Talk to me al MoMA

E’ stata inaugurata il 24 luglio e rimarrà aperta fino al 7 novembre la mostra “Talk to me” al MoMA di New York. Si tratta di un’iniziativa che a me sembra davvero fuori da ogni schema; si parte dal presupposto che le cose, gli oggetti, parlino con noi, in maniera più o meno esplicita. Possono essere oggetti tangibili o immateriali, dal cucchiaio alla città, dal governo al Web, dagli edifici ai social network: tutti hanno qualcosa da comunicare, non certo con la voce, ma con testo, diagrammi, interfacce visuali, ma anche con profumi o con la propria temperatura; altri invece ci fanno compagnia semplicemente in silenzio. Il design, già alla fine del 20° secolo, ha iniziato ad abbandonare obiettivi legati all’utilità dell’oggetto; la cultura del 21° secolo è incentrata sul “Comunico dunque sono”. Quindi ci si allontana sempre più dalle preoccupazioni per la forma, o per la funzione di un oggetto, per focalizzarci sullo scambio di informazioni e sulle emozioni.
Design della comunicazione, dunque, che comprende la progettazione grafica di messaggi, di materiali stampati, di oggetti tridimensionali e di interfacce web.
La mostra prova ad esplorare questi nuovi terreni, esponendo una varietà di disegni che tentano di migliorare le possibilità comunicative e incarnano un nuovo equilibrio tra la tecnologia e l’uomo.
Ad essere sincera tutto questo è fuori dalla mia portata; bisogna però riconoscere che tentativi di questo tipo ci consentono se non altro di “pensare” e comunque di prendere atto dei cambiamenti che sono avvenuti e continuano ad avvenire nella nostra vita di tutti i giorni senza che noi ne riusciamo ad avere piena coscienza. Del resto l’arte non è altro che lo specchio dei tempi.

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Informazioni su Cynthia

Gli specchi farebbero bene a riflettere prima di rimandarci la nostra immagine

2 Risposte a “Talk to me al MoMA”

  1. >si parte dal presupposto che le cose, gli oggetti, parlino con noi, in maniera più o meno esplicita

    … E ‘l tronco suo gridò: “Perché mi schianti?”

  2. Se gli oggetti che sono nella mia stanza al lavoro parlassero vi farebbero arrossire 😉

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