Il punto G: la caccia continua

Eccoci qui, di nuovo, a parlare del punto G. Perché non c’è niente da fare, l’esistenza e l’eventuale collocazione di questa area mitica che se stimolata produce un intenso orgasmo nella donna, toglie il sonno a tanti Scienziati. In genere uomini. E sono secoli e secoli che questo accade.

Esiste infatti un antico testo indiano risalente all’XI secolo nel quale viene descritta una zona sensibile nella vagina che induce il piacere sessuale. Dopo quasi mille anni, nel 2008, uno Scienziato dell’università de L’Aquila ha riscontrato delle differenze anatomiche nella sottigliezza del tessuto nella regione tra la vagina e l’uretra nelle donne che riferivano di avere l’orgasmo vaginale rispetto a quelle che non lo provavano.

Recentemente è uscita sulla rivista The Journal of Sexual Medicine una rassegna di tutti gli studi che hanno trattato la questione tra il 1950 e il 2011. Le conclusioni degli Autori sono che “dati obiettivi non hanno fornito una evidenza forte e coerente dell’esistenza di un’area anatomica relativa al punto G”.

La finiamo qui? Ci mettiamo l’anima in pace? Nemmeno per sogno. si va avanti in modi sempre più avvincenti.

Adam Ostrzenski, direttore dell’Istituto di Ginecologia di St Petersburg, Florida, ha appena dichiarato di essere riuscito a trovare una precisa struttura anatomica, non ancora descritta in letteratura, che egli identifica come il fantomatico e famigerato punto G. Costui si occupa di interventi ginecologici cosmetici – ricostruzione di imeni? migliorie estetiche degli organi femminili? chissà – e dice di aver osservato la struttura diverse volte e le sue pazienti hanno confermato che la posizione coincide con l’area tanto ricercata. Non contento, però, ha voluto fare maggiore chiarezza e quindi si è imbarcato – per la Scienza questo e altro, no? – nella dissezione della parete vaginale anteriore nel cadavere di una donna di 83 anni. Avrà donato il suo corpo alla Scienza la signora: la prospettiva di contribuire alla localizzazione del punto G non l’avrà fatta stare nella pelle. La scelta di una donna di quella età non è stata ovviamente casuale: lo Scienziato voleva verificare se l’area persiste anche in età avanzata o se è solo prerogativa dei giovani. Ancora? È stato così assorbito dal fare a fettine vagine decrepite che si è perso tutta la letteratura sulla sessualità nella terza età.

Insomma, alla fine il Maniaco, tagliando tagliando, avrebbe trovato un alveolo tra la vagina e l’uretra vicino alla membrana perineale. Dentro avrebbe rinvenuto una struttura a forma di “vermetto” (si veda l’immagine in alto, cliccare per ingrandire) costituita di tessuto erettile che normalmente si trova nella clitoride.

Con grande soddisfazione ha affermato che non era facile trovarlo, vista la collocazione. Bravo!

A questo punto come hanno reagito gli altri esploratori vaginali?

Quelli della rassegna hanno affermato che “senza un esame dettagliato del tessuto per determinarne la funzione il significato dell’organo non è chiaro”. Ostrzenski ha ribattuto che continuerà a smanettare su quella vagina antica nelle prossime settimane.

Lo Scienziato de L’Aquila ha invece ipotizzato che piuttosto la struttura potrebbe essere un segno di malattia, data l’età del cadavere. E ha aggiunto che la zona è sottoposta a un forte controllo ormonale che ha un impatto sulla funzione del tessuto, concludendo malignamente: “L’anatomia è meravigliosa ma non è tutto”.

Ovviamente sono intervenuti anche gli Scienziati che nel 1981 coniarono il termine punto G, osservando che esso è moooolto più complesso di un semplice tessuto e che loro non avevano mai parlato di una struttura distinta.

Dunque, la ricerca continua. In attesa che quelli di Google Map ci mettano a disposizione una Vaginal View, noi continuiamo a trarre piacere dal nostro corpo nella nostra magnifica e serena inconsapevolezza.

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rinunciare all'animosità significa diventare liberi

7 Risposte a “Il punto G: la caccia continua”

  1. Non dimenticherò mai il senso di loberazione di quella ragazza che aveva appena letto su La Voce di Rovigo che il punto G non esiste

  2. Personalmente, dopo lungo cercare, ho scoperto che il punto G era dalle parti di Trieste! 😉

  3. ps il Vaginal View di Google è un’idea geniale! :))

  4. Ma vedrete che presto una App della “Mela” faciliterà le cose più in intimità…!? 🙂

  5. non e’ necrofilia e’ scienza: ai mariti egiziani e’ stato dato il compito di individuare il punto g fino alla morte.

  6. o presunta Scienza! ma G sei o G fai?

  7. 😆 😆 😆
    Ragazzi! Non vi si può lasciare soli un attimo!!!!!

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