Memorie

Disegno di Aldo Gay

Disegno di Aldo Gay

Dal racconto di nostro padre, allora quindicenne.

Lasciata l’ultima delle case dove ci eravamo rifugiati fino ad allora, fummo costretti a nasconderci in molti posti diversi, ma sempre a Roma. Ci venne assegnato, in quanto ufficialmente sfollati calabresi, ma non ebrei, un appartamento al decimo piano di un palazzo a piazza Rosolino Pilo, a Monteverde. Lì vivemmo una notte drammatica durante la quale assistemmo un po’ in finestra, un po’ in terrazza e un po’ nascosti tra i cassoni dell’acqua, all’irruzione dei Tedeschi a casa dei Terracina e alla deportazione, tra gli altri, di Piero che fu tra i pochi a ritornare da Auschwitz.

Quando vedemmo i soldati entrare nel nostro portone, pensammo che non ci fosse più niente da fare, che la nostra fuga fosse giunta al termine. Udimmo il rumore degli scarponi che salivano per le scale, che si avvicinavano, che arrivavano davanti alla nostra porta. Incredibilmente, inaspettatamente proseguirono. Ancora oggi quegli scarponi continuano a scalpitare nei miei sogni procurandomi degli spaventosi incubi notturni dai quali mi risveglio con lo stesso senso di terrore provato allora.

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21 Risposte a “Memorie”

  1. Ben prima di ‘incontrare’ Primo Levi, un doveroso riconoscimento al professore di Lettere della scuola media che ci fece leggere “Un sacchetto di biglie” di Joseph Joffo.

    Vorrei inoltre chiedere una conferma ai lettori del blog. Nella versione cinematografica della “Guerra dei mondi” di Spielberg di qualche anno fa, la scena più intensa (molto rielaborata rispetto al romanzo) era quella in cui i Marziani andavano a stanare i Terrestri casa per casa, utilizzando dei lunghissimi tentacoli metallici come “torce” per frugare negli angoli degli scantinati. Ci era parsa evidente un’allusione alla Shoah, anche perché era un periodo in cui infuriavano polemiche attorno al negazionismo.

  2. Un intervento di segno diverso.
    Giorno della “Memoria” sì, ma che sia memoria informata. La data del 27 gennaio è stata scelta – si dice nel pomposo linguaggio ufficiale – nell’anniversario della “liberazione del Lager di Auschwitz” da parte degli Alleati.

    Andrebbe però ricordato che fino a quel momento gli Alleati, pur essendo informati di cosa succedeva ad Auschwitz, non avevano mosso un dito. Mai vennero bombardate le ferrovie per impedire i trasporti degli ebrei verso i Campi. Quanto ai bombardamenti aerei contro lo stabilimento della Buna, colpivano solo i generatori, per fermare la fabbrica senza però danneggiarla, in modo da poterla utilizzare dopo la guerra — e così è stato. E che intanto gli “schiavi” che ci lavoravano si arrangiassero.
    Gli americani respingevano anche le navi di espatriati ebrei che cercavano rifugio sul Continente.
    Ecc.
    Da ricordare.

    • Mi sembra doveroso.

    • Gli alleati rifiutarono nel modo più assoluto di bombardare Birkenau, Treblinka e Sobibor, nonché le ferrovie che conducevano là, nonostante ripetute richieste in tal senso; persino lo scambio di mille camion per 400.000 Ebrei Ungheresi fu rifiutato nel 1944.
      Alla conferenza delle Bermude nel 1943 Bevin disse: “what are we going to do with all those Jews if we save them from the Germans?”
      V’invito a leggere due libri illuminanti, OVVIAMENTE MAI TRADOTTI IN ITALIANO (in Italia gli Ebrei si preferisce rimuoverli del tutto), intitolato “The Abandonment of the Jews” di David Wyman (che non è neppure Ebreo, ma nipote di pastori protestanti, “quindi è più credibile”) e “A Race Against Death: Peter Bergson, America, and the Holocaust”, scritto da Wyman con Rafael Medoff.

