Che vita grama, che grama vita!

Una tragedia nella tragedia, la vita di un povero coniglietto dello zoo di di Limbach-Oberfrohnau, nella Germania Est. La notizia, nemmeno tanto fresca, mi è capitata di leggerla su Repubblica la scorsa settimana.

Pensate che il povero cucciolo è nato senza le orecchie. E per un quattro zampe famoso proprio questa sua caratteristica anatomica questo è già di per sé un brutto inizio.

Poi ci si  mette il giardino zoologico locale che ne fa la sua mascotte, e il piccolo coniglio ne diventa l’attrazione principale. Al suo destino tragico di essere nato con una menomazione, si è aggiunto quello di esser diventato un fenomeno da baraccone proprio per la sua imperfezione fisica: oltre al danno, anche la beffa!

Già così sarebbe sufficientemente triste, ma la vita si è proprio accanita contro questo povero animaletto peloso: un attore tedesco, tale Til Schweiger, famoso in Germania per un film dal profetico titolo “Il coniglio dalle orecchie piccole”, ha deciso di adottare il coniglio sfortunato.

Sembra che la vita si metta bene per il nostro piccolo amico, quando la TV tedesca, evidentemente guidata dal Minzolini d’oltralpe, si mobilita per fare un interessantissimo reportage sull’evento. La troupe intera sbarca allo zoo, e comincia a lavorare.

Il piccolo coniglio senza orecchie, esce inavvertitamente dalla sua gabbia e… stenterete a crederlo, viene calpestato da un cameramen e… muore sul colpo!

Il cameramen si giustifica dicendo: “non l’avevo visto”.

Stupenda la reazione del direttore dello zoo, sconvolto dall’accaduto, che, preoccupato del calo d’interesse per il suo parco zoologico, pensa addirittura di farlo imbalsamare! Da non credere.

Ricordo una barzelletta che sentivo raccontare dalle mie sorelle quando ero bambina, ma che all’epoca non capivo:

In una cucciolata di coniglietti bianchi, candidi candidi, ne nasce uno con la punta di un orecchio nera. Il coniglietto disperato tentava di disfarsene in tutti i modi finché non ebbe un’idea: sistemò l’orecchio sui binari del treno con l’intento di farsi mozzare la punta dal primo treno di passaggio… Peccato che sbagliò le misure e il treno passando lo decapitò e lo uccise.

La morale di questa storiella? E’ inutile perdere la testa per un triangolino di peli neri!

Se non ci fosse da ridere ci sarebbe da piangere!

(O è il contrario?)

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4 Risposte a “Che vita grama, che grama vita!”

  1. E al povero cameraman non ci pensa nessuno? Quel poveretto si è trovato tutto quello spiaccicume sanguinolento sotto le scarpe, magari aveva anche il carrarmato sotto, che a pulirle ci sarà voluto chissà.
    A me ha ricordato invece la storia di una conoscente un po’ sovrappeso che una volta andò dal parrucchiere, si sedette in una delle poltrone e quando si mise a cercare il cagnolino che era con lei si rese conto con raccapriccio di averlo spappolato con la sua mole.

  2. … o quella del tappezziere che lotta per ore con una bolla nella moquette, poi arriva il figlio dei padroni di casa e gli chiede se per caso ha visto il suo criceto.

  3. Povero coniglio! Comunque è vero: la stupidità è contagiosa… la storia del coniglio assomiglia a quella di certi bilanci nazionali ai quali si applicano nuove idee, che portano a nuove idee, e va sempre peggio… 😉

    ps bella la barzelletta, ma credo che le nuove generazioni, in questa epoca di depilazione coatta, non sarebbero in grado di capirla! 😉

  4. Non è una nuova idea lanciata da Andy Riley, il creatore del “libro dei coniglietti suicidi”? Coniglietto senza orecchie esce dalla gabbia per mettersi sotto il tacco del cameraman… Non mi meraviglierei se alla prossima uscita ci fosse una vignetta dedicata 🙂

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