Pazienti troppo pazienti

Capita a tutti di aver a che fare con i medici. Quando succede, che sia per un banale controllo o per un problema specifico è chiaro che di fronte alla nostra ansia, dovuta all’esito della visita, la relazione tra medico e paziente è asimmetrica: è ovvio che lui rispetto a noi è in una posizione di vantaggio, più forte.

Mi succedeva già durante le ecografie che facevo in gravidanza: i medici annuivano, scuotevano la testa, sembravano stupirsi di qualcosa, biascicavano qualche sillaba… il tutto sempre in religioso silenzio che non osavo interrompere nemmeno col mio respiro nel timore che i loro mugugni fossero forieri di cattive notizie. Fortunatamente col tempo e con l’esperienza ho capito che questo è il loro modo di esercitare una posizione di potere rispetto al paziente. E ho capito anche che se il “paziente” si chiama così ci deve essere un motivo anche etimologico: in pratica dobbiamo “sopportare pazientemente” la mancanza di sensibilità e a volte di buona creanza della classe medica.

Ma la pazienza dei pazienti a volte ha un limite, che ho sperimentato personalmente la scorsa settimana.

Il mio dermatologo ha notato un sospetto basalioma sotto l’occhio e mi ha indirizzato da un chirurgo plastico per toglierlo. Dopo 2 settimane dall’intervento (eseguito privatamente e costato la bellezza di 1000 € – la stessa parcella del mio ginecologo che, sempre privatamente, mi fece il cesareo!!!!), dicevo, dopo 2 settimane ho chiamato il chirurgo plastico per sapere se aveva avuto l’esito dell’esame istologico. Mi chiede quando avessimo fatto l’intervento e comincia a sfogliare delle carte che evidentemente aveva davanti, alla ricerca del referto. Lo trova. Si mette a leggere tra sé e sé a bassa voce. Poi si interrompe bruscamente e mi dice:

– Mi richiami nel pomeriggio, che devo chiedere all’istologo una cosa che non ho capito.

– In che senso? Va tutto bene?

– Si, si! Tutto benissimo, solo che devo chiedere all’istologo una cosa che non mi è chiara. Mi richiami alle 15.30. (Erano le 10.30 del mattino e mi sono recata subito in bagno col mal di pancia che iniziava).

Ovviamente alle 15.30.00 ero già al telefono. Mi risponde la segretaria dicendomi che il dottore stava operando, che avrei dovuto richiamare più tardi.

Le 16.00 mi sembravano un’ora buona per un ulteriore tentativo. Niente. Stava ancora operando. Il mio mal di pancia aumentava.

Ogni mezz’ora richiamavo per avere sempre la stessa risposta. Neanche fosse un neurochirurgo! Quanto cavolo ci mette a togliere un neo???? Lascio il mio numero di cellulare alla segretaria che mi assicura che mi avrebbe fatto chiamare entro le 19.30.

Alle 19.30, sul filo di lana, mi richiama per darmi finalmente la risposta: non si trattava di un basalioma, ma di una forma piuttosto rara di epitelioma benigno (Solo che, sa?, l’epitelioma normalmente è una forma maligna, quindi leggendo questa parola sul referto mi sono preoccupato e ho voluto consultare l’istologo per essere sicuro della diagnosi). Per carità nulla da eccepire sul merito, ma il metodo lascia un po’ (un po’ tanto!) a desiderare! Avrebbe potuto benissimo leggere i referti in anticipo, senza fare quella pantomima al telefono, e far finta di non averlo ancora ricevuto, almeno fino al consulto con l’istologo.

Ovviamente non mi sono lasciata sfuggire l’occasione e ho esternato al medico le mie perplessità sulla modalità di comunicazione al paziente. Ma tanto, cavar sangue da una rapa  non si può, e non credo proprio di essere riuscita a dargli alcuna lezione di vita!

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26 Risposte a “Pazienti troppo pazienti”

  1. EMPATIA, ecco quello che manca loro, non a tutti, ci mancherebbe. Il mettersi nei panni dell’altro. Non sono i pazienti troppo pazienti, sono i medici che non sono MAI dei veri pazienti: quando stanno male seguono sempre un canale preferenziale. Che ne sanno delle attese senza spiegazioni, dei ritardi, del modo di dare le notizie spiacevoli? Dovrebbe far parte del loro curriculum di studi sottoporsi a visite senza manifestarsi come “COLLEGA”, con tanto di piedistallo sotto i piedi, come mostrava Mafalda in una delle sue strisce.

  2. cremonademocratica Rispondi 21 febbraio 2012 a 08:21

    Sono disgustato dai mille euro di parcella. Negarsi per ore al telefono è veramente deplorevole, con quella parcella poi, quando il paziente è in ansia. Non credo che i costi della sanità siano corretti, vista l’incidenza delle grandi aziende: farmaceutiche e di apparecchiature sanitarie, ad esempio. Pare che in altri continenti gli stessi servizi costino molto meno, perché paghiamo il valore del marco. Sembra che nell’Europa dell’Est esista la sanità: meno rinomata, certo, ma dei prezzi qui non si tiene conto. Il sistema dei drg è un orrore, pura speculazione.
    La comunicazione al paziente ha diversi stili. Negli Stati Uniti c’è chi dice in faccia al paziente che ha un cancro, e queste sono le cure del caso, gliele spiega, lo invita a scegliere il malato se ne torna a casa con i depliant in una borsina. In Europa si sente di più il bisogno della presenza di un psicologo e un infermiere preparato alla situazione.

    • Certo che le diagnosi vanno date, ma c’è modo e modo di farlo. Ricordo un medico che per dire a una signora che era affetta da infezione da HIV ha esordito: “Non ci ho dormito tutta la notte, avrei preferito dirle che ha una leucemia”. Vi immaginate quanto tempo ha impiegato la signora per elaborare tutto questo e convincersi che non aveva avuto una condanna a morte, viste le nuove opportunità terapeutiche a disposizione?

      • cremonademocratica Rispondi 21 febbraio 2012 a 08:52

        Questa è clamorosa! Ma i medici devono aggiornarsi! Com’è che certuni prendono la laurea??? Il paziente dovrebbe avere sempre la consapevolezza di potersi rivolgere a un ufficio reclami o a un tribunale dei diritti del malato, anche quando si tratta di specialisti privati. C’è anche l’Ordine dei medici, ci sono i giornali e i blog (per fortuna, dato che i giornali subiscono i poteri forti). La democrazia va difesa tutti i giorni se no ci schiacciano quando vogliono.

    • Negli Stati Uniti ci sono LEGGI e DIRITTI DEL CITTADINO, che non c’è alternativa al rispettare. Fra tali leggi, ve n’è una che dice che SI DEVE dire la verità AL PAZIENTE e ilpaziente DEVE essere informato sulle terapie e le loro alternative. Prassi quotidiana.
      In questo posto incivile dell’autorità, nato dalle ideologie cattolica, fascista e comunista, con tutti i diritti in qualche “istituzione” (partito, stato, burocrazia, polizia, eccetera) e i cittadini con nessun diritto REALE, tanto quanto il paziente NON HA IL DIRITTO DI VEDERE LA PROPRIA CARTELLA CLINICA QUANDO VUOLE (negli USA perdi il posto e paghi pene da milioni se rifiuti di fargliela vedere a richiesta), NON HA NEPPURE I DIRITTO DI VEDERE I SUOI DOCUMENTI ISTRUTTORI O PROCESSUALI, deve farlo il suo avvocato!

    • > Sono disgustato dai mille euro di parcella

      … Ma no! Che dici? Stai tranquillo! Erano mille, solo perchè avendo io un’assicurazione è stato… costretto a emettere una fattura!
      Se non avessi avuto questa bizzarra esigenza il prezzo sarebbe stato più basso!

