Alla faccia della privacy!

Vi sarà sicuramente capitato di trovarvi in un luogo pubblico e trovare un cartello con il quale si avvisano i clienti che “il locale è sottoposto a videosorveglianza”.
E certo! E’ doveroso! Non sia mai qualcuno venisse beccato con le dita nel naso, o in atteggiamenti equivoci, o, peggio ancora, nell’atto di commettere qualche reato!
Si tratta di tutela della privacy: sei sorvegliato, ma avvisato!
E però. Come vi comportereste se questo cartello lo trovaste affisso… in un bagno pubblico?
E’ quello che è successo a me nel bagno di un bar, sul corso di Orbetello.
Certo, sarà stata sicuramente una burla a opera di uno zuzzurellone, ma vi assicuro che, con le mutande calate e i quadricipiti irriggiditi dallo sforzo di non appoggiarsi al water, quel cartello ha reso particolarmente difficile la mia minzione.
Ovviamente, subito dopo ho mandato Spicy, reporter d’assalto, a mingere anch’ella e a documentare per voi l’insolita ubicazione del cartello.

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13 Risposte a “Alla faccia della privacy!”

  1. >E però. Come vi comportereste se questo cartello lo trovaste affisso… in un bagno pubblico?

    Credo che fosse prevista come misura anti-droga.

    Mi colpì enormemente, anni fa, un controllore che passava ad aprire i bagni del treno.
    Io (con i ricordi di secoli prima): “Per verificare che non si sia nascosto nessuno per non pagare il biglietto?”
    Lui: “Per verificare che non ci sia qualche cadavere.”

  2. dovrebbero mettere dei cartelli, un po’ ovunque, che recitino: area sottoposta a intercettazioni telefoniche.

    • Purtroppo quello delle intercettazioni telefoniche è un problema MOLTO carico d’anni…
      Già l’OVRA ascoltava tutti… Io personalmente ricordo che negli anni settanta, pur essendo incensurato e bersaglio di terrorismo di squadracce e gruppi vari, finii per anni ogni telefonata con “buonanotte maresciallo”…
      Nella cultura illiberale dominante è cosa normale pretendere di non distinguere il pubblico dal privato, anzi di volere tutto pubblico…magari statale o parastatale… 😉

  3. Ci sarà la fila di esibizionisti fuori di quel bagno!

    • L’interessante può essere scoprire dov’è la “sala monitor”… 😉

      • HaDaR! Dove è finita la nutella? E che rappresenta il nuovo avatar? Mica si capisce.

      • La mia kippah da vent’anni: seta e cotone, fatta a mano dalla Comunità Ebraica di Samarcanda.
        Piace? 😉
        Tra l’altro, visto che la porto sempre e mi guard bene dal nasconderla, quando vado al mercato di Porta Palazzo a comprare cusbara (coriandolo?), curcum (?) e le cose che uso in cucina e che in Italia si trovano poco, dopo la prima volta in cui, in Arabo, un gruppo di Marocchini (gli egiziani sono MOLTO diversi e più ostili) mi hanno chiesto “anta muslim?” (sei musulmano?) e io gli ho risposto, sempre in Arabo, “lah, àna yahudi” (no, sono Ebreo). Mi becco sempre o dei “Shalom” o dei “Assalam alequm”, a cui rispondo sempre in Ebraico “‘Alekhem Shalom”… Come insegna la Toràh: bisogna camminare nelle Vie del S., e Lui ha detto (Genesi 12) “Benedirò chi ti benedice e chi ti maledice sarà maledetto”… e alcuni sorridono…
        Io son abituato a camminare a testa alta e con piglio deciso, come un leone, non come un cane bastonato, come si dice a Roma: “Chi pecora si fa, il lupo se lo mangia”…e nella cultura araba, chi non ha paura quando è circondato dai nemici viene rispettato o lasciato in pace, perché o ha qualche difesa che non si vede, o è posseduto da un “jin” (spirito)… Ricordo come lo scoprii un venerdì pomeriggio di tanti anni fa, appena arrivato in Israele, sbagliando strada per recarmi al Kotel (Muro Occidentale) e finendo invece nella strada di uno degli ingressi ad Al Aqsa nel cosiddetto Quartiere Arabo… Era l’ora dell’uscita dall’ultima preghiera del Venerdì…centinaia di tipi alla Hamas e Jihad Islamica che venivano nella direzione opposta, ma che giunti alla mia altezza si aprirono come un fiume (non vorrei dire come si aprì lo Yam Suf – mal tradotto come Mar Rosso) e io passavo in mezzo col sorriso…
        Ho alcune storielle carine a proposito… 😉

      • Cliccaci sopra, e verràfuori più grande e chiara…

  4. E’ bellissima! Peccato che nell’immagine piccola non si può apprezzare.

    • Ma grazie!! 🙂
      Io me ne innamorai sin da quando vidi la prima in un negozio di Chabad su Montana Avenue, a Santa Monica, 21 anni fa… Da allora son riuscito a trovarne solo una che non fosse un’imitazione da poco, in un vero e proprio buco nel muro (su Rehov Yaffo a Yerushalaim, a una decina di metri da Qiqar Tsion andando verso la Posta Centrale, dallo stesso lato della strada) dove vendono kippoth… Il proprietario, evidentemente emigrato dall’ex URSS, cercò di vendermi l’imitazione, ma io gli mostrai quella ormai lisa che avevo – che ora è una reliquia – e gli dissi: “no! Voglio SOLO quella fatta a mano a Samarcanda, di cotone con i ricami spessi di seta e questi motivi!”…al che mi sorrise e mi chiese se ero di là… A cui risposi che non lo ero ma anni prima avevo avuto un compagno di stanza all’Ulpan che veniva proprio da Samarcanda, dopo 5 anni che indossavo una kippàh cosí, e che in ogni caso portavo solo quel tipo di kippàh da 15 annni [prima che mia nonna, z”l, me ne facesse all’uncinetto quattro favolose – due blu per i feriali e due bianche per Shabbath e Feste – belle grosse e spesse di quelle che non cadono e coprono la testa sul serio… 😉 e che i marocchini di Porta Palazzo vogliono sempre comprarmi… 😉 ]
      Al che il tipo del buco nel muro pieno di kippoth impolverate mi sorrise e mi tirò fuori da dietro al banco, da una scatola chiusa dentro n’altra scatola, l’ultima che aveva, ancora con l’etichetta originale in Uzbeko della fabbrica artigianale che chiuse una ventina d’anni fa…
      Tuttavia…. se qualcuno di voi che viaggiate un sascco va a Samarcanda, uno dei miei sogni, compratemene un paio: 59 cm di circonferenza il più simile possibile a questa, che è un design particolare… 😉 DA NON CONFONDERE CON QUELLE DI BUKHARA! ;-D

  5. Comunque, tornando all’oggetto del post… Magari han messo il cartello come deterrenza verso i maschietti che non sanno mirare o le femminucce che dipingono il sedile con gli assorbenti usati…;-)
    In ogni caso, un po’ di sano umorismo toscano non guasta… 😉

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