Un regalo di buon autunno

L’estate è ormai alle nostre spalle, i benefici delle vacanze, ammesso che ci siano state, sono già spariti. La prospettiva che ci si para davanti è il lunghissimo tunnel autunno-inverno-primavera. Non abbiamo neppure il miraggio di qualche ponte, ci toglieranno anche quelli, pare. E allora, per iniziare degnamente l’anno che ci aspetta fatevi un regalo e fatelo a chi vi vuol bene. E siamo qui, noi che abbiamo a cuore il vostro bene, a darvi dei consigli preziosi e originali.

Il vostro ragazzo è fissato coi giochini sull’ i-phone? Quando gli parlate annuisce facendo finta di seguirvi mentre in realtà è completamente assorbito da Angry Birds? Questo articolo è per voi, ragazze trascurate. Presentatevi davanti a lui con questo addosso e lui non sarà preso da altro che da voi.

Con tutto quello che vi aspetta, casa, figli, preparativi per la scuola, lavoro, vi sentite una superoina, ma nessuno ve lo riconosce? Queste parannanze sono per voi. Con queste addosso, quando sgobberete in cucina a testa bassa, alla fine di una pienissima giornata, nessuno potrà più ignorare quello che siete realmente.

Avete in programma di andare in sinagoga per le prossime festività ebraiche e sperate di incontrare lì una brava ragazza, di buona famiglia e che sappia cucinarvi lo stracotto buono come quello che faceva vostra madre? Avete timore che la vostra calvizie precoce non renda giustizia al vostro appeal? C’è qualcosa anche per voi: una kippà completa di capigliatura. Farete strage di ragazze.

Infine, un regalo da fare con le vostre mani al vostro ragazzo un po’ incolto in modo che possa dichiarare di fronte ai vostri amici, senza tema di smentite, di aver divorato un numero spropositato di libri in pochissimo tempo. Ovviamente sono libri di cioccolato. Qui potete imparare come prepararli.

Buon autunno a tutti noi. Ne abbiamo bisogno.

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rinunciare all'animosità significa diventare liberi

6 Risposte a “Un regalo di buon autunno”

  1. prendo spunto dalle sisters per proporre un’idea che avevo in mente già da molto tempo e che, in un certo senso, supera questa che le simpaticissime sorelle bontempone ottime cuoche propongono. la mia idea consiste nel produrre kippot fatte proprio di capelli, una specie di chierica al contrario che però potrebbe risultare antiestetica, me ne rendo conto.

    allora, visto che i maschi ebrei hanno l’obbligo di indossare la kippà, sempre, ma in particolare nei luoghi di studio e di preghiera, ho pensato a un vero e proprio parrucchino con una targhetta applicata che magrittianamente reciti “questa non è una kippà”.

    in questo modo le persone che sono state abbandonate dai propri capelli non potranno essere più accusate di essere vanitose né essere prese di mira e ridicolizzate con ammiccamenti, occhiate che sottintendono, gomitatine nei fianchi dell’amico per svelare che quella certa persona indossa il vituperato parrucchino.

  2. errata corrige. la targhetta deve avere la scritta “questo non è un parrucchino”. sempre magrittianamente. 🙂

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