      E io detesto questa prassi, comune anche ad alcuni commercianti: se vuoi lo sconto, non ti posso fare la fattura/scontrino.
      Ecco fatto! Peccatoo però, che così non è lui a farti lo sconto, ma lo Stato. O meglio noi contribuenti.

      • cremonademocratica Rispondi 21 febbraio 2012 a 12:19

        Anche questa…. Santo cielo, è capitato anche a me, come a tutti. E lo Stato ha abbandonato i contribuenti, i cittadini, in pasto ai soliti poteri.

  3. Viva il Sistema Sanitario Nazionale!
    Viva il sistema sanitario più caro – nonstante decenni di lavaggio del cervello facciano credere agli italiani che pubblico=gratis (o meno caro) – e meno efficiente del mondo sviluppato; un sistema che non insegna ASSOUTAMENTE il “rispetto del paziente” (bedside manners è una componente primaria della valutazione di un aspirante medico negli USA); dove per una cosa del genere non puoi neanche denunciare il medico per malpractice, perché qualsiasi giudice riderebbe in Italia, dove si curano i pazienti a terra, si tengono pazienti in coma legati a un letto in corridoio per tre giorni, si risparmia pure sulle analisi del sangue, non solo su MRI [RM?] e CAT-Scans (TAC?) per cui ci vogliono mesi di attesa, e si fan morire di setticemia neonati e puerpere che “avevano solo la febbre un po’ alta” [síc!] e vengono dimessi, eccetera.
    Viva il sistema sanitario pubblico, che funziona talmente “bene” che se vuoi qualcosa fatto entro l’anno devi pagarlo salatissimo, senza poi potertelo far rimborsare al 100% da un’assicurazione o senza poterlo scalare al 100% dalle tasse; dove per di più, il medico pagato (in genere in contanti: non acettano carte di credito e bancomat: che cosa sono ‘ste americanate?!) non ti fa la fattura-ricevuta fiscale sennò te lo fa pagare il doppio.
    Io, quando ho problemi medici seri, non fidandomi né degli ospedali, né dei medici né degli anestesisti locali, tutti parte di un sistema che non funziona e che potrebbe chiamarsi “abuso sanitario nazionale”, vado a farmi curare pagando poco o nulla in Israele, o negli USA (non potrei permettermi cure private in Italia), dove secondo certi geni italioti “la gente muore per strada” [síc!], ma dove, non ditelo, la medicina funziona benissimo, nonostante loro e loro palle catto-fascio-comuniste per lo Stato Mamma, Stato Balia, Stato Garante…Stato Pigliatutto…

  4. Bisogna lasciare il nome di questo signor medico, così lo evitiamo scrupolosamente. Sono del parere che bisogna cominciare a : 1) non dare più soldi a persone di questo tipo; 2) cominciare a far circolare i loro nomi, in modo da abbassare i loro guadagni che offuscano così tanto la loro professionalità .

    • Non sono i livelli di reddito a offuscare la professionalità, anzi, il contrario è vero.
      Chi merita, chi è più bravo, chi lavora meglio, va pagato di più.
      Viva la differenza!
      Un chirurgo come Giulio Cesare Dogliotti, che più “barone” di lui non ce n’era, ma che operava con due bisturi a due mani, ed era un genio della chirurgia, non va pagato come un principiante o uno che fa fatica a fare un’appendicectomia, ma TANTE volte tanto!
      Per la madonna e i santi, per il partito e per la gloria, la patria, il duce o il “padre della rivoluzione” o il “sole che guida i popoli”, che ci lavorino e studino altri!
      La cosa indegna è il GUADAGNO ILLEGITTIMO e spesso illegale, tipo quello in nero, non il guadagno in sé.
      Si tratta di due concetti molto diversi e da non confondere in una moralistica condanna del guadagno, senza il quale non esiste nessun progresso.
      Altrimenti correrebbero tutti a farsi curare in Viet-Nam, Cuba, Romania, Polonia, Ungheria, Ucraina, Russia, Bielorussia, Lituania, Estonia, Moldavia, eccetera, dove il “socialismo reale” ha avuto una settantina d’anni per costruire sistemi sanitari mostruosi e fatiscenti.
      Quindi, sí: DENUNCIARE al pubblico la malasanità, e ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE e Guardia di Finanza chi non emette fatture.