      • Vorrei far notare che la R.A.F. bombardò MOLTO SPESSO a pochissimi chilometri da Birkenau, e che avevano FOGRAFIE DETTAGLIATISSIME dei Lacmpo, compresi i crematori e le camere a gas.

  3. Oggi dopo 70 anni, la Norvegia ha ufficialmente ammesso il coinvolgimento dello Stato nella deportazione degli ebrei norvegesi scusandosi pubblicamente. La Francia ha aspettato fino al 1995 per un passo analogo. Sempre meglio dei 500 anni che ha impiegato la Chiesa per riconoscere le proprie colpe e chiedere perdono per le persecuzioni ebraiche e la cacciata degli ebrei dalla Spagna.

    • >la cacciata degli ebrei dalla Spagna

      … una cacciata a cui era contrario perfino il cattolicissimo Cervantes.

    • Italia: 1945, il Guardasigilli Togliatti, allora Segretario del P.C.I. e braccio destro di Stalin nel Comintern e nelle purghe da 20 anni!) amnistiò i fascisti e scelse come suo braccio destro nel dopoguerra il fascista antisemita Gaetano Azzariti, già Presidente del Tribunale della Razza, preposto all’applicazione delle leggi razziste anti ebraiche; il SOLO paese al mondo che decise a nome dei “propri” Ebrei di rinuciare alle riparazioni tedesche; il SOLO paese in cui non v’è stata NESSUNA restituzione di proprietà rubate agli Ebrei in seguito alle leggi razziste, con tanto di sentenza di cassazione a giustificare tali mostruosità legali sulla base del mostruoso principio legale Romano coactus volui, interpretato dalla Cassazione come “anche se costretto, hai accettato”; il paese che passò le leggi razziste del 1938, di gran lunga peggiori di quelle di Norimberga, e in cui non vi fu NESSUNA PROTESTA contro le mostruosità compiute sotto la copertura di tali leggi, anzi, tantissimi ne godettero materialmente a cominciare da professori (Norberto Bobbio, per esempio, uno dei tanti idoli illuminati dell’Einaudi, inviò una lettera a Mussolini per richiedere il posto tolto ad un insegnante Ebreo in seguito alle leggi razziste, come testimoniato da Sion Segre Amar), insegnanti, funzionari, eccetera (la SCUSA della dittatura per l’assenza di proteste non regge, visto che addirittura A BERLINO nel 1943, in piena guerra, vi fu una manifestazione di piazza davanti alla sede della Gestapo con migliaia di persone che protestavano contro le deportazioni dei coniugi Ebrei degli “ariani”).
      L’Italia è il paese che fece dello stesso antisemita fascista Gaetano Azzariti il Presidente della Corte Costituzionale e lo insegnì, come tanti altri delinquenti, del titolo di Cavaliere del Lavoro.
      L’Italia ha sempre onorato gli antisemiti, dal calendario, dove sono rappresentati in abbondanza (basti ricordare S.Ambrogio che scriveva alla sorella che “non vale la pena di bruciare le sinagoghe senza gli Ebrei dentro” – citato da Jacob Marcus in “The Jew in the Medieval World” insieme a tantissime altre perle della “cultura” italiana); al governo (Amintore Fanfani fu uno degli ideologi fascisti firmatari del Manifesto della Razza, Aldo Moro fu dirigente dei Gruppi Universitari Fascisti), alla cultura (basti pensare all’antisemita Dario Fo e a Giorgio Bocca e Guareschi, anche gli ultimi due firmatari del Manifesto della Razza).
      Non dimentichiamoci, poi, che i tedeschi occuparono l’Italia dal Sud a Firenze per meno di 9 mesi, e in totale al Nord per due anni e mezzo… Ciononostante in Italia la caccia agli Ebrei per mandarli allo sterminio ebbe un successo incredibile: non solo a causa della polizia e giudici e apparati fascisti, ma non mancarono affatto i delatori, ANZI!!!… alcuni dei quali, come coloro che denunciarono la famiglia di un mio amico di Firenze, con tanto di decorazioni A.N.P.I. come “partigiani” dopo la guerra….

  4. Memoria informata e senza smielature.
    a me sembra che la presa di consapevolezza degli italiani sulle vicende del Ventennio e del II conflitto mondiale, a cominciare dalla promulgazione delle leggi razziali, sia, per molti, ancora da venire.
    e i comportamenti e le idee razzisti imperversano impuniti….

  5. Non dimetichiamoci neppure che, annacuqnado come sempre il vino e nell’ipocrisia totale, l’Italia ha CAMBIATO il nome della ricorrenza ONU del 27 Gennaio da “Giorno del Ricordo della Shoah” a “Giorno della Memoria”… Anche lì gli Ebrei sono rimossi e in un sacco di scuole tale giornata è diventata l’occasione per spararne di grosse contro Israele, parlare di “sterminio dei palestinesi” di “Israele nazista”, invertendo il rapporto macellaio vittima, folosofeggiando sulle “vittime diventati macellai”, omettendo la PARTECIPAZIONE ATTIVA DEGLI ARABI ALLA SHOAH (compreso il leader storico “palestinista” Haj Amin Al Husseini, zio di AraBfaRt, che VISSE a Berlino nel 1941-1943, e fondò al divisione SS Kossova), e il FATTO che sia il BAATH Siriano sia quello Iracheno sono partiti di origine NAZISTA (in Iraq nel 1941 ci fu un terribile pogrom nazista, il Farhoud, che assassino centinaia di Ebrei a Baghdad), che Nasser e Sadat fecero galera come ufficiali nazisti in Egitto, che Hassan Al Banna, fondatore dei Fratelli Musulmani (da cui deriva anche Hamas) era un nazista, eccetera. IL tutto mentre tanti buoni insegnanti italiani tacciono e lo permettono o lo appoggiano.
    Leggetevi questo: http://www.israelnationalnews.com/Articles/Article.aspx/11157 sullo stato del Giorno della Memoria in Italia, istruttivo, a parte la BALLA di Pezzana sul fatto INESISTENTE che la legge 211 del 2001, quella che istituì il giorno della memoria, menzioni le responsabilità e collaborazione fasciste…cosa che non è affatto vera.

  6. La memoria è MOLTO scomoda!
    Infatti, il nome del gioco da sempre in Italia è “Rimozione dell’Ebreo”……e non mi riferisco solo al passato con l’invenzione tutta italiana del ghetto (almeno in Europa, visto che i musulmani ci avevano pensato ben prima fuori dall’Europa) … come non mi riferisco solo al passato remoto… Infatti, per esempio, dal “buon” Wojtyla in avanti, persino il 1 Gennaio nei calendari cattolici non è più “Circoncisione di N.S. …” ma è diventato una S. Maria fra le tante…
    Oltre alla sostituzione teologicamente sancita dalle chiese che chiamano le loro comunità di fedeli la “vera Israele” o “nuova Israele”, non dimentichiamoci che in Italia, pur essendo sempre sempre presente come insulto, dal popolino (gli arbitri li insultano con “ebreo”; per dire cadavere dicono anche maccabeo; per dire tirchio o meschino dicono rabbino, ecc.), alla letteratura “nobile” da liceo (ricordate i “vil marrano”?), l’Ebreo sparisce anche dai libri di Storia, dove gli Ebrei sono nominati nei volumi di Storia Antica, in IV Ginnasio, e poi spariscono, fino a riapparire miracolosamente con la Shoah (ma a quella chi ci arriva nei corsi di Storia dei licei?)…
    Nei testi di filosofia dei licei anche Maimonide era “degiudeizzato”, in quanto veniva definito “filosofo aristotelico arabo”, senza fare alcuna menzione del fatto che la sua opera principale, a cui lavorò tutta la vita e la sola che aggiornò costantemente fino all’ultimo (come scrisse lui stesso) fu il Mishnèh Toràh, che è nel campo delle decisioni Halakhiche…e si accenna al fatto, parlando di qualche secolo dopo, che Spinoza era Ebreo, ma solo per criticarne la messa in cherem (la cacciata dalla vita comunitaria) e attaccare cosí “la sinagoga”…
    Israele è solo la scusa corrente di una psicopatologia culturale antica come la Grecia e Roma (lettura istruttiva fra le tante, seppure piena d’errori di traduzione in Italiano: “Giudeofobia – L’antisemitismo nel mondo antico” di Peter Schäfer). Oggi forse è maggiormente presente a sinistra, ma non è meno virulenta a destra (basti leggere i commenti dei lettori ANCHE sul Giornale e su Libero sulla “finanza ebraica”, “gli Ebrei e i massoni”, ecc., nonché ogni volta che si parla d’Israele: commenti alla Mein Kampf e Interlandi & C., יש”ו )

  7. Io son d’accordo con questo:

    C’era una volta la Giornata della Memoria
    Gennaio 26, 2009
    – di BARBARA MELLA –

    http://www.libmagazine.eu/wordpress/2009/01/26/cera-una-volta-la-giornata-della-memoria/

    C’era una volta la memoria. La memoria di un evento indicibile. La memoria di un evento talmente inimmaginabile che persino chi riusciva a sfuggire e a darne testimonianza, mentre stava accadendo, non veniva creduto. E per non lasciare che la memoria di ciò che la specie umana era riuscita a perpetrare rischiasse di andare perduta, qualcuno ha pensato di istituire una “Giornata della memoria”. Una volta.
    Poi … poi è accaduto ciò che spesso accade, quando si ha a che fare con questa tematica. Con l’ebraismo, intendo dire. Con gli ebrei, per la precisione. È successo che qualcuno, da subito, si è sentito disturbato dall’idea che ci si occupasse degli ebrei. Che ci se ne occupasse non per farli fuori, non per accusarli di ogni sorta di nefandezze, non per demonizzarli, bensì per ricordare che dopo millenni di persecuzioni diffuse e generalizzate e punteggiate da un discreto numero di stermini di massa e da un immenso numero di stermini “minori”, si era infine arrivati a programmarne lo sterminio totale, e ad avviare con buoni risultati l’esecuzione del programma. Il primo passo fatto per boicottare la neo-istituita giornata della memoria è stato il tentativo di allargare la commemorazione ad altre vittime. Il secondo, e tuttora in corso, è stato molto più infame, più subdolo, più vigliacco, più ipocrita, più osceno: è stato un totale ribaltamento – di quei ribaltamenti a cui gli antisemiti da lunga data ci hanno abituati – dell’intero panorama. Hanno inventato, gli antisemiti, la storia delle “vittime che si sono fatte carnefici”. Hanno inventato “i nuovi nazisti”. Hanno inventato “l’olocausto del popolo palestinese” – un popolo che in sessant’anni di ininterrotto olocausto, sterminio, genocidio, si è quasi decuplicato, ma chi sta a badare a questi dettagli? E hanno scippato la giornata della memoria: vanno lì, ora, alle manifestazioni commemorative, a spremere la loro brava lacrimuccia. Ci vanno nell’illusione che ciò basti a ingannarci. Ci vanno nell’illusione di ricostruirsi, con ciò, una verginità. Ci vanno per sentirsi poi tranquilli con la propria coscienza quando, dopo avere pianto per gli ebrei morti, latrano come cani rabbiosi quando gli ebrei vivi tentano disperatamente di restare vivi resistendo al rinnovato progetto di sterminio, strepitano come vergini violate quando gli ebrei vivi mostrano di voler davvero tenere fede al “mai più come pecore al macello”. Si ha veramente l’impressione che a costoro piaccia talmente tanto commemorare l’olocausto, da prodigare ogni aiuto e ogni sostegno, materiale e morale, a coloro che stanno progettando e tentando di metterli in condizione di poterne presto commemorare due. Per questo mi auguro di poter dire al più presto possibile “C’era una volta la giornata della memoria”, per non dover più fornire, coi nostri morti e col nostro dolore, un alibi ai peggiori sentimenti che l’animo umano possa albergare: anche in questo campo è davvero arrivato il momento di giurare, solennemente, MAI PIÙ.

