Contare con le dita. Uno sguardo transculturale

Ho letto un interessante articolo di un professore della facoltà di Economia dell’università di Osaka sui diversi modi di contare con le dita a seconda dell’area geografia, dell’etnia, della cultura e del periodo storico.

C’è chi esprime il numero 1 col pollice, chi con l’indice, chi col mignolo destro e chi con quello sinistro; chi parte con la mano chiusa, chi con la mano aperta. Secondo l’autore quest’ultima differenza potrebbe essere legata al clima: chi vive in paesi freddi tiene inizialmente la mano chiusa, chi sta in zone calde si comporta al contrario.

Ma facciamo alcuni esempi.

Noi Italiani, così come i Tedeschi e i Francesi, iniziamo a contare dal pollice destro, come si vede nella foto seguente.

Italia Francia Germania

Anche i Giapponesi cominciano dal pollice, ma fanno esattamente il contrario: non lo estendono bensì lo piegano e i numeri successivi si indicano abbassando via via un dito dopo l’altro sopra di esso. Dunque iniziano con la mano aperta e la chiudono andando avanti con la conta. Se provate a posizionare le dita per indicare il 3, vi renderete conto di quanto sia complicato, ma ovviamente i giapponesi si abituano a farlo fin da bambini e quindi per loro è un’operazione banale.

Giappone

I Cinesi iniziano invece con l’indice e procedono aprendo la mano.

Cina

Ma quel che è interessante è che contano fino a 10 con una sola mano, tenendola in posizioni che per noi occidentali hanno tutt’altro significato. Anche i Masai lo fanno, ma pongono le dita in modi del tutto diversi dai Cinesi.

Cina

In tutt’altro modo contano i Filippini che iniziano alzando il mignolo e via via tutti gli altri.

Filippine

La modalità più oscura, ma anche più complicata è quella adottata in India, Pakistan e Bangladesh: il ruolo principale ce l’ha il pollice che regola la conta muovendosi sulle tre falangi dell’indice.

India Pakistan Bangladesh

Ci sono notizie sul modo di contare con le dita anche nell’antica Roma. Non solo iniziavano con la mano aperta, abbassando prima il mignolo e poi le altre dita, ma utilizzavano la mano sinistra. Anche in questo caso sono movimenti complicati e lo pensano anche le popolazioni dell’Africa occidentale che contano nello stesso modo e quando devono piegare il mignolo sinistro per indicare 1 usano l’indice della mano destra per aiutarsi. Forse facevano così anche i Romani, chissà.

Roma antica

Infine, ci sono in Africa delle tribù che hanno adottato il sistema di conta a base 20, forse perché, ipotizza l’autore dell’articolo, stando abitualmente a piedi nudi hanno la possibilità di usare anche le dita dei piedi.

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17 Risposte a “Contare con le dita. Uno sguardo transculturale”

