Binge drinking: sempre più diffuso negli USA

Il binge drinking è definito come assunzione in una unica occasione di almeno 4 bevande alcoliche se si è donne e cinque se si è uomini.

Un rapporto sui dati di sorveglianza, uscito sulla rivista dei Centers for Disease Control, MMWR, relativo al 2010 in USA, propone dei numeri allarmanti e in crescita rispetto all’anno precedente.

Emerge che un adulto su 6 ha questo comportamento 4 volte al mese e che il numero medio di drink consumati supera quello della definizione e arriva a 8.

Il gruppo più numeroso appartiene alla fascia d’età 18-24 anni (9,3 drink) e a quella 25-34 (8,4 drink), ma coloro che hanno superato i 65 lo fanno più spesso dei giovani. Infine, gli uomini sono il doppio delle donne.

Si tratta di un problema diffuso anche da noi, che ha delle gravi ripercussioni non solo sanitarie, ma anche sociali ed economiche, che è ancora troppo sottovalutato se non misconosciuto, per il quale andrebbero realizzati degli efficaci interventi preventivi.

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9 Risposte a “Binge drinking: sempre più diffuso negli USA”

  1. “troppo sottovalutato se non misconosciuto, per il quale andrebbero realizzati degli efficaci interventi preventivi”
    condivido!
    rilevo che, nonostante tutte le possibilità di informazione, molte persone non sappiano alimentarsi: l’uso di 5 razioni di frutta e verdura, più pesce che carne, più proteine vegetali che animali, meno grassi, meno caffè, meno alcoolici a pasto e soprattutto fuori pasto!

  2. soffro di binge-surfing: posso visitare anche 5 o 6 siti web di seguito…

    e mi piacciono le Ragazze.

    dottore, è grave?

  3. Il grosso problema è di carattere culturale ed educativo a più livelli (quello medico e/o di ordine pubblico è altra cosa).

    Innanzitutto, tra i giovani, negli USA (contrariamente a quanto accadEVA in Italia fino all’inizio degli anni ’80 – dopo non c’ero e non so), si BEVE PER DIVERTIRSI anziché BERE QUANDO CI SI DIVERTE, come facevANO, anche fino all’ubriachezza, alcuni dei miei amici e conoscenti, ma quasi mai, tranne qualcuno, quelli particolarmente cretini, che divennero anche molto famosi, che lo facevano sempre già da quattordicenni… NOMI MOLTO FAMOSI NEL CAMPO POLITICO E CULTURALE…li vedete spesso in TV… 😉

    La prima domanda che fanno in college in California quando sentono di una festa organizzata è “c’è birra?” …
    In Italia si chiedeva altro (non cito per rispetto delle Ragazze)… Tranne i suddetti cretini… 😉

    Comunque, la definizione – che mi pare assurda e da proibizionisti calvinisti – di “binge drinking” come QUATTRO drinks, non è giusta a mio parere… Binge drinking è bere senza interruzione, spesso un bicchiere subito dopo l’altro, fino a che non se ne può più e si cade. Binge drinking è una CONDIZIONE, UN MODO DI BERE… A me, per esempio, quattro drinks di qualsiasi cosa, che non siano 4 boccali da 1 litro di Spaten – nel qual caso non guiderei, non fanno un baffo e non mi mettono né in pericolo né mi riducono all’incoscienza, anche se è vero che io non bevo MAI alcolici fuori dai pasti se non qualcosa, ogni tanto, molto raramente, DOPO… È pur vero che, una trantina d’anni fa, ho seduto sotto il tavolo più di un Normanno (nessuno beve come e quanto loro e canta canzoncine rituali facendo bere tutti i presenti!) che voleva sfidare il “rital” (cosí chiamano gli Italiani) e che durante i pasti mi serviva da bere in continuazione…