  5. Mi stupisco sempre dei commenti di HaDaR.
    Per motivi familiari seguo il blog dalla sua fondazione. Sin qui mi sono sempre attenuto ad un ossequioso silenzio, oltre che per il rispetto dovuto all’acume, alla verve e alla profondità delle nostre Ragazze (?!) anche perchè spesso mi tocca prendere parte, per motivi personali a troppi contenziosi, troppi, rispetto alla mia capacità di sopportazione
    Riguardo alle Ragazze, dico nostre, perchè una è mia da tanti anni, avendola sottratta all’epoca a numerosi concorrenti.
    Quando è troppo, però è troppo!
    Non si può più parlare di nulla senza che si tiri in ballo, l’America (nel senso degli States), Israele, il comunismo, i russi, il capitalismo ecc. ecc.
    Sia che ci si occupi dei problemi psicologici dei tapiri orfani dell’Amazzonia, dell’applicazione di pannelli fotovoltaici alle lucciole, o della “Ciclopedica”, come dice un silenzioso saggio di mia conoscenza, questi argomenti, surrettiziamente ci vengono sempre riproposti!
    Ma allora dove va a finire l’intelletto, nel senso di quel bene che ci consente di spaziare, di approfondire, di apprendere sempre nuove categorie tramite le quali leggere la realtà?
    Mi rifiuto di essere sottoposto a operazioni che più che veri e propri ragionamenti sembrano servomeccanismi degni di un obsoleto macchinario.
    Basta così, sennò esagero….. 🙂 .
    Torno nell’oblio dal quale provengo, dove bene accomodato mi godo il blog. Scusate lo sfogo impulsivo, ma mi stava venendo l’orticaria.

  6. Viva il Sistema Sanitario Nazionale!
    A mio padre è stata diagnosticata una leucemia mieloide acuta e grazie all’autotrapianto e a farmaci costosissimi di ultima generazione – fuori dalla portata di un normale lavoratore – è guarito. Un plauso all’ ospedale pubblico della mia città e al suo staff: una vera eccellenza.
    Trovo invece indegno l’apologia del guadagno sfrenato, specie quando riguarda la salute; si legittima l’idea che chi è povero non possa avere le migliori cure. È vergognoso che un super-chirurgo, per quanto bravo, possa guadagnare in un anno fino a 300 o 400 volte lo stipendio di un operaio; fare del denaro la misura di tutte le cose è semplicemente sbagliato.
    Solidarietà ad Alice.(Ho tante di quelle riserve sui chirurghi plastici che non mi basta lo spazio; il fatto che i maggiori profitti di questi medici provengano dalla “mostrificazione” dei loro pazienti dice tutto).
    PS: sottoscrivo parola per parola il commento di Andrea (lo stile dei commenti di HaDar risente pesantemente del berlusconismo: povera vittima)

  7. Non capisco perchè ci meravigliamo di una parcella chirurgica di 1000 euro quando per il trattamento di un dente (cura canalare + capsula ecc ecc) ci sono stati chiesti (scontati) 2400 euro.

    Notizia di pochi minuti fa’: un mio amico ieri è andato al pronto soccorso lamentando un dolore allo stomaco. Il medico gli ha prescritto una borsa di acqua calda e, nel caso non avesse funzionato, gli ha molto gentilmente fornito un santino!

  8. proprio stamattina ho scritto che la gentilezza per i medici è un optional! Ti dico cosa mi è capitato : sono 5 anni che ho problemi di tiroide, ho fatto avanti e indietro tra mille endocrinologi, tanto che mi hanno creato ansia e attacchi di panico.Ognuno di loro da una diagnosi differente, uno addirittura mi voleva mandare dallo psichiatra perché dice che attribuisco i miei problemi fisici ai tre noduli che mi ritrovo nel collo!

