a capo. Poi siamo andati una settimana al mare e abbiamo pensato di andare a chiedere consiglio in un negozio di pesci. Cerchiamo su Google e ne troviamo uno non distante da casa. Invece di portare il pesce con noi pensiamo che sia più pratico fotografarlo con l’Ipod. E così facciamo. Un po’ vergognose, ma tecnologicamente molto avanzate, entriamo nel negozio e chiediamo al proprietario se si intendeva di pesci rossi. La sua risposta negativa in verità ci ha depresso un po’ ma non ci ha fermato. Gli facciamo vedere la fotografia e lui ci ha chiesto se poteva portarla a far vedere a un’amica veterinaria che aveva lo studio poco più in là. Così gentile che temevo che tale cortesia nascondesse in realtà il tentativo di furto dell’Ipod!

Invece (che paranoica che sono!) il signore è tornato restituendoci il lettore ma purtroppo senza sciogliere la prognosi: infatti  la veterinaria non sapeva cosa fosse questa escrescenza, poteva essere di tutto, parassiti compresi, ma la cosa migliore era andare in un altro negozio, un po’ fuori città il cui proprietario ci avrebbe di sicuro dato la soluzione.

Così facciamo. Con la faccia delle migliori occasioni entriamo anche in questo negozio e troviamo il proprietario gentilissimo, che al primo sguardo della foto di Willie ha sentenziato: è un parassita! Bisogna toglierlo con delle pinzette. Se per caso non viene via tutto potrebbe ricrescere e va tolto nuovamente. Ci spiega che bisognava “acchiappare” il pesciolino dentro l’acqua (altrimenti la differenza di ph della nostra pelle l’avrebbe bruciato) e, tenendolo saldamente nell’acqua, con un paio di pinzette bisognava tirare via il vermetto con gesto forte e deciso.

Ce ne andiamo ringraziando calorosamente il nostro disinteressato Dottor House che non ha preso nemmeno un euro, nemmeno per venderci prodotti “indispensabili” per il nostro piccolo paziente! Anzi, alla richiesta aggiuntiva della Figlia, a proposito della popò strana e filamentosa di Willie, ci ha risposto che potevano essere dei vermi intestinali, e che non sarebbe stata necessaria nessuna medicina, ma stava tutto alla resistenza del pescetto e ai suoi anticorpi!

Ma ora un altro problema si poneva: chi avrebbe operato Willie? Il Marito si è affrettato a sottrarsi all’ingrato compito. Io, non ci pensavo proprio (odio la natura, vi ricordate?) L’unica sarebbe stata chiedere al Figlio Grande.

Insomma una volta a casa allestiamo la sala operatoria: portiamo la vasca in terrazzo, ci armiamo di retino, di guanti (da cucina perché non erano disponibili quelli in lattice) e naturalmente di pinzette.

La Figlia prova più volte ad acchiappare Willie ma senza successo. Prova anche la sua Amica, ma nulla. Si presta il Figlio Grande… niente: Willie scappava e sembrava non capire l’importanza dell’operazione che l’attendeva. Alla fine, obtorto collo, il Marito scende in campo e dopo qualche tentativo riesce a fermare il pazientino. Il Figlio Grande a quel punto, con mani esperte manovra le pinzette da sopracciglia e… ZAC! Gli stacca il parassita dalla pancia!

Che gioia tra i suoi parenti umani in sala d’attesa! Abbracci, lacrime di gioia, gesti di gratitudine a tutta l’equipe…

E per voi, un particolare di Willie con il suo ex parassita:

Willie

Annunci

3 Risposte a “Pronto soccorso ittico”

  1. Ecco uno di quei casi in cui l’eutanasia non avrebbe suscitato grandi discussioni… 😉
    Scherzi a parte, in bocca al lupo a Willie! 🙂

  2. è tutto dovuto al carisma del nome! Willie il coyo(t)e: fiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii……………………… sbam!

  3. Io l’avrei fatta fare al dott. House tutta quest’operazione… 😯

    PS: io ho sempre resistito a ogni proposta di animale domestico (a parte il padre intendo), e una volta che mi portò una lumachina ancora urlo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: