In ricordo di Steve Jobs

Ci ha lasciati Steve Jobs. A noi piace salutarlo ricordando le parole che pronunciò davanti agli studenti di Stanford nel 2005. Il video del discorso lo potete trovare QUI.

“Nessuno vuole morire. Ma la morte è la più bella invenzione della vita. È un agente di cambiamento. Oggi tu sei il nuovo, ma un giorno non troppo lontano diventerai il vecchio e sarai cancellato. Il tuo tempo è limitato, perciò non sprecarlo vivendo la vita di un altro”.

Di seguito, lo stupendo video con cui la Apple annunciò il lancio sul mercato dell’iPhone, che, come tutte le altre creazioni di Steve Jobs, ha cambiato le nostre abitudini quotidiane come mai avremmo potuto immaginare.

Annunci

Informazioni su laura

rinunciare all'animosità significa diventare liberi

12 Risposte a “In ricordo di Steve Jobs”

  1. >iPhone, che, come tutte le altre creazioni di Steve Jobs, ha cambiato le nostre abitudini quotidiane come mai avremmo potuto immaginare.

    Adesso non esageriamo con i luoghi comuni. La gente andrà pure in giro con l’iPhone e simili, usando il cell per fotografare e quant’altro, ma le cose che dice e che fa sono il solito squallore. In che cosa consisterebbe il cambiamento inimmaginabile?

    Con tutto ciò, sto scrivendo da un Mac, e mi ci trovo molto meglio che con i pc della concorrenza.

  2. >le cose che dice e che fa [la gente] sono il solito squallore

    Cambiamenti, non miracoli 😉

  3. Giovanni Pascoli
    FOGLIE MORTE

    Oh! che già il vento volta
    e porta via le pioggie!
    Dentro la quercia folta
    ruma le foglie roggie
    che si staccano, e fru…

    partono; un branco ad ogni
    soffio che l’avviluppi.
    Par che la quercia sogni
    ora, gemendo, i gruppi
    del novembre che fu.

    Volano come uccelli,
    morte nel bel sereno:
    picchiano nei ramelli
    del roseo pesco, pieno
    de’ suoi cuccoli già.

    E il roseo pesco oscilla
    pieno di morte foglie:
    quale s’appende e prilla,
    quale da lui si toglie
    con un sibilo, e va.

    […]
    “Il vento ruglia… eppure
    esso non è cattivo.
    Ruglia, brontola: ma…

    contende a noi! Ché tutto
    vuol che sia mondo l’orto
    pei nuovi fiori, e il brutto,
    il secco, il vecchio, il morto,
    vuol che netti di qua.

    Noi c’indugiammo dove
    nascemmo, un po’, ma era
    per ricoprir le nuove
    gemme di primavera… –
    Così dicono, e fru…

    partono, ad un rabbuffo
    più stridulo e più forte.
    E tra un voletto e un tuffo
    vanno le foglie morte,
    e non tornano più.

  4. Anche se il padre era un mussulmano siriano, i genitori adottivi armeni e la madre di origini cattoliche tedesco-svizzere, vi segnalo quest’articolo apparso sul Jpost: “Comment: The ‘Jewish’ side of Steve Jobs” (sic!)

    http://www.jpost.com/JewishWorld/Judaism/Article.aspx?id=240901

    • Non ho la sanità di avventurarmi adesso in una lettura in inglese… certo però che solo basandomi sul titolo e per citare una frase di Dan Greenburg, non c’è bisogno di essere né ebrei né madri per essere una madre ebrea: anche una cameriera irlandese o un barbiere italiano possono essere una madre ebrea!

    • Mi fatto un po’ sorridere il parallelo tra il cibo kasher e i programmi che giravano sul sistema operativo del Mac negli anni Ottanta. Bello il richiamo al kippur che inizia oggi (a proposito, buon kippur a chi lo osserva). Sicuramente è una prospettiva diversa da tutte le altre lette sui giornali e in rete e un modo originale per ricordarlo.

  5. DON’T WORRY, BE HAPPLE

  6. grazie a dhr per le foglie morte di Pascoli, un altro modo di guardare il cambiamento! e la morte di Steve Jobs.

    a casa noi abbiamo sempre avuto un Mac, anzi un iMac… vista l’attività della mia famiglia nel mondo grafico: ho imparato tanto alternando l’uso degli strumenti fra casa e il mio ufficio che non c’entrava con la grafica, soprattutto la flessibilità nel muoversi fra vari ambienti, molto molto più versatile su Mac, soprattutto un tempo.
    l’altra mattina alla radio, fra i vari commenti, ho sentito quello di un ingegnere che esprimeva due apprezzamenti sull’avventura di SJ: uno positivo, aver introdotto la bellezza nella tecnologia ed ha ammesso che gli ingegneri non ci avevano mai pensato! ed uno negativo, la chiusura del sistema: io questa non l’ho verificata ed anche quando Mac e pc non colloquiavano, mi ero fatta installare un pc virtuale dentro a Mac per poter trasferire i documenti da un sistema all’altro!

  7. Tra l’altro: sono un soddisfattissimo Mac user da ben oltre vent’anni…
    “Think different”?…
    Anche, forse, ma sarò eternamente grato a Jobs di aver creato un sistema che non si “congela”; che è talmente “user friendly” che un bambino di cinque anni impara a usarlo da solo (provato sul campo!); dove c’è logica (es.: il computer non si spegne cliccando su “start” e il computer non ti chiede cose tipo “sei sicuro di voler fare questo?”); che non ha bisogno di antivirus perché non hanno ancora creato virus che ti rovinino un mac (quasi come Windows, no?); in cui posso far girare qualsiasi software di qualsiasi sistema operativo e vedere qualsiasi disco esterno indipendentemente dalla formattatura (cosa impossibile con Windows); …et cetera pleraque…

  8. bello se Steve fosse in provincia di napoli…
    troppo vero!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: