La pelle che abito di Almodovar

La prima cosa che mi viene da dire a caldo è: Almodovar si è bevuto il cervello. E la recensione potrebbe finire già qui, ma vado avanti perché mi piace infierire.

La pelle che abito è un melò in cui il regista ostenta il suo sguardo perverso verso l’umanità e la sessualità. Un film horror, splatter, ma anche fantascientifico e grottesco. Aggiungerei comico, ma dubito che fosse nelle sue intenzioni. I dialoghi sono a volte irritanti a volte addirittura ridicoli, quelli delle ultime scene esilaranti.

Sarei molto tentata di fare spoiler e raccontarvi la storia risibile che Almodovar ritiene, sbagliando, di aver messo in piedi. Non lo faccio perché so per esperienza che di masochisti intenzionati, nonostante tutto, ad andare a vederlo ce ne son tanti e magari qualcuno di loro legge questo blog. Anche se sono quasi convinta che le nostre lettrici e i nostri lettori hanno un equilibrio psicologico invidiabile, grande intelligenza e molto gusto 😉

Mi limiterò dunque a qualche notazione. Intanto il regista non si smentisce e riesce a mostrare anche il sederino di Banderas, costringendolo però a un contorsionismo innaturale che lo avrà portato sicuramente a destinare gran parte del suo cachet a un bravo fisioterapista.

La Paredes, attrice molto amata da Almodovar e anche brava, è l’ombra di se stessa, forse anche per il fatto che il suo personaggio è piatto, una sagoma di cartone tenuta in piedi con sostegni invisibili. Per non parlare de Il Tigre, un personaggio indimenticabile. L’unica nota positiva è la bellezza della protagonista femminile, Elena Anaya, della qual cosa però il regista non ha alcun merito.

Non vi dico poi le musiche quanto sono tragiche eccessive e sgradevoli.

Sicuramente ci sarà qualche critico intellettuale e con la puzza al naso che parlerà di riflessione pensosa e sofferta sull’identità di genere e sull’onnipotenza umana (Maltese su Repubblica ha rispolverato “il valore catartico dell’arte”, lo giuro. Pensavo fosse sfottente, ma ha dato 4 stelle!). Non gli credete. Citando un grande personaggio, lui sì, direi che È UNA BOIATA PAZZESCA!

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7 Risposte a “La pelle che abito di Almodovar”

  1. >Un film horror, splatter, ma anche fantascientifico e grottesco.

    qui gli fai il top dei complimenti… e poi lo stronchi?
    e adesso che faccio, vado a vederlo o no?!

    >Citando un grande personaggio, lui sì, direi che È UNA BOIATA PAZZESCA!

    era una CAGATA pazzesca: un po’ di rispetto per i classici.

    😉

  2. >Ma solo chi cade può risorgere

    “Quando si è toccato il fondo, si può cominciare a scavare.”

  3. A questo punto mi hai fatto venire la curiosità: a regime non ci sarei andata, ma dopo questo tuo sfogo, la curiosità è femmina!

  4. Una meravigliosa stroncatura.
    Qualche anno fa sarei stata comunque in dubbio se andare o no a vederlo: non mi sarei fidata di Laura. Anzi! Con mio padre dicevamo sempre che se a Laura un film era piaciuto, dovevamo evitarlo a tutti i costi. E viceversa, naturalmente!

    Ora però il suo giudizio è più maturo e Lei è diventata il mio guru in tema di cinema, TV e libri.
    Quindi non andrò.

    (Anche se ripenso a un film che recentemente ci ha suggerito come “moooolto divertente”… I bambini ancora rabbrividiscono. Si trattava de “l’ospite inatteso”. A suo favore devo dire che a farla sbagliare in quel caso sono stati i suoi neuroni: intendeva un film e ci ha detto un altro titolo!)

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