    La TESTA, l’atteggiamento, ecco perché dicevo la cultura e l’educazione, son ciò che conta.
    I bambini ebrei di famiglia più o meno osservante bevono sin da piccoli – dall’ottavo giorno, anche se non se lo ricordano! 😉 – ogni Shabbath e ogni festa…non solo a Purim… Tuttavia, le statistiche sui tassi d’alcolismo fra gli Ebrei sono molto chiare: è quasi inesistente e direttamente proporzionale al livello di non osservanza. Infatti, nell’Ebraismo, mentre non vi è alcun rifiuto dell’alcol, anzi, le feste e lo Shabbath cominciano con la benedizione sul vino che si beve (o su un alcolico permesso, tipo birra, whiskey o vodka, ma dev’essere alcolico: il succo d’uva per molti decisori non va bene), il “goto de vin de noantri”, ubriacarsi è proibito, MOLTO malvisto e assolutamente non comune. Figurarsi che, quella che fra i religiosi viene familiarmente e non troppo scherzosamente chiamata “la mitswà di Shabbath”, il comandamento che si deve fare di Shabbath [non solamente di Shabbath ma certamente di Shabbath, visto che fa parte del santificarlo!], cioè avere rapporti sessuali con la propria moglie o marito, è proibito se si è ubriachi!
    In Israele per sentir parlare d’alcolismo come fenomeno non completamente marginale, s’è dovuto aspettare l’arrivo di circa 350.000 immigrati assolutamente non Ebrei dall’ex Unione Sovietica fra il milione d’immigrati che arrivarono dal 1991: adesso, invece, si trovano ubriaconi e fiondati vari per le strade (nonché stupratori e assasini Ukraini ecc.) e bottiglie di Vodka rotte al mattino presto lungo la strada per la sinagoga italiana a Gerusalemme che è in centro. Prima l’alcolismo interessava quasi solo gente di una certa fascia socioculturale, assolutamente laicISTA e perloppiù di origine Europea, come per esempio i figli di Moshe Dayan, che sono anche tossicodipendenti e omosessualISTI, o lo stesso Rabin, che era un alcolista non riformato.

    • Hai ragione, la definizione non è esaustiva, ma questi sono i rischi della standardizzazione dei termini che comunque serve per capirsi.
      D’altro canto non credo che funzioni neppure la tua: “bere senza interruzione, spesso un bicchiere subito dopo l’altro, fino a che non se ne può più e si cade”, visto che come tu stesso riconosci ci sono persone che reggono e non cadono.

      • A dire il vero, chiunque prima o poi crolla facendo binge drinking… 😉 …anche Mandrake e Magilla Gorilla! 😆
        Anzi, io sarei ancora più in pericolo, visto che ho un’alta tolleranza all’alcol ne dovrei ingerire una quantità assolutamente micidiale!

        Crollare, essere fatti persi al punto di non capire più niente, è lo scopo e risultato del binge drinking, che tradurrei con “bere ad oltranza”, o “bere finché non ce la fai più ad ingoiare nulla”…e vomiti, o svieni, o t’addormenti, ecc.

        La descrizione e la realtà (avviene cosí) del binge drinking è: un keg (bariletto metallico?) di birra e un tubo che ne esce in bocca, a turno, fino a che ce ne sta…
        Nei posti meno “pittoreschi” lo si fa con “all you can drink”…e un sacco di bicchierini o bicchieri di plastica sul tavolo…

        Il problema è che una volta lo facevano in pochi, gli alcolisti “di professione”… Ora, tanti ragazzi e ragazze (soprattutto queste ultime, purtroppo) “di buona famiglia” crepano in coma etilico dopo una serata in cui per qualche ora si fiondano litri e litri di birra, o un bicchierino dopo l’altro di superalcolici, magari con birra, o peggio con cocaina o ossicodone…

        Quando VEDI certe cose, ti sconvolgono.
        Non dimenticare che sono anche EMT-D e poi ho studiato da Paramedic, due figure professionali fondamentali che in Italia non esistono a causa delle resistenze degli ordini e corporazioni mediche…In Italia mi farei arrestare per abuso di professione medica facendo le stesse cose di cui ho competenza e che negli USA e in Israele mi varrebbero una medaglia…tipo intubare uno, fare un’endovena, una tracheotomia, o un’intervento invasivo urgente salvavita sul luogo dell’incidente con bisturi e penna Bic…magari in caso di pneumotorace con crisi respiratoria acuta…o in caso di emorragia endocranica acuta con evidenti segni di progressiva perdita delle funzioni cognitive in seguito alla stessa… Insomma, la legge Italiana, anche in questo caso medievale e assurda, mi proibisce di salvare una vita per strada quando non c’è nessun altro a farlo, pena l’incarcerazione per parecchi anni!

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