Vecchiaia

Oggi ho assistito a una scena che mi ha messo di buonumore, che di questi tempi non è un’impresa facile.

Ho visto una vecchietta, un po’ storta e rinseccolita, che andava a spasso con la badante, una donna apparentemente sudamericana. Invece di essere trascinata, oppure sgridata per la lentezza del passo, invece di essere ignorata a favore di un cellulare, oppure abbandonata su una panchina lontana o peggio lasciata in piedi ferma sul marciapiede per poter scambiare quattro chiacchiere in pace con un capannello di amiche, ebbene, camminava a braccetto con la sua accompagnatrice e insieme parlavano parlavano e di tanto in tanto ridevano complici.

Sembra poco, ma basta per farmi rappacificare col mondo.

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rinunciare all'animosità significa diventare liberi

4 Risposte a “Vecchiaia”

  1. Strano questo post. Qui in Umbria dove l’età media è tra le più alte d’Italia, le badanti non mancano di certo, però non mi è mai capitato di vederne di così sgarbate. Anzi, mi fanno una pena, si vede a occhio che la loro è una fatica pesantissima. Qualche volta c’è un accenno di simpatia tra i due, di solito no… ma questo senso di estraneità sarà colpa della badante o del/la “badato/a”? Saprai – immagino – che tra gli psicologi romeni è in uso la formula “sindrome italiana” per indicare lo stato di stress di badanti costrette in casa 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, come in carcere…

    • Hai ragione, è un lavoro durissimo dal punto di vista fisico e psicologico e ho tutto il rispetto per chi lo fa. Però questo io vedo.

    • Nella via dove abito vedo spesso passare un signore down di una certa età, che cammina con difficoltà, accompagnato da una badante filippina: una signora non giovanissima, ma di bell’aspetto e l’aria arcigna. Beh, non sapete che pena che mi fa questo signore che durante la passeggiata viene lasciato fuori dai negozi, appoggiato al muro mentre la signora filippina fa shopping, o comunque entra a curiosare nei negozi!
      Sarà anche un lavoro stressante, ma non dà il diritto di trattare male il datore di lavoro. Specie se malato o infermo.

  2. Cose del genere accrescono il buon umore a anche a me; è bello vedere vedere affetto ed intesa tra due persone che in fin dei conti sono obbligate a stare insieme una per interessi economici e l’altra per necessità.

    Un saluto

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