Tartarughe capovolte

Avete mai visto una tartaruga capovolta mentre con l’espressione tirata e preoccupata agita freneticamente le zampette in aria? Vi siete detti, come me: “Poveretta, ora l’aiuto a raddrizzarsi”?

Psicologi e neuroscienziati non pensano questo, ma “da quale parte si girerà per rivoltarsi”? O almeno quelli delle università di Padova e di Trieste.

Costoro hanno messo su uno studio, pubblicato su Behavioural Brain Research, con 34 tartarughe, le hanno poste a turno in una vaschetta di plastica piena di sabbia di dimensioni standard e con cautela le hanno capovolte più volte rimanendo a guardare da quale lato si rigiravano. 15 di loro hanno anche avuto il privilegio di essere ritestate a 10 mesi di distanza. Gli Scienziati avevano però cura, bontà loro, di lasciarle riposare e sgranchirsi le zampe per qualche minuto tra una prova e l’altra.

Lo studio ha rilevato un dato fondamentale: sia al livello individuale che di gruppo le tartarughe preferivano raddrizzarsi girandosi sul lato destro. L’operazione richiedeva sempre meno di due minuti.

Non varrebbe la pena di realizzare uno studio anche sulla forma mentis di psicologi e neuroscienziati?

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Una Risposta a “Tartarughe capovolte”

  1. ahuauhahuhau, rido per l’ultima frase, per il resto nutro solo disprezzo per queste ricerche!

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