    • Il ruolo della psiche è centrale anche nelle questioni fisiche. Dietro la mia scrivania ho una frase del mio amico Seneca: “Tutto ciò che suole tenere alto il morale giova anche al corpo”. Però talvolta è chiamata in causa a sproposito, è come se fosse il refugium dei medici che non sanno più che pesci pigliare.

  9. Sarò lungo.
    Chi vuole opinioni brevi come una barzelletta o slogan, può smettere di leggere subito.
    Lo sforzo lo faccio per chi ha voglia di leggere. Gli altri han solo da non farlo.
    Tanto per cominciare…
    Quel pirata di Berlusconi (che evidentemente manca a qualcuno, ma non a me) c’entra come i cavoli a merenda… Vedere, giusto per rimanere a Roma:
    http://www.repubblica.it/cronaca/2012/02/21/news/sanit_balduzzi_i_nas_verranno_inviati_in_ogni_struttura_con_criticit-30255844/

    Poi….
    Chi ha dovuto studiare a farsi un fondo tanto (non fosse cosí sarebbero capaci tutti!) per 25 anni per diventare chirurgo, non c’è nessuna ragione, né economica (lo diceva addirittura Marx!), né morale, che non guadagni MOLTO di più di chi per fare il lavoro che fa non ha dovuto passare decenni sui libri e in una corsia d’ospedale lavorando anche giornate di 16-18 ore!

    Un medico che guadagna 300 o 400 volte più di un’operaio, cioè €300.000-400.000 al mese, vorrei conoscerlo e sapere quanti sono…

    In ogni caso, pagherebbe circa €2-3.000.000 di tasse all’anno, cioè quante vote le tasse dell’operaio?
    E se esistesse, in ogni caso, sarebbe un altro segno di una società medievale, sottosviluppata, non certo di una capitalistica: SOPRATTUTTO perché nei paesi capitalistici e non del III Mondo, un operaio guadagna MOLTO più di €1000-1.200 al mese!! La media del salario operaio USA secondo il sindacato è di $50.522 annui!
    Anzi, una tale differenza come quella accennata di 300-400 volte, ricorda le differenze sociali del “socialismo reale”!
    Tuttavia, un medico che guadagna solo €60.000/anno, come fanno i medici di base in Italia (media di 1200 pazienti a €50 LORDE a paziente), è una vergogna: è una miseria per un medico! Chi glielo fa fare di aggiornarsi e lavorare bene?

    E se proprio vogliamo attribuire critiche a certi sistemi che si basano su certe idee a qualcuno, facciamolo con stile… non scomodo Jefferson, Thoreau, o Goldwater in quanto sarebbero dei “Carneade” per certuni… Ma questo forse è più noto…
    Winston Churchill disse:
    Il Socialismo è la filosofia del fallimento, il credo dell’ignoranza, il vangelo dell’invidia. La sua virtù intrinseca è voler condividere equamente la miseria“… 😉

    @Sergio: negli USA 1 dental implant costa in media $1000 … ci stai dentro addirittura col viaggio! 😉 …e magari fai un po’ di shopping di vestiario ed elettronica, che già costa dal 30-50% in meno, senza dover dare il 20% del valore di quel che compri in IVA a uno stato…
    Lo stesso completo di Zegna, e non fatto a Gaza ma a Biella, e che a Torino costava €1500, l’ho pagato $350 da Century 21 sulla Broadway, a New York! Le stesse scarpe Bruno Magli che costavano €250 a Torino, le ho pagate $100 a NY, e cosí via… – Ci sono voli week-end con hotel a €350-400, ci stai dentro solo col risparmio del dentista… 😉 …E se ti compri un MacBook Pro, risparmi altri $800 sul prezzo italiano, compresa l’assicurazione internazionale per tre anni parti e mano d’opera!
    Laggiù non devono mantenere mastodontici stati social-fascisti con tasse pazzesche…
    Ecco perché li cito sempre, non per vezzo, né perché non c’entri! …e le tasse le pagan TUTTI! Il SOLO funzionario di polizia che può presentarsi alla Casa Bianca e ARESTARE il Presidente, è un funzionario dell’Internal Revenue Service!
    In Italia Berlusconi PUÒ farsi le leggi che aboliscono il reato di falso in bilancio per non farsi processare!!

    Lavorare e pagare anche per quelli che non lavorano, per i corrotti, per quelli che non si possono cacciare, tale sistema è la ragione per cui gli investitori stranieri considerano l’Italia al livello del Ghana… E non è certo nella direzione seguita da Berlusconi, Bersani, Vendola, Casini o Di Pietro che si risolve il problema.
    Costoro e le loro ideologie SONO il problema: del lavoro, della sua assenza, della corruzione e della malasanità.
    Nessuno di quei signori mai dirà cinque verità di base:

    1. Non si può legiferare il povero nella prosperità, legiferando il ricco fuori dalla prosperità.

    2. Ciò che una persona riceve senza lavorare per esso, un’altra persona deve lavorare senza riceverlo.

    3. Il governo non può dare a nessuno ciò che il governo prima non toglie a qualcun altro.

    4. Non si moltiplica la ricchezza dividendola.

    5. Quando metà della gente si fa l’idea che non deve lavorare perché l’altra metà si occuperà di loro; e quando l’altra metà si fa l’idea che lavorare e fare sforzi non vale la pena, perché qualcun altro riceverà ciò per cui loro han lavorato, questo e l’inizio della fine di ogni nazione.

    L’ha fatto la Grecia, con pensioni a 45 anni, posti fissi finora inamovibili, e welfare pagato coi soldi dell’UE anziché investire in industrie…e ora, per “risolvere” i problemi, mettono in ginocchio ulteriormente l’economia con uno sciopero generale dopo l’altro…che, com’è noto, “fa aumentare il reddito mesile dei lavoratori”…

  10. Ha ragione chi dice che cito tanto gli USA e Israele… ci sono anche altre ragioni per il fatto che le cose funzionano meglio…tipo la percentuale di laureati nella popolazione… Israele è seconda solo al Canada, seguono Giappone e USA… L’Italia è distantissima (circa la metà) vicino alla Turchia…
    http://www.israel21c.org/briefs/israel-2nd-most-educated-country

    • HaDaR, intanto ti confesso che nella lettura del tuo penultimo commento ho seguito il tuo consiglio:

      > può smettere di leggere subito.
      Lo sforzo lo faccio per chi ha voglia di leggere. Gli altri han solo da non farlo.

      Poi, per risolvere i problemi dell’Italia (paese in cui sono nata, nel quale ho scelto di vivere e dal quale suggerirò ai miei figli di scappare) non sempre è proficuo paragonarla ad altri stati dove la situazione è migliore. Non credo sia neanche efficace come esempio. Ogni Stato, ogni Nazione, ogni popolo ha una storia a sé, dei leader a sé e degli elettori a sé.
      In sostanza, a parte un po’ di sana invidia, a che mi serve sapere che in Israele, in Danimarca, o dovetepareatté la sanità funziona meglio che da noi?

      • Magari per imparare (per esempio dal sistema sanitario francese che è un altro mondo, sebbene sia a un tiro di sputo) e suggerire cambiamenti in meglio, anziché pararsi gli occhi e pensare che il mondo cominci a Bolzano e finisca a Reggio Calabria.
        Anche per non proporre “soluzioni” che non lo sono, imparando anche dagli errori degli altri.
        Specialmente oggi, isolarsi e non guardare altrove non si può neppure più.
        È un’illusione, che porta a situazioni come la Grecia, alla sparizione dei posti di lavoro altrove e alla messa in perciolo del futuro dei tuoi figli!
        Sempre che uno non sia come i black block e tutti sti no-global che non sono che la versione XXI Sec. dei luddisti.

