Al mare con Cynthia

Sabato mattina. Caldo asfissiante. Decidiamo di andare al mare. Siamo cy e io, più una figlia ciascuno. Strada libera, lei conosce una scorciatoia poco conosciuta se non dai puttanieri che lì trovano, ahimé, pane in abbondanza per i loro denti affilati. Quindi arriviamo in men che non si dica alla nostra meta, Fregene. Ci avviciniamo allo stabilimento dove siamo solite andare, l’Ondina, ma non c’è parcheggio vista l’ora non proprio antelucana. Decidiamo di optare per quello dello stabilimento dove, per pochi euro, te la tengono pure all’ombra. Mettiamo il muso dentro e ci rendiamo conto che non c’è trippa per gatti: tutti i posti sono occupati e ci sono anche delle auto lasciate alle cure del posteggiatore.

Siamo ormai scoraggiate quando ci accorgiamo che delle persone stanno entrando in macchina per andarsene. cy si precipita in quella direzione appostandosi in posizione strategica per infilarsi. Intanto, però, il biondo posteggiatore viene nella nostra direzione facendo cenni a un’altra auto affinché venisse a occupare quel posto al quale stavamo puntando noi. Infatti, quella arriva rapidamente e con abile manovra vi entra lasciando noi con un palmo di naso. A questo punto cy convoca, la parola non è scelta a caso, il posteggiatore, abbassa lentamente il finestrino e calmissima, con voce grave e piatta e la sua migliore aria da santarellina gli spiega che c’eravamo prima noi. E conclude: “E’ una cosa proprio brutta quella che ha fatto”. Lui non muove un muscolo e ribatte: “Ora ci penso io, la faccio uscire”. Lo vediamo parlottare con la signora alla guida che però, per tutta risposta, prende la sua roba e se ne va verso la spiaggia. Io ipotizzo che per farci credere che le diceva di andarsene le ha detto una cosa qualsiasi, per esempio che faceva un gran caldo. Tanto più che la signora passandoci accanto ci lancia un’occhiata che interpretiamo di vittoria. Invece, con nostra meraviglia, vediamo il posteggiatore entrare in quell’auto e manovrare per farla uscire e lasciare a noi il posto. Ovviamente è stato benignamente ringraziato dalla nostra cy. Ma non è finita qui. L’uomo, probabilmente, deve aver avvertito il proprietario dello stabilimento intimandogli di trattarla bene e assecondarla, perché oltre ad accoglierla con un gran sorriso di bentornato, ignorando bellamente me che le stavo accanto, le ha fatto uno sconto immotivato e immeritato di ben 4 euro. E a me che sono buona e accomodante niente.

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rinunciare all'animosità significa diventare liberi

9 Risposte a “Al mare con Cynthia”

  1. Come diceva Flannery O’Connor, “Il cielo è dei violenti”! 😉

  2. Non vorrei che le mie parole abbiano dato un’impressione sbagliata. Sennò chi se la sente cy? Lei non è stata violenta, ma ferma e assertiva.

  3. Infatti: sono contraria a ogni forma di violenza; ma anche a ogni forma di ingiustizia.

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