La Bibbia firmata Chagall: “La visione di Ezechiele”

La penultima acquaforte, “La visione di Ezechiele” (n. 104), è tra gli esempi più alti della metodologia adottata da Chagall per questa serie biblica: fedeltà al testo a un primo sguardo, al secondo sguardo una acuta contaminazione con altri spunti. Di primo acchito, infatti, l’immagine è semplice e diretta: il profeta si prostra di fronte ai quattro Viventi, la manifestazione di Dio che lo raggiunge in terra d’esilio. Un tema che ha avuto notevole successo anche nella storia dell’arte cristiana; il dipinto più famoso – ma non il migliore, a mio parere – è quello di Raffaello e/o aiutanti. Anche Dante riprese questo episodio nella processione simbolica in cima alla montagna del purgatorio.

Scendendo nei dettagli, appaiono una serie di parallelismi e di novità. Anzitutto, Ezechiele è scalzo, e in questo modo l’apparizione che gli si presenta è in continuità con il roveto ardente di Mosè. Poi però ecco un particolare inatteso: il profeta è avvolto dalle fiamme, diversamente dal testo biblico che pone la scena in riva al fiume Chebar, un canale dell’Eufrate. Probabile allusione al mondo che può diventare un “inferno” a causa della malvagità umana (cfr. illustrazione n. 101).

Anche i Viventi sono poco fedeli alla lettera. Al di sopra di essi non si vede Dio, che è solamente alluso tramite raggi di luce che filtrano dall’alto; il testo invece descriveva anche l’aspetto dell’Eterno. E soprattutto, i quattro Viventi non corrispondono a quelli elencati dal libro di Ezechiele. In quel caso si trattava di leone, aquila, toro e uomo; qui abbiamo leone, uccello (forse aquila, forse generico), mucca e donna. Chagall sembra avere radunato i simboli a cui è più affezionato: la forza e la nobiltà del leone, tema non frequente nella sua pittura, ma costante in questa serie; e soprattutto i tre protagonisti di tutta la sua arte, l’uccello, la mucca e la donna, figure di tutto ciò che è positivo, bello, vitale, spirituale.

In questa penultima immagine, Chagall sintetizza l’oscurità e la drammaticità della Storia, da un lato, e dall’altro la luce di Dio che permea l’anima e l’universo. Il mondo è in parte tenebra e fiamme, in parte è vita e angelicità. Per citare il filosofo buddista indiano Nagarjuna: “Tra il samsara [questo mondo di divenire e dolore] e il nirvana non c’è la minima differenza”.

Ma manca ancora l’ultima parola… l’immagine n. 105, che vedremo tra sette giorni.

dhr

Annunci

4 Risposte a “La Bibbia firmata Chagall: “La visione di Ezechiele””

  1. 😯

    ho appena scoperto che su PaperBlog questo post è segnalato tra gli argomenti relativi a “pari opportunità”!

    ah ho capito, è che a me maschietto è stata data l’opportunità di scrivere sul blog delle Ragazze!

  2. E’ uno dei rarissimi casi in cui la pari opportunità viene concessa, con grande magnanimità, a un maschietto. Ma, al contrario dei numerosi casi all’inverso, solo per merito 😉

    • “Meritocrazia”! ma allora è vero che “voi” giudìi siete all’origine di ogni idea aberrante, che mina alla radice la civiltà occidentale così come la concepiamo!

      Dài, ammettilo che sei stata corrotta dal mio conto in banca a nove zeri (tutti dopo la virgola, però)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: