Il problema dell’orinatoio

Un uomo entra in un gabinetto pubblico. Contrariamente a quel che si possa pensare non è l’inizio di una barzelletta berlusconiana. È invece l’inizio di un articolo moooolto serio pubblicato nel 2010 su Lecture Notes in Computer Science da due matematici delle università Carleton (Canada) e Wesleyan (USA).

In esso i due esimi affrontano e tentano di risolvere il problema dell’orinatoio. Vediamo di che si tratta.

“Un uomo entra in un gabinetto pubblico e si trova di fronte a n orinatoi liberi. Quale di questi orinatoi deve scegliere per massimizzare la probabilità di mantenere la privacy, per esempio di ridurre il rischio che qualcun altro ne vada a occupare uno accanto a lui?”

Come vedete la questione è scottante, nonché di fondamentale importanza. E infatti i due ci si buttano a corpo morto sciorinando una serie infinita di formule matematiche incomprensibili ai più. E i loro sforzi sono premiati, perché alla fine pervengono alla soluzione del dilemma offrendo a tutti gli uomini delle indicazioni preziose.

Ecco le loro conclusioni.

“Quando una volta entrati nel gabinetto pubblico vi trovate a dover decidere quale orinatoio utilizzare al fine di massimizzare la vostra privacy, dovreste probabilmente [eh no! dopo tutta quella ostentazione di Scienza quel probabilmente non me lo dovevano proprio scrivere] scegliere quello più lontano dall’ingresso se è libero e se anche quello accanto lo è. È questa la scelta ottimale”.

E non basta. I due ineffabili ci tengono a precisare che “questo problema conduce ad altre variazioni molto interessanti [non stento a crederlo] meritevoli di ulteriori indagini” e incoraggiano chiunque a riflettere di più quando si serve dei gabinetti pubblici.

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8 Risposte a “Il problema dell’orinatoio”

  1. bisognerebbe porre un freno a questi studi che di scientifico spesso hanno poco o nulla. quindi sono fiero di opporre a questo i risultati di un altro studio, compiuto da un’altra equipe di scienziati, che dimostra come la ricerca per la massimizzazione della privacy sia, in realtà, inversamente proporzionale alle dimensioni del pene. lo studio dimostrerebbe, se mai ce ne fosse bisogno, che tutti gli uomini sono affetti da celolunghismo e che sono ben contenti di avere qualcuno da stupire accanto, nell’orinatoio.

  2. C’era la storia di quel tizio che era il sosia sputato di John Wayne, e quando andava ai cessi pubblici tornava sempre con i pantaloni inzaccherati perché, appena entrava, gli uomini si voltavano di scatto verso di lui esclamando: “Wow!! John Wayne!!”

  3. Ho fatto una tesi di laurea sulla Teoria dei Giochi, ideata da una delle menti più brillanti di tutti i tempi, cioè von Neumann – una teoria che affronta tutte le “partite” giocate tra due soggetti nei quali gli obiettivi sono condivisi e le risorse condivise. Quello degli orinatoi è un caso abbastanza classico, e la sua rappresentazione sotto forma di modello matematico è applicabile a problemi molto più vasti – assomiglia a quello che viene affrontato dagli animali, erbivori e non, che accedono alla stessa pozza, o a quello di paesi che si spartiscono risorse idriche, o energetiche. Il problema in sè, dunque, è un po’ ridicolo, ma tutto sommato non così tanto…

  4. >Teoria dei Giochi, ideata da una delle menti più brillanti di tutti i tempi, cioè von Neumann

    ma… e John Nash?

    • John Nash lavorò sulla Teoria dei Giochi, ma alcuni anni dopo la sua formulazione. Von Neumann (con Morgesten, o qualcosa del genere) espose i principi della Teoria dei Giochi nel 1948, mentre Nash iniziò a lavorarci nei primi anni cinquanta. Con il senno di poi, si può dire che la Teoria dei Giochi prometteva qualcosina di più di quanto poi effettivamente ha permesso di raggiungere. Comunque nella mia tesi prendevo in considerazione proprio uno dei contributi di Nash – e ammetto di essermi emozionato un po’ quando ho visto il film “A beautiful mind”….

  5. Qualcuno dirà che ho sempre un aneddoto dei miei per ogni occasione… ma non è colpa mia!

    Io, come tutte le donne, ho la minzione facile, quasi a comando. Quando vado in un bagno pubblico e in quello delle donne c’è fila (come SEMPRE accade), spesso devio e vado in quello dei maschietti. Tanto… che problema c’è?
    Bene: 1995, concerto di Pino Daniele al Forum di Assago. Fila interminabile alla toilette delle donne, mentre in quella degli uomini… nulla. Ovviamente senza fare un plissé imbocco il bagno maschile. Entro con la pipì che premeva, quindi senza prestare troppa attenzione all’ambiente circostante. Vado in uno dei gabinetti, faccio i miei bisogni, e, poi molto più leggera esco, stavolta alzando lo sguardo… e mi accorgo di una schiera di uomini con il “pippo” in mano, ognuno davanti al proprio orinatoio. E chi ci pensava che nei bagni dei maschi ci sono anche gli orinatoi?
    Nemmeno a dirlo, sono diventata rossa come un peperone e sono fuggita via!

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