  1. Reblogged this on trecugggine and commented:
    Usi e costumi della conta sulle dita… siamo diversi anche in questo…

  2. Io conosco un metodo contare fino a 21!

  3. Ah… poveri USA…!
    Vituperati e assolutamente non capiti di continuo e su cui si raccontano forse tante balle quanto a proposito degli Ebrei (essendo entrambe mi spiscio sempre), ma soprattutto ignorati dagli e sconosciuti agli, eurocentrici, col loro ingiustificato senso di superiorità “culturale” e non solo, nonostante gli USA abbiano le migliori università al mondo, un’estensione territoriale doppia l’UE, 2/3 della popolazione dell’UE ma un PIL superiore a quello dell’UE …
    Quindi, no surprise che non si menzioni neppure…fra le altre cose… che negli USA si conta anche in modo diverso da tutti quelli elencati…
    http://ielanguages.com/blog/numbers-and-counting-american-vs-french/
    Durante la II Guerra Mondiale, molte spie tedesche furono scoperte perché contavano con le dita alla tedesca e avevano fazzoletti in tasca…
    Mi chiedo come si possano capire VERAMENTE anche solo i film americani, non solo doppiandone e cancellandone la lingua, ma anche ignorandone la cultura… Non solo Kubrick, o Allen, per dirne due, non si possono che capire a metà, cioè male, ma persino i film di satira più cretini, come “Inglorious Basterds”, dove uno degli Americani vestiti da soldati tedeschi veniva scoperto dall’SS proprio a causa del fatto che contò con le dita all’americana…
    Ovviamente è più importante sapere come si contava nella Roma Antica: le culture MORTE, che non respirano e non costruiscono più, ma per le quali si spendono miliardi per mantenerne gli edifici cadenti vuoti, anziché costruire per i vivi, nutrirli ed educarli, piacciono un sacco in Europa! Ci si fa un vezzo a “tenerle in vita” dopo morte… Come gli Egizi – con i quali in Europa c’è una vera fissazione – imbalsamavano i morti, in Europa imbalsamano le culture morte e sostengono che cosí le mantenogno in vita…magari dopo averle sterminate. Non a caso, dopo avere sterminato gli Ebrei, si vezzeggiano con teatri Yiddish dove non c’è un Ebreo e bande Klezmer di cattolici polacchi!
    Non fosse triste sarebbe ridicolo.

    • Mi hai “fregato” il commento!
      Appena letto (in anteprima) il post di laura, ho subito pensato a “Bastardi senza gloria” e al modo in cui è stato scoperto l’americano che si fingeva ufficiale nazista…
      Solo che sono tornata solo ora dall’ufficio 😦

    • La cultura USA invece sarebbe da mantenere in vita??Ok ok non generalizziamo…bene,io sono Italiano,e come molti Americani,non posso che apprezzare e cercare di salvaguardare quanto di bello ci hanno lasciato quelli che tu chiami con sufficenza ”Romani”.Bene,da dove cominciare,dall’alfabeto? L’alfabeto che usiamo si chiama infatti Latino,o dovremmo distruggere anche quello? Vogliamo parlare della Lingua? Dovremmo distruggere il Francese,Lo Spagnolo,il Rumeno e l’Italiano?Dovremmo distruggere il Colosseo?I Fori Imperiali?La via Appia Antica?Non so…una intera cultura?Le radici dell’Europa?In Europa non siamo poi così tanto EuroCentrici,a cominciare proprio dall’Italia Preferiamo spendere miliardi per salvaguardare l’arte e la cultura,cose grandissime,e questo non significa che debbano essere soldi sottratti al Welfare,ma dubito che gli Americani sappiano cosa significhi Welfare…Non vorresti che tra Mille Anni il Golden Gate,o il Chrysler Building o la Statua della Libertà (Guarda caso un regalo di Noi Europei) o il Monte Rushmore,siano ancora ricordati e visitati come testimonianza di una cultura? La cultura Latina,cosi come la cultura Greca,non appartengono in realtà alla sola Europa,ma a tutto il mondo Occidentale. Tanto è vero che essa sopravvive,nelle sue mutate forme ancora oggi,Cosi come è vero che la Cultura Americana,o quanto meno la sua parte più esteriore,in un solo Secolo e poco più è permeata in tutto il mondo.Dovremmo disprezzare (non so se faremmo una cosa cosi sbagliata) la cultura americana??Va bè…p.s. Il PIL della Zona Euro è il Pil per area geografica più alto del mondo,anche più alto del Pil dell’USA,

  4. Ma i cinesi non utilizzano il 4 e il 5? poi dice che i loro prodotti sono fallati o di scarsa qualità…. 😉

  5. un post davvero interessante!!

  6. “La modalità più oscura, ma anche più complicata è quella adottata in India, Pakistan e Bangladesh…”

    Non credo sia così oscura dopotutto; il sistema di numerazione in base 12 era largamente diffuso prima che il sistema decimale oggi predominante si affermasse.
    Con questo metodo era facile contare per dozzine (3 falangi x 4 dita) usando il pollice come puntatore, inoltre nell’uso quotidiano permetteva di ottenere più facilmente divisioni per tre o per quattro.

    • > Con questo metodo era facile contare per dozzine

      Be’, mi viene il mal di testa sole per cercare di capire 😉
      Ora ci penso. Grazie per la segnalazione.

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