La felicità esiste di Paolo Zardi

Sono stata attratta da questo libro per la sua copertina inusuale, un bel viso di ragazza con degli occhi trasparenti, ma soprattutto per la mia solita curiosità che spesso rasenta la morbosità, almeno così mi dicono.

Riconosco di essere stata temeraria: La felicità esiste (Alet, 10 euro) è un primo romanzo di un autore italiano, uscito per una piccola, credo, casa editrice di Padova, che fa seguito a una raccolta di racconti. Però, però, non è stata una decisione completamente al buio: conosco Paolo Zardi, non personalmente in verità, ma come blogger e quindi so come scrive.

Dunque mi sono immersa nella lettura e ne ho tratto grande soddisfazione e piacere. La storia, di cui non racconterò nulla, come al solito, è molto intrigante, ti cattura e ti tiene sulla corda. Ma non aspettatevi un thriller, è una vicenda di relazioni umane con personaggi ben disegnati e caratterizzati, ma soprattutto con un protagonista che continua a girarci nella testa anche dopo che si è terminato il libro. Viene sempre, salvo poche eccezioni, chiamato per cognome, Baganis, ha una tragedia alle spalle, è un perdente, un uomo perduto, che se fosse una donna ci vedresti bene Bette Davis. L’unico scopo della sua vita, da anni ormai, è trovare i modi per portarsi una donna a letto, “consumandola” come un oggetto, e per liberarsene rapidamente. Il tutto vissuto senza piacere, gioia o divertimento, ma in una infinita cupezza. Lo affiancano nella vicenda due donne fragili e confuse, la ex moglie e la maestra del figlio.

Quel che colpisce per un esordiente è la solida architettura della storia e la capacità di penetrare in profondità la psicologia dei personaggi e di renderla con efficacia e chiarezza. Poi c’è la scrittura, ricca, piena, brillante, impeccabile, ogni termine è quello giusto, non se ne potrebbe trovare uno migliore.

Lo consiglio senza esitazioni.

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rinunciare all'animosità significa diventare liberi

27 Risposte a “La felicità esiste di Paolo Zardi”

  1. A volte nelle piccole case editrici si trovano delle interessanti “perle”.

  2. Laura, davvero gentilissima!
    😉

  3. Non ho letto il romanzo ma ho letto delle ottime critiche. Tuttavia trovo il titolo poco accattivante e volevo sapere se è stato suggerito dall’editore oppure è una scelta dell’autore.

    Con tutto il rispetto, sembra uno di quei titoli che si danno a quegli inutili libri di self-help.

    • è vero, come afferma anche il libro “Aiutati a liberarti dalla necessità del self-help”

    • ci sei cascato. 🙂

      • cioè quel libro esiste sul serio??!! e anche il sequel? “Aiuta te stesso a liberarti dalla necessità di aiutarti a liberarti dal self-help”

      • Diaccaè! Ma ti devo insegnare tutto!
        Ci sei cascato che Viola di cognome si chiama Sellerio!

      • ma se “ci sei cascato” era scritto sotto l’ALTRO commento.

        poi magari è davvero dei Sellerio, e produce selle per cavalli. “Aaa-vanti, Silver, al gaaa-loppo!!” tan-taratàn-tantantantàn, tan-taratàn-tantantantàn…

    • Il contributo che danno gli autori al titolo è limitato – specialmente nel caso di esordienti, o quasi.
      Nel mio caso specifico, la mia proposta iniziale era completamente diversa – diciamo che poteva corrispondere, più o meno, ai tag che si mettono sotto i post. Abbiamo provato varie direzioni (un titolo che è durato parecchio era “Prima che sia amore”), ma poi ci siamo convinti (io e la editor Giulia Belloni) che questo fosse il più adatto. Il motivo principale sta nella frase di apertura del libro, nel suo incipit: “Poiché tutti sanno che la felicità non esiste, ognuno ne cerca un surrogato, piccolo o grande che sia”. Ci piaceva questo contrasto tra titolo rassicurante, e un po’ “banalotto”, e il contenuto. E’ un libro sulla felicità – ma (spero) ben lontano dagli inutili libri di self-help.

  4. Grazie Alice… non è delizioso dhr?

    Credo in dhr e penso che abbia scritto un capolavoro (sulla fiducia). I suoi post sono sempre interessanti, i commenti divertenti, e soprattutto è amabile l’umanità che c’è dietro (ognuno ha i fan che si merita) 🙂
    Caro dhr la storia della letteratura e piena di editori miopi; ad es. il giudizio sul capolavoro di Proust fu il seguente «Sarò particolarmente tonto, ma non riesco a capire come questo signore possa impiegare trenta pagine a descrivere come si gira e si rigira nel letto prima di prendere sonno».Incredibile, bevvero?
    Hai mai pensato a pubblicare con la piattaforma kindle? Ti danno il 70% sulle vendite e potrebbe essere un modo per farsi conoscere.

    • grazie (ammesso e non concesso che non stai scherzando di nuovo 😉 ) anche perché non sei una che regala i complimenti.
      onestamente, no, non mi interessano le pubblicazioni elettroniche. e quanto a quella cartacea, dò il romanzo per definitivamente morto. guardandomi bene dallo scriverne un altro.

      Proust… beh, è un autore che non leggerei mai. fosse capitato a me come “lettore redazionale”… avrebbe fatto la stessa fine 😆

      • È ingeneroso il tuo giudizio su Proust: è di una attualità sconcertante!
        La sua opera è un monumento alla scrittura che redime. In un certo senso è ciò che sta accadendo con l’internet.
        Vabbe’, de gustibus non disputandum.

      • >è di una attualità sconcertante!

        questo sicuramente, perché il mondo è rimasto identico dalle origini a oggi, quindi qualsiasi autore è di “attualità”. nell’arco dei millenni non ne ho trovato neanche uno che descrivesse un’umanità diversa da quella che conosciamo. la cosa “sconcertante” è questa.

      • a questo punto, sono curioso di leggerlo! ho già avuto la soddisfazione di leggere ottimi libri inediti, e, in due casi, di vedere il mio giudizio confermato da due case editrici, che a breve pubblicheranno i libri che ho suggerito.. se ti va, se non ti dà fastidio essere letto da qualcuno che conosci poco, sentiamoci – io ne sarei entusiasta!

      • Caro Paolo, gentilissimo tu, e onoratissimo io.
        Dunque, mi pare che WordPress non dia la possibilità di scambiarsi PM (messaggi privati) tra utenti registrati, quindi ti indico qui sotto la mia email: se ti va, scrivimi, e ti mando il file in allegato.

        dario.rivarossa gmail.com

        Ancora grazie mille!

  5. c’è una acca che mi è rimasta in canna, nevvero? (correttore automatico del piffero)

  6. Reblogged this on Grafemi and commented:
    Le ragazze parlano de “La felicità esiste” nel loro blog, che è un’oasi di civiltà.

  7. icittadiniprimaditutto Rispondi 26 marzo 2012 a 09:35

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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