  8. beh… le sintesi (ehm, analisi) storiche di HaDaR fanno sempre un certo effetto. saltano fuori di quei dettagli “dimenticati” dalla Storia ufficiale…

    a cui va aggiunta la chicca del ‘nickname’ di Arafat 😆

  9. T’è piaciuto l’araBfaRt, eh…?! 😆
    Credo di averlo inventato io (oggidì non si sa mai, visto che non l’ho brevettato né copyright-ato…) 😉
    Ho cominciato ad usarlo molti anni fa, quando scrivevo praticamente solo in Inglese da anni, di certo parecchio prima del 2002…
    In diretta da Gerusalemme su Sky a Controcorrente, dove apparivo come “colono” [io non avevo diritto, apparentemente, al titolo di Dottore come tutti gli altri, nonostante la mia laurea da UCLA, i quanto ero un Ebreo che viveva dove secondo gli antisemiti – che lo sappiano o no, accettano doppi standards: non oserebbero mai dire a un Italiano, o un Indiano che in quanto tali non possono vivere in un certo posto – gli Ebrei non dovrebbero vivere] nell’ottobre dell’anno successivo, il 2003, coniai un altro termine che uso molto, il termine Hamastan in riferimento a che cosa sarebbe successo nella malaugurata eventualità che Israele procedesse all’auto-pulizia etnica pretesa dagli Arabi nei confronti degli Ebrei, e mi feci prendere a cannonate verbali da tutti, chi mi davano del disfattista, estremista, eccetera…
    Tre anni dopo s’è visto chi aveva ragione ad opporsi al programma di Sharon di creare un altro pezzo di terra Judenrein con la deportazione di circa diecimila Ebrei dalle loro case nella Striscia di Gaza in cui gli Ebrei c’erano da oltre tremila anni, salvo una breve interruzione tra il 1948-1967. Tre anni dopo nasceva il regno del terrore di Hamas a Gaza.
    Ho sempre avuto la tendenza a vedere più in là del mio naso… Infatti, il 19 Agosto 2005 alle 09:35 IST, scrivevo a proposito di Sharon qualcosa che cominciò a succedere quattro mesi dopo quando fu colto da ictus, cosa che gli impedisce persino di fare teshuvà da tanto era malvagio:

    P.S.: uno dopo l’altro gli ebrei di Gaza vengono cacciati “con amore!!!” dalle loro case… Gaza è quasi Judenrein… La “missione” è quasi compiuta…e i nostri idioti locali ne sono fieri… Non posso non pensare ai fonogrammi inviati tempo fa che tradurrò presto.

    Anche allora i termini usati erano “neutrali”… “azione”…”rimozione”…”rilocazione”… E spero solo, con tutte le mie forze, che nessuno tolga a Sharon, con qualche atto idiota che la renda troppo rapida, ciò che si merita: a una morte lenta, naturale, dolorosa e umiliante, soffocato nel colesterolo dei suoi gamberetti…

    Il tutto C’ENTRA PARECCHIO con la “Memoria”, soggetto del post…
    Come già successe nel 1993, quando, tra il silenzio dei media, 400.000 Ebrei manifestarono a Gerusalemme CONTRO gli accordi di Oslo, sotto lo slogan “Non date loro i fucili, e troppi MENTIRONO e dissero poi, di fronte a 2.000 Ebrei assassinati e oltre 18.000 feriti e menomati nei dodici anni successivi (MOLTO di più che nei primi 45 anni dello Stato d’Israele!), molti dei quali assassinati da quei fucili (io ho perso DODICI CARI AMICI in quegli anni!), molti, troppi ipocriti che giocavano con faciloneria sulla pelle degli altri, dissero: Non potevamo sapere. E no!! Come potevo io e altre centinaia di migliaia, avrebbero dovuto pensarci anche loro!

    Secondo la morale Ebraica il correo è ANCHE chi non si oppone a un crimine, un’ingiustizia, una violenza!, infatti sta scritto:
    לֹ֥א תַעֲמֹ֖ד עַל־דַּ֣ם רֵעֶ֑ךָ אֲנִ֖י יְהוָֽה׃</b?, cioè NON RIMARRAI IMBELLE DAVANTI AL SANGUE DEL TUO FRATELLO {Levitico 19:16}, non a caso tradotto nel modo più fasullo in tutte le Bibbie Italiane!

  10. Non sono stata a rimarcarla, perchè mi sembrava fosse una diatriba così indegna che farne menzione poteva darle un’ulteriore diffusione e pubblicità immeritata. Mi riferisco al titolo pubblicto su Il Giornale del 27 gennaio scorso in risposta al quotidiano tedesco Der Spiegel.
    Oggi però su quest’argomento ho letto un articolo scritto da un punto di vista interessante che mi piacerebbe condividere con i lettori del blog:

    http://moked.it/blog/2012/01/29/noi-voi/

    • Sia il titolo sia il contenuto sono disgustosi, e tipici di un vero e proprio fascista come lui, degno erede del direttore precedente, quello che ha sempre avuto sulla sua scrivania il busto di Mussolini.
      Che possano morire di morte lenta e dolorosa e che siano maledetti loro e le loro famiglie come lo sono quelle di coloro che i qualsiasi modo aiutarono, compiaciuti o indifferenti, la persecuzione dei Figli d’Israele.

      • Questo è un tipico commento in cui il merito viene vanificato con la scelta del metodo. Puoi avere tutte le ragioni nel giudicare una persona, ma il modo che hai usato le fa passare in secondo piano. Non riteniamo opportuno che si lancino maledizioni e si usi un linguaggio sgarbato e offensivo sul blog.

  11. Sono stato molto moderato: VOLEVO offendere un fascista!
    Ne ho il diritto, morale e legale: l’Art. XII delle disposizioni costituzionali probisce la “ricostituzione SOTTO QUALSIASI FORMA del disciolto partito fascista” e l’apologia di fascismo è reato, che io sappia…
    Sono stato MOLTO moderato.
    Nella mia famiglia, dalle Alpi alla Croazia agli Urali, ai fascisti e ai nazisti SPARAVANO e sono ben fieri di averne fatti fuori non pochi!

  12. Primo Levi
    Se questo è un uomo

    Voi che vivete sicuri
    Nelle vostre tiepide case,
    voi che trovate tornando a sera
    Il cibo caldo e visi amici:
    Considerate se questo è un uomo
    Che lavora nel fango
    Che non conosce pace
    Che lotta per un pezzo di pane
    Che muore per un sì o per un no.
    Considerate se questa è una donna,
    Senza capelli e senza nome
    Senza più forza di ricordare
    Vuoti gli occhi e freddo il grembo
    Come una rana d’inverno.
    Meditate che questo è stato:
    Vi comando queste parole.
    Scolpitele nel vostro cuore
    Stando in casa andando per via,
    Coricandovi alzandovi;
    Ripetetele ai vostri figli.
    O vi si sfaccia la casa,
    La malattia vi impedisca,
    I vostri nati torcano il viso da voi
    .
    =========================

    Se questa non è una maledizione….

    • sì, ma LUI era passato fisicamente per Auschwitz.
      e dopo quello sfogo non ha più maledetto nessuno. (che è appunto ciò a cui servono gli sfoghi: a s-caricarsi).

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