Le frontiere del placebo

Ci siamo già più volte occupate di placebo su questo blog. È un argomento affascinante e misterioso. Torniamo oggi sul tema per un nuovo aspetto che è stato messo in luce da uno studio dell’Harvard Medical School, uscito sul New England Journal of Medicine.

Sapevamo che in alcune situazioni il placebo dà gli stessi benefici di un farmaco, anche quando, incredibilmente, i pazienti sanno di aver assunto placebo. In questo studio, invece, hanno sottoposto dei pazienti con disturbi respiratori e asma o al farmaco vero, o al placebo, o a finte sedute di  agopuntura (gli aghi venivano applicati, ma non in modo da stimolare punti particolari), o a nessun trattamento, allo scopo di valutarne gli effetti reali e quelli percepiti.

Le persone che avevano assunto il farmaco migliorarono le prestazioni respiratorie del 20%, tutti gli altri, compresi coloro che non avevano ricevuto alcuna cura, solo del 7%. Sorprendentemente però, chi aveva ricevuto placebo o finte sedute di agopuntura percepì dei miglioramenti più rilevanti di quelli reali: del 45% i primi e del 46% i secondi, analoghi alle percezioni di chi era stato curato davvero (50%).

Quel che conta è come le persone si sentono, non come dovrebbero sentirsi sulla base del trattamento ricevuto. I medici dovrebbero tenerne conto e ascoltare quel che i pazienti hanno da dire.

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