  11. Poi, in un paese dove non esiste neppure l’idea del “valore legale del titolo di studio” e dove si valuta 1) che cosa sai fare, spesso con esami e prove INDIPENDENTEMENTE DAL PEZZO DI CARTA; 2) che cosa hai studiato, 3) in che università l’hai studiato… il 95% dei laureati ha un posto di lavoro, segno di un sistema che funziona:
    http://www.ibtimes.com/articles/214426/20110915/unemployment-jobs-economy-college-graduate.htm
    (mentre in Italia se, pur essendo torinese, ti laurei all’università di Catanzaro con 110 e Lode perché è MOLTO più facile, mentre un altro si laurea alla Normale di Pisa con lo stesso voto, è ILLEGALE preferire il laureato a Pisa ed entrambi sono uguali e devono passare dallo stesso “concorso”. Il che è pazzesco! Risultato: entrambi son disoccupati…
    Ma basta che le università siano gratis e che ci possano andare anche mentecatti che ci stanno dieci anni…e siano trattati come gli studenti seri…del livello chi se ne frega: tanto c’è il valore legale del titolo di studio!)
    Che cosa c’entra il tutto coi pazienti troppo pazienti?… 😉
    Chi non vuole che emergano i migliori ma che siamo trattati tutti allo stesso modo come se fossimo tutti uguali, anziché riconoscere e premiare (anche con maggiori retribuzioni!) i migliori, non fa che sanzionare un sistema che necessariamente egualizza verso il basso e per di più si adatta oggettivamente a un sistema che non può funzionare. Ecco la connessione.

    • > Ha ragione chi dice che cito tanto gli USA e Israele… per il fatto che le cose funzionano meglio

      Certo, Bush jr non è un raccomandato e un inetto, ma un politico capacissimo che ha governato gli usa per 2 mandati grazie alle sue superiori capacità.

      Torno nell’oblio pure io: scusate l’off topic impulsivo, ma mi stava venendo l’orticaria pure a me.

      • Ti capisco, è difficile resistere. Io di solito faccio una serie di respiri profondi e funziona. Non sempre ovviamente 😉
        Però ti prego, non tornare nell’oblio.

  12. anch’io sono rimasta colpita dal ricorso al privato per un problema sanitario importante: il SSN deve farsi carico di questi problemi con percorsi accettabili.
    ci sono regioni dove la sanità funziona meglio che in altre: in Friuli, dove sto lavorando ora, il medico prescrittore, sia di famiglia che specialista, indica su ogni impegnativa il livello di priorità: urgente, breve, differita, programmata. mentre l’urgenza va direttamente in pronto soccorso, il CUP ha, per ogni ambulatorio, liste di attesa separate; breve vuol dire appuntamento entro 2-3 giorni. e così accade. normalmente.
    l’altro aspetto è la comunicazione medico-paziente, che, condivido, è asimmetrica, come dice ALicE, ma i professionisti ne devono essere consapevoli. e devono sapersi mettere nei panni dell’altro. ma spesso non accade, confermo.
    il fatto è che nel corso di studi, salvo poche eccezioni ultimamente, non esiste formazione alla comunicazione. e per lo più la formazione universitaria è ancora sulla malattia, non sul malato come persona.
    un’opportunità è offerta dal tirocinio post laurea in ospedale e nel territorio; in particolare, i futuri medici di medicina generale fannno un corso di tre anni ma, ancora una volta, per la gran parte in ospedale! ma fanno anche 6 mesi presso un mmg-tutor e alcune settimane presso i servizi territoriali.
    non sempre essere medici e pazienti insieme aiuta: puoi avere percorsi facilitati, sai più facilmente a chi rivolgerti, ma io ho sperimentato ancor più la mancanza di comunicazione, tanto sei medico e sai tutto, senza poter condividere domande, paure, perplessità, e magari non essere creduta per qualche malefatta che mi avevano fatto…..

  13. http://www.repubblica.it/politica/2012/02/27/news/italia_sprechi-30559164/
    Ancora sulla malasanità e sul “buco nero” in cui inevitabilmente finiscono i soldi del contribuente, dato il naturale appetito illimitato dello stato e delle sue gigantesche e sempre crescenti burocrazie e sprechi.

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