Magnifica presenza di Ozpetek

Ozpetek deve proprio essersi divertito nel realizzare questo suo nuovo film, Magnifica presenza. Si è scatenato, ci ha infilato, tutti  insieme, gli elementi tipici del suo cinema, che aveva centellinato nei suoi precedenti lavori. Ci sono le tematiche omosessuali, le transessuali risolutive portatrici di saggezza, la passione per i dolci, il teatro, il cinema. E anche un pezzo di storia che rimanda alla seconda guerra mondiale.

È un film fantastico, non nel senso di iperbolico gradimento, in realtà sono uscita dal cinema frastornata e non del tutto soddisfatta. Soprattutto in una scena, non vi dico quale ma capirete senz’altro vedendolo, ho pensato: “gli ha dato di volta il cervello”. Fantastico, dicevo, perché pieno di stramberie, irrealtà, eccessi. E soprattutto perché è una storia di fantasmi.

Elio Germano è bravissimo, come sempre, nei panni di questo personaggio che sembra fuori del tempo, semplice, fragile e disarmato. Ottima la Minaccioni che io adoro fin dai tempi della TV delle Ragazze, mi pare, quando stava rinchiusa in un “macchinario” per dimagrire che la vessava. C’è anche un cammeo di Anna Proclemer, che gigioneggia mostrando nello spazio di attimi emozioni contrapposte. Se ne poteva fare a meno. Tra i protagonisti anche Giuseppe Fiorello, Margherita Buy e il tram 8. Per i non romani, è quello che collega Monte Verde, dove abita il protagonista, con largo di Torre Argentina, dove si trova lo storico teatro omonimo. In particolare, è la location di una delle scene più belle del film, poco prima della fine, che come al solito non vi descrivo.

E poi c’è la musica, onnipresente, anche piacevole per carità, ma a volte debordante. In un passo riecheggia trooooppo da vicino, ma sarà una citazione 😉 , una vecchia canzone del fantastico, quello sì, Quartetto Cetra, Però mi vuole bene. Ve la ripropongo in questo video d’epoca: godetevela.

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8 Risposte a “Magnifica presenza di Ozpetek”

  1. devo ancora vederlo, ma sono davvero curiosa 😀

  2. Ho visto giovedì pomeriggio, da sola, nel mio cinema preferito “il Tibur”. Ozppetek, è vero ci ha messo tutto, come un pout-pourri dei suoi film, le solite case meravigliose dei quartieri romani come non se ne costruiscono più (ahinoi!), l’omaggio alla cucina ed in particolare alla pasticceria, i ragazzi gay sempre bravi belli e volenterosi, qualche scorcio felliniano di esagerazione insomma, un film poetico che mi ha fatto sentire bene, in alcuni tratti mi ha commosso e mi fa pensare che la vita è comunque una cosa meravigliosa nonostante le tante difficoltà accennate e nonostante che io abbia un figlio gay ma non come Elio Germano (BRAVISSIIIIMOOOO!!!). Roma, il tram, la gente comune, un grazie davvero ad Ozppetek che riesce ancora a renderla bella e vivibile nonostante l’immenso degrado che l’accompagna in questo periodo. Ma qual’è la scena che si poteva rispiarmiare?

  3. e’ vero quel postribolo, che poi non si capisce cosa stanno facendo, sembra un laboratorio di cucito cinese e forse se lo poteva risparmiare ma, il pout-pourri non sarebbe stato così meravigliosamente confuso..
    Buona giornata.

  4. A me non è per niente dispiaciuto. Ho apprezzato questa atmosfera fantastica, irreale, a volte, condivido, eccessiva, che però mi ha lasciato una sensazione piacevole. Mi è piaciuta l’ambientazione nel quartiere che vivo ogni giorno, il ritrovare angoli di quotidianità. Anche se, quando stavano girando il film, smoccolavo ogni mattina per il traffico che si creava in concomitanza con l’entrata nelle scuole.
    Laura, non so come hai fatto a ricordarti la canzone del Quartetto Cetra! È proprio vero!

  5. Io come il solito sono in ritardo. In questo caso veramente non è stata solo colpa mia: laura infatti mi aveva sconsigliato di vederlo insieme ai bambini (bambini?????) è visto che grazie al Cielo restare sola una sera per me è quasi impossibile, ho dovuto aspettare congiunzioni astrali particolari. Ieri sera appunto.
    Insomma il film mi è piaciuto molto. A dir la verità all’inizio avevo anche un po’ di paura, tutta sola in casa, ma poi, come era ovvio, la tensione si è sciolta. Insomma bel film, strana assai la scena della “badessa” che poi era Platinette, ma mancano ancora le risposte a due domande che, trascorso “tutto questo tempo” chissà se laura sarà in grado di darmi:
    1) quale scena dell’8?
    2) quale musica trooooppo da vicino?

    Grazie in anticipo per le risposte

    Ah! Dimenticavo: io sono così giovane che non so nemmeno “cosa” sia il Quartetto Cetra. Ecco, solo per darvi un’idea!

  6. Come dici tu, il tempo passato non mi aiuta a ricordare. Ci provo.
    1. A un certo punto, verso la fine, i protagonisti non fanno un giro della città in tram?
    2. Nella colonna sonora del film c’è un motivetto ricorrente che è identico al ritornello della canzone del Quartetto Cetra del video inserito nel post.
    Senza Numero: La giovinezza va smussata con la saggezza (quando c’è). Se non conosci il Quartetto Cetra dovresti rimediare. Per esempio recuperando quella perla che era la Biblioteca di Studio Uno. Qui, per averne una pallida idea:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Biblioteca_di_Studio